Comolli in difficoltà: dal caso Tudor ai flop mercato. Ma su Vlahovic non è colpevole | OneFootball

Comolli in difficoltà: dal caso Tudor ai flop mercato. Ma su Vlahovic non è colpevole | OneFootball

In partnership with

Yahoo sports
Icon: Juventusnews24

Juventusnews24

·4 June 2026

Comolli in difficoltà: dal caso Tudor ai flop mercato. Ma su Vlahovic non è colpevole

Article image:Comolli in difficoltà: dal caso Tudor ai flop mercato. Ma su Vlahovic non è colpevole

Comolli in difficoltà: dal caso Tudor ai flop mercato. Ma su Vlahovic non è colpevole, avendo ereditato una situazione iperbolica

A un anno esatto dal suo sbarco nel mondo Juventus, l’operato di Damien Comolli finisce sotto una severa lente d’ingrandimento. Sebbene dodici mesi siano pochi per emettere sentenze definitive, il bilancio societario che sanguina costringe John Elkann e la dirigenza a fare i conti con la realtà. Tuttavia, non tutte le spine di questa stagione possono essere imputate direttamente all’attuale amministratore delegato.


OneFootball Videos


Il caso Vlahovic: una scelta comprensibile

Se l’addio di Dusan Vlahovic a parametro zero può apparire in prima battuta come un passo falso, il mancato rinnovo è in realtà del tutto comprensibile e non va considerato un errore di Comolli. Si tratta, piuttosto, di una scomoda eredità della gestione Arrivabene, che aveva legato il club a un contratto iperbolico.

Prolungare il rapporto a quelle cifre era semplicemente impensabile per la tenuta dei conti bianconeri. Inoltre, assecondare le pretese economiche del serbo sarebbe stato scorretto nei confronti del resto del gruppo, poiché avrebbe significato abbattere il rigido tetto ingaggi fissato con Kenan Yildiz, rischiando di avvelenare definitivamente gli equilibri dello spogliatoio.

I veri passi falsi: la panchina e il mercato

I reali nodi dell’operato di Comolli risiedono invece in altre scelte strategiche e nei cortocircuiti diplomatici dell’ultimo anno:

  • Il caos allenatore: il vero peccato originale è stato confermare Tudor solo per mancanza di alternative, distruggendo in una telefonata di cinque minuti il lavoro diplomatico di Chiellini con Gasperini. Il tecnico è stato poi esonerato all’ottava giornata dopo il ko con la Lazio.
  • I flop e i rifiuti: pesano i 43 milioni spesi per il deludente Openda, lo scambio Costa-Joao Mario, l’acquisto del precario Zhegrova e la gestione tesa con il PSG per Kolo Muani. A gennaio, inoltre, l’ad non è riuscito a regalare a Spalletti la punta fisica richiesta, incassando il rifiuto di En-Nesyri.

L’ultimatum di Elkann

I pur positivi rinnovi di Yildiz e McKennie sono stati oscurati dai colpi sfumati in extremis di Alisson e Robertson. Ora la palla passa a John Elkann: la scrivania di Comolli resterà sotto esame fino al 29 giugno. Per salvare il posto non basteranno i bilanci previsionali; serviranno cessioni immediate e un acquisto di spessore che rassicuri Spalletti.

View publisher imprint