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Calcionews24

·7 July 2026

Caso Rocchi, l’inchiesta arriva alla stretta finale: l’ex designatore si difende e respinge tutte le accuse

Article image:Caso Rocchi, l’inchiesta arriva alla stretta finale: l’ex designatore si difende e respinge tutte le accuse

Caso Rocchi, l’inchiesta della Procura entra nella fase decisiva: l’ex designatore si presenta e respinge ogni accusa

L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto sistema arbitrale che coinvolge l’ex designatore Gianluca Rocchi si avvia alla fase conclusiva. Come riportato dall’ANSA, nei prossimi giorni i magistrati dovrebbero definire il fascicolo, decidendo se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio oppure con l’archiviazione. Contestualmente verrà valutata anche la possibile trasmissione degli atti alla giustizia sportiva, che potrebbe aprire un procedimento parallelo.


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Rocchi respinge le accuse: “Nessun coinvolgimento”

Assistito dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D’Avirro, Rocchi si è presentato sei giorni fa davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione, affiancato dall’aggiunto Paolo Ielo, rispondendo alle domande degli inquirenti e respingendo ogni contestazione. L’ex designatore, che a fine aprile aveva scelto di non presentarsi all’interrogatorio avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha questa volta fornito la propria versione dei fatti, negando qualsiasi ruolo nelle presunte irregolarità.

L’indagine: l’ipotesi di concorso in frode sportiva

L’accusa ipotizza un concorso in frode sportiva. Secondo la ricostruzione investigativa, Rocchi avrebbe influenzato alcune designazioni arbitrali relative a due partite del 2025:

  1. evitando di assegnare all’Inter l’arbitro Daniele Doveri, ritenuto “non gradito” ai nerazzurri;
  2. favorendo invece la designazione di Andrea Colombo per una trasferta della squadra milanese.

Tra gli episodi al centro dell’inchiesta figura anche il contestato rigore non concesso all’Udinese nella sfida contro il Parma del 2025. Per l’accusa, Rocchi avrebbe esercitato pressioni sulla sala VAR attraverso le ormai note “bussate”, circostanza che l’ex designatore ha negato davanti ai magistrati.

Le altre audizioni e la corsa contro il tempo

Sono stati ascoltati come persone informate sui fatti anche Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA, e Alfredo Trentalange, anch’egli ex numero uno dell’associazione arbitrale. L’obiettivo della Procura è chiudere il fascicolo entro il 15 luglio, data del trasferimento del pm Ascione alla Procura Europea, che impone una tempistica serrata per la conclusione dell’indagine.

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