Calcionews24
·16 April 2026
Champions League, campioni senza corona: Mbappé, Vinicius e Yamal, i tre grandi sconfitti dell’edizione 2025-26

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La spietata legge della Champions League non fa sconti a nessuno, nemmeno a chi ha illuminato la competizione con giocate da stropicciarsi gli occhi. L’edizione 2025-26, giunta ormai alle sue battute conclusive, ha emesso verdetti inappellabili ai quarti di finale, mietendo vittime illustri. Tra queste, spiccano tre fuoriclasse assoluti che, pur avendo offerto prestazioni formidabili e trascinato le rispettive squadre a suon di gol, si ritrovano oggi con il titolo di “grandi sconfitti”: Kylian Mbappé, Vinicius Jr. e Lamine Yamal.
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Fin dalle prime battute della competizione, il giudizio degli addetti ai lavori era stato unanime: “Il nuovo Real Madrid è di Mbappé“. L’impatto del fuoriclasse francese con i Blancos in Europa è stato devastante. Basti pensare alla notte del Pireo contro l’Olympiacos, quando, con Bellingham fuori e una squadra decimata dagli infortuni, è bastato lui: un poker clamoroso che ha letteralmente innalzato il Real Madrid. Ha continuato a segnare con costanza impressionante, punendo il Benfica e il Monaco nei turni successivi. Anche nella drammatica notte dell’Allianz Arena, ai quarti contro il Bayern Monaco, Mbappé aveva lasciato il segno, insaccando sul secondo palo un pallone teso di Alexander-Arnold. Una rete illusoria, cancellata dalla clamorosa rimonta bavarese (4-3) che ha sancito l’eliminazione dei madrileni. Ha dominato in lungo e in largo, ma si è dovuto arrendere a un passo dal traguardo. E pure ieri il gol al match del ritorno è servito solo a lasciarlo in vetta alla classifica cannonieri con 15 centri, 3 in più di Kane, che però ha l’opportunità di giocare ancora due gare e forse una terza, la finale.
Compagno di squadra e di sventura di Mbappé, Vinicius ha confermato di essere il cuore pulsante e l’anima emotiva del Real Madrid. Di lui le cronache hanno scritto una verità inconfutabile: è sempre protagonista. Il momento più alto ed emblematico della sua Champions rimarrà senza dubbio la magica notte degli ottavi contro il Manchester City. Dopo essersi visto annullare una rete, ha siglato il gol vittoria nei minuti di recupero. Un’emozione esplosa in una danza sfrenata e in una celebrazione in cui ha mostrato la maglia col suo nome ai tifosi inglesi (che lo avevano stuzzicato); un Vinicius scatenato, felice, non irriguardoso, leader tecnico e carismatico. Eppure, tutta questa foga agonistica e le giocate di altissima scuola si sono infrante contro il muro del Bayern Monaco ai quarti, lasciando il brasiliano senza la corona europea. Ieri la traversa gli ha detto di no, l’immagine che resterà di lui probabilmente sarà quella dell’applauso polemico – con giallo conseguente – all’indirizzo dell’arbitro Vincic quando i tedeschi hanno realizzato il 3-3 in superiorità numerica.
Spostandoci in Catalogna, il Barcellona saluta la competizione piangendo l’eliminazione del suo gioiello più puro. Lamine Yamal, etichettato semplicemente come “il più giovane”, ha dimostrato la maturità di un veterano. Già nelle prime fasi aveva stregato l’Europa. Ha saputo soffrire, come dimostra la sfida di Newcastle, dove, dopo aver fatto scena muta per 95 minuti ingabbiato dalla difesa avversaria, si è preso la responsabilità di segnare un rigore pesantissimo a tempo scaduto. Ai quarti contro l’Atletico Madrid, Yamal aveva illuso i blaugrana: è stato lui ad aprire le marcature intercettando un errore di Lenglet, combinando con Ferran Torres e beffando Musso. Tuttavia, il pragmatismo della squadra di Simeone ha ribaltato le sorti del doppio confronto.
Tre campioni, tre percorsi esaltanti fatti di accelerazioni letali, tecnica purissima e reti decisive. Mbappé, Vinicius e Yamal salutano la Champions League 2025-26 da sconfitti, ma con la consapevolezza di aver offerto al calcio europeo uno spettacolo individuale di rarissima bellezza.
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