Juventusnews24
·30 April 2026
Caso arbitri, il legale di Gervasoni: «Chiarita la sua posizione. Una sola domanda su Inter-Roma…»

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Al termine di un lungo interrogatorio durato quattro ore presso la caserma della Guardia di Finanza di Milano, l’avvocato Michele Ducci, legale dell’ex arbitro Andrea Gervasoni, ha rilasciato importanti dichiarazioni ai media presenti per chiarire la posizione del suo assistito nell’ambito dell’inchiesta arbitri.
Il legale ha smentito ogni tipo di interferenza del suo assistito nel match cadetto: «Noi abbiamo risposto solo su Salernitana-Modena, in cui l’arbitro Gervasoni ha chiarito come non abbia interferito in alcun modo. Tra l’altro lui era a fare il VAR di Serie A in una palazzina, quello della B è in un’altra. Era presente a Lissone, ma non in quella sala».
Riguardo al possibile collegamento con il VMO Paterna, l’avvocato ha precisato: «No, anch’io pensavo potesse essere un collegamento, ma non è stato fatto. Semplicemente lui era supervisore quel giorno, ma sulla Serie A: il processo decisionale che ha portato al cambio di scelta in campo è avvenuto tra Var e Avar». A giustificare la lunghezza del colloquio, Ducci ha aggiunto: «Eh, sì. Però fai rivedere il video, fai rivedere il video, senti quello che aveva da dire, fai rivedere il filmato, pause e contropause. Ed eccoci qui».
Sulla discussa sfida di San Siro, la linea della difesa è stata netta: «Ha fatto una velocissima domanda su Inter-Roma a cui abbiamo risposto, la decisione arriva in 10 secondi e non si capisce come si possa interferire». Il concetto è stato poi ribadito: «Abbiamo chiarito come non sia stato fatto alcun intervento nemmeno in quell’occasione, e le immagini lo chiariscono. È una decisione presa in dieci secondi, non c’è il tempo materiale perché qualcuno facesse pressione». Sull’ipotesi di manipolazione degli audio, il legale ha tagliato corto: «Non ho ascoltato alcun audio di Inter-Roma, non glielo so dire».
La difesa ha inoltre separato la posizione di Gervasoni dal sistema contestato all’ex designatore: «Non ne abbiamo assolutamente parlato» e «No, perché non siamo Rocchi e non era tra le nostre imputazioni».
Sulla sproporzione tra una presunta “bussata” e l’accusa di frode sportiva, Ducci ha chiosato: «A me sembra lunga. Però non è compito mio», specificando ulteriormente sulla liceità del gesto: «Non ne abbiamo parlato, non ce ne sono contestate».







































