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·19 June 2026

Calcio in lutto: è morto Igor Protti, ex attaccante simbolo del Livorno

Article image:Calcio in lutto: è morto Igor Protti, ex attaccante simbolo del Livorno

Il calcio italiano piange Igor Protti. L’ex attaccante, bandiera assoluta del Livorno, è morto nella notte all’età di 58 anni dopo una malattia. A darne notizia è stata la famiglia, con un messaggio pubblicato su Instagram. «Con immenso dolore – si legge nel post, accompagnato da una foto che ritrae Protti sotto la Curva Nord dello stadio Picchi, a torso nudo e con la fascia di capitano – la famiglia comunica che Igor stanotte ci ha lasciati».

Figura amatissima dai tifosi amaranto, Protti è stato uno dei calciatori più rappresentativi della storia recente del Livorno. Con la sua grinta, i suoi gol e il suo legame profondo con la città, era diventato molto più di un semplice capitano: un simbolo di appartenenza, passione e identità.


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Nato a Rimini nel settembre del 1967, Protti crebbe con il pallone fin da bambino. Mosse i primi passi nel Rimini e, giovanissimo, entrò stabilmente in prima squadra sotto la guida di Arrigo Sacchi nella stagione 1984/85, in Serie C1. Dopo un primo passaggio al Livorno e l’esperienza alla Virescit Bergamo, nel 1989 arrivò al Messina, chiamato in Serie B per raccogliere l’eredità di Totò Schillaci, passato alla Juventus.

La consacrazione arrivò però con la maglia del Bari. Nella stagione 1995/96 Protti firmò 24 gol in Serie A, laureandosi capocannoniere del campionato insieme a Giuseppe Signori. Un risultato storico, perché ottenuto con una squadra che a fine stagione retrocesse: Protti resta infatti l’unico giocatore ad aver vinto la classifica marcatori della Serie A con un club poi sceso in Serie B. Fu l’anno della sua definitiva esplosione, in un campionato popolato da grandi attaccanti e grandi campioni.

Dopo Bari arrivarono Lazio e Napoli. In biancoceleste l’esperienza non fu fortunata, mentre con il Napoli Protti diventò l’ultimo calciatore a indossare la maglia numero 10 di Diego Armando Maradona prima che il club decidesse di ritirarla. Seguì la parentesi alla Reggiana, quindi il ritorno al Livorno: la tappa che più di ogni altra avrebbe definito la sua carriera e la sua immagine pubblica.

A Livorno Protti scelse di ripartire dalla Serie C1 a 33 anni. Una scelta controcorrente, che si trasformò in una storia d’amore calcistica. Fu due volte capocannoniere del girone in C1, poi miglior marcatore anche in Serie B con 23 reti. Insieme a Dario Hubner, è uno dei pochi calciatori capaci di vincere la classifica marcatori in tutte le categorie professionistiche italiane: Serie A, Serie B e Serie C.

Con il Livorno il legame diventò totale. I tifosi lo ribattezzarono “Lo Zar” e lo convinsero a proseguire quando aveva pensato al ritiro. Accanto a Cristiano Lucarelli formò una coppia d’attacco entrata nella memoria del club: insieme trascinarono gli amaranto fino alla Serie A, segnando complessivamente 44 gol in un campionato. Protti chiuse poi la carriera con un’ultima stagione nella massima serie, salutando il calcio giocato dopo aver riportato il Livorno dove mancava da decenni.

Fuori dal campo, Protti viene ricordato anche per la sensibilità e l’impegno personale. Un uomo di cuore, capace di dedicarsi a iniziative benefiche e attività teatrali, anche al fianco di attori con disabilità psichica. Una dimensione che contribuì a rafforzare l’affetto nei suoi confronti, ben oltre i confini delle squadre in cui aveva giocato. La famiglia ha fatto sapere che, per chi volesse porgere l’ultimo saluto, dalle 15 di oggi Protti si troverà presso la stanza del commiato Frongillo, al cimitero di Cecina, in via della Rimembranza.

Sempre attraverso Instagram, la famiglia ha condiviso anche l’ultimo messaggio lasciato dall’ex calciatore: «Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale». Parole che Protti aveva voluto indirizzare a chi gli è stato vicino e che, come spiegato dai familiari, sono state pubblicate nel rispetto della sua volontà.

«Difficile provare parole che possano spiegarlo – prosegue il messaggio – l’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio».

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