Casamonti sullo stadio Flaminio: «Rispetto, responsabilità e visione. Lotito ha richiesto 50 mila spettatori» | OneFootball

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·17 February 2026

Casamonti sullo stadio Flaminio: «Rispetto, responsabilità e visione. Lotito ha richiesto 50 mila spettatori»

Article image:Casamonti sullo stadio Flaminio: «Rispetto, responsabilità e visione. Lotito ha richiesto 50 mila spettatori»

Casamonti, architetto inserito nel progetto dello stadio della Lazio, ha rilasciato dichiarazioni in merito alla costruzione della casa biancoceleste

Nel corso della presentazione del progetto per la rifunzionalizzazione dello Stadio Flaminio, l’architetto Marco Casamonti ha illustrato la filosofia che ha guidato l’intervento, soffermandosi sui concetti chiave di rispetto dell’opera originaria, innovazione strutturale e identità simbolica legata alla Lazio.


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RISPETTO – «La parola rispetto sta alla base del progetto: rispetto delle persone, dei cittadini e del monumento. Tutti gli studi acustici e le analisi del traffico sono stati fatti con attenzione per il progetto futuro».

RESPONSABILITÀ – «C’è bisogno di attenzione e responsabilità. Ringraziamo il nipote di Nervi per il progetto da lui delineato. Ci vuole anche rispetto per colui che ha progettato lo stadio».

STRUTTURA – «C’è uno stadio che vola sopra quello antico, costruito in acciaio perché era inarrivabile in cemento armato. Possiamo essere coerenti con il progetto precedente utilizzando un materiale innovativo».

COPERTURA – «Un elemento importante è il fatto che la copertura integrale permette di conservare l’opera di Nervi, che sarà restaurata».

CAPIENZA – «Lo stadio originario aveva 40.000 posti, quello attuale ne ha 20.000 seduti e altri 30.000 in un altro anello. Lotito ha richiesto 50 mila spettatori».

SIMBOLO – «La sagoma rappresenta l’aquila, i cavalletti indicano le ali della Lazio».

ESEMPI – «Dal punto di vista metodologico dico lo stadio di San Siro, dal punto di vista architettonico mi viene in mente la Nuvola di Roma e parlando di cielo l’aquila».

VISIONE – «Le parole responsabilità, rispetto e visione hanno guidato il progetto sin dall’inizio. Sarà un’opera di cui tutta l’Italia sarà orgogliosa».

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