📢 Como, Suwarso: “Vogliamo arrivare più in alto possibile. Sinigaglia? Speriamo di completare i lavori entro la fine dell’estate” | OneFootball

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·12 May 2026

📢 Como, Suwarso: “Vogliamo arrivare più in alto possibile. Sinigaglia? Speriamo di completare i lavori entro la fine dell’estate”

Article image:📢 Como, Suwarso: “Vogliamo arrivare più in alto possibile. Sinigaglia? Speriamo di completare i lavori entro la fine dell’estate”

Como nelle coppe per la prima volta in 119 anni di storia. Il merito va anche al Presidente dei lariani, Suwarso, che ha rilasciato una lunga intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole:

Presidente, avete sempre faticato a pronunciare la parola ‘Europa’. Vi siete liberati da questo tabù? 


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“Sì, finalmente ne possiamo parlare”.

Geniale la maglietta ‘Como si dice Europa?’. Di chi è stata l’idea? 

“Di Fabregas, l’ha fatta fare lui”.

Giocherete le coppe al Sinigaglia? 

“Speriamo, dovremmo riuscire a completare il progetto di ristrutturazione alla fine dell’estate. I lavori possono già iniziare subito dopo la partita col Parma domenica”.

Domani vi tocca tifare Inter, se vince la Coppa Italia per voi sarà come minimo Europa League. 

(Ride) “A parte gli scherzi, vogliamo arrivare più in alto possibile, ma in realtà ci prendiamo quello che la vita ci dà. Non è importante che sia Champions o meno, l’unico nostro obiettivo è fare meglio dell’anno precedente”.

A gennaio sul mercato vi siete mossi poco. Ora la famiglia Hartono dovrà fare un altro sforzo economico importante?

“In questo momento siamo tranquilli, dobbiamo solo aspettare che la stagione finisca e capire ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo anche vedere cosa ci offre il mercato ma non dobbiamo più costruire da zero, abbiamo già un’identità forte. Ci saranno operazioni, ma il grosso della rosa c’è. Poi ci sono 23 giocatori che ritornano dal prestito a cui bisognerà trovare la migliore sistemazione possibile in modo da rendere sostenibile il prossimo mercato”.

Cosa risponde ai critici che dicono che è facile con tanti soldi? 

“Non ci interessa cosa dice la gente. È chiaro che le risorse aiutano, ma il calcio è pieno di esempi dove questa equazione non è arrivata fino in fondo. Il focus non è vedere come si spendono i soldi ma rendere un club profittevole e sostenibile. E l’obiettivo è quello di farlo nei prossimi due o tre anni”.

Con la Champions aumenterebbero le possibilità che Nico Paz rimanga un altro anno? 

“No, dipende tutto dal Real Madrid”.

Le liste Uefa impongono italiani. Le piace qualcuno?

“Siamo sempre alla ricerca di italiani. La prima stagione in A ne abbiamo comprati quattro. Il problema è che sono molto costosi e non possiamo pagarli in modo dilazionato. Stiamo crescendo quattro o cinque giovani che spero presto possano fare il salto in prima squadra. Certo che me ne piacciono tanti, Orsolini, Bastoni, Dimarco… ma non ce li possiamo permettere. Anche Venturino è forte, Cambiaghi, Pellegrini della Lazio”.

In Italia avete trovato più ostacoli o porte aperte?

“Sicuramente porte aperte. Il vostro è un Paese molto ospitale, come l’Indonesia per certi versi. Ho trovato anche ottimi esempi imprenditoriali. E anche tanti amici, persone che ci hanno ispirato. Penso ai Percassi, Marotta, Fenucci, Lotito, De Laurentiis. I club dentro il campo competono ma fuori ci sono le idee per supportarsi a vicenda e per far crescere il campionato. Rispetto alle esperienze avute altrove, in Italia c’è molta vicinanza e spirito di collaborazione”.

In Indonesia il calcio è seguito ma non ha certo storia e tradizione di quello europeo. Avete seguito un modello particolare? 

“No, anzi credo che questo nostro essere naif sia stato un punto di forza. Perché ci ha permesso di metterci nelle condizioni di dover imparare tutto, di doverci porre un sacco di domande. E se vogliamo essere più open minded, non avere preconcetti di base, quando qualcosa non si può realizzare il nostro modo di ragionare ci impone di chiederci il perché. Sappiamo di non avere esperienza e ci piace confrontarci e collaborare con tanti club in Europa e nel mondo. Di recente Como ha ospitato l’European Football Conference sul settore giovanile, che ci ha permesso di venire a contatto con tanti club e metodologie diverse di management”.

Quanto margine di business vedete ancora? 

“Dalla stagione scorsa c’è stata una crescita di oltre il 100% a livello globale. Ma quello che mi ha colpito di più è stato lo sviluppo esponenziale dal punto di vista del merchandise. Quello su cui ci stiamo muovendo è il multi-club servicing model, ossia usare il nostro know how, le nostre esperienze e capacità per offrire servizi ad altri club, soprattutto per quanto concerne il retail. Oggi collaboriamo con altri tredici club nel mondo e pensiamo che da qui a dicembre questa cosa si possa espandere arrivando perfino a triplicare o quadruplicare i ricavi”.

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