Cagliarinews24
·16 May 2026
Ciao Pavo, grazie di tutto! Finisce un’era a Cagliari con l’addio del capitano

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·16 May 2026

Si chiude dopo 231 partite e 52 reti segnate la parabola di Leonardo Pavoletti a Cagliari, si chiude dopo nove anni giocati alla ricerca continua e disperata del gol. Si sa, gli attaccanti vivono per spingere la palla oltre quella maledetta linea bianca, ma “Pavoloso” non è stato solo questo.
Questi anni hanno visto un’uomo dare tutto per una causa, il tutto noncurante degli anni che passano e degli attanaglianti problemi fisici. Dopo ogni stop una rincorsa per tornare protagonista, dopo ogni la stagione la voglia di tornare protagonista e centrale in quella successiva. Leonardo Pavoletti è stato questo e tanto altro ancora.
Dopo la gavetta, i gol a raffica con il Genoa e la deludente esperienza a Napoli, Pavoletti scelse la Sardegna per rilanciarsi. Lui, uomo di mare da Livorno, in quest’isola che Pascoli avrebbe potuto definire come “aspra e selvaggia”, è sbocciato nuovamente.
Le reti, il contributo per la squadra e quel ghigno rabbioso l’hanno sempre distinto da tutti gli altri giocatori. Personalmente mi ha sempre entusiasmato il modo in cui, a denti stretti e con gli occhi fissi sul pallone, vivesse la vita; o almeno quei novanta minuti (più recupero) a settimana.
Nel giro di nove anni Leonardo Pavoletti è passato dall’essere un “semplice” bomber ad incarnare tutto ciò che si chiede ad un giocatore del Cagliari. Dalla disponibilità al sacrificio (tanta dati i crociati lasciati sul campo) all’orgoglio, dalla maglia sempre seduta alla voglia di lottare contro tutto e tutti.
Perché alla fine noi sardi siamo così, fieri, orgogliosi, a tratti testardi, ma anche infinitamente riconoscenti; lo siamo per natura. “Pavoloso” questa riconoscenza se l’é meritata fino all’ultima goccia non risparmiandosi mai e spendendosi anima e corpo per una maglia rossoblù esibita sempre come un vessillo.
Le ultime stagioni l’hanno visto sempre meno in campo a causa dei fastidiosi dolori alle ginocchia dovuti agli infortuni, ma quando ha potuto ha dato sempre il suo contributo. La finale di Bari, le rimonte con Sassuolo e Frosinone e il gol della scorsa stagione a Verona, fugaci istantanee di un lungo percorso che ha fatto entrare Leonardo Pavoletti nel cuori di tutti i tifosi sardi.
Ora dovremmo dirti addio, quantomeno nella veste di attaccante, capitano e leader dello spogliatoio, una cosa che non avremmo mai voluto fare. Con il passare degli anni il tuo nome è diventato un sinonimo di fedeltà, cosa che ci ha portato a pensare che fossi eterno, che per te il tempo non fosse altro che un dettaglio.
E invece quel momento è (quasi) arrivato e noi, che delle tue gesta siamo stati i più fieri ed orgogliosi amanti, dobbiamo dirti CIAO PAVO!
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