Milannews24
·20 March 2026
Conferenza stampa Allegri pre Milan Torino: «Modric lasciamolo tranquillo. Abbiamo il destino nelle nostre mani»

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Domani alle ore 18:00 il Milan torna in campo ed affronterà il Torino allo Stadio San Siro. Alla vigilia del match, Massimiliano Allegri, è intervenuto in conferenza stampa. Queste le sue parole:
IL GESTO DI MODRIC «Luka ha sempre dimostrato chi è sul campo e non solo, anche a livello umano e personale. Vedere un uomo di 40 anni con una passione e un amore per quello che fa è incredibile, questo crea entusiasmo e porta positività all’ambiente».
L’UMORE? «Siamo in un momento della stagione in cui contano molto i punti. L’unica cosa che bisogna fare è rimanere sereni, domani abbiamo una partita importante e difficile, perché il Torino con D’Aversa sta facendo buoni risultati. Lasciamo perdere quello che è successo, sono cose che possono succedere».
GIMENEZ «Sta bene, sarà convocato».
LOTTA SCUDETTO CHIUSA? «Normale che la sconfitta con la Lazio, come ho detto dopo la partita l’Inter pensava di aver perso 2 punti e ne hanno guadagnato 1. Loro hanno il destino nelle mani per lo Scudetto, noi per la Champions. Poi quando la matematica dirà che l’Inter ha vinto lo Scudetto e noi saremo in Champions League allora diremo che non potremo più vincerlo».
PULISIC E LEAO «Mancano due mesi alla fine che sono determinanti, speriamo di far bene. Pulisic domenica ha fatto una buona prestazione dal punto di vista fisico, gli è mancata precisione. Leao ha fatto 9 gol in campionato e ha la possibilità di andare in doppia cifra. Senza dimenticare che abbiamo Nkunku, Fullkrug e ora anche Gimenez. Per giocare serve che si danno una sveglia, tutti».
MODRIC RESTERA’? «Non ho parlato con Luka, ci parla società e direttore, dipende da lui, lasciamolo tranquillo e lasciamolo divertire».
GUARDARSI INDIETRO? «Bisogna guardare avanti ma bisogna guardare di dietro, per questo l’equilibrio è fondamentale. Fino a che non arrivi all’obiettivo devi stare concentrato, perché 60 punti non bastano».
RABBIA DI LEAO ALL’USCITA «Chi ha la palla deve vedere quello smarcato, se non lo vede non gliel’ha può dare. Non gliel’ha data perché non l’ha visto (ride n.d.r). La differenza nel calcio è la scelta dell’ultimo passaggio. A Leao ho detto, non t’ha visto se no te la dava».
C’E’ BISOGNO DI TUTTI «Speriamo di recuperare velocemente Loftus-Cheek, Gabbia lo stesso. Gimenez migliorerà la condizione. Dobbiamo mettere gli obiettivi singoli a disposizione del gruppo, se no rischiamo di rovinare 8 mesi di buon lavoro».
CONTRO LA LAZIO «Nel primo tempo abbiamo preso 9 ripartenze, più di quante ne abbiamo prese in un anno».
FULLKRUG UNA SOLUZIONE? «Nel post partita di soluzioni quanti ce ne vuole. Poi, fino ad oggi, di quelle caratteristiche ne avevamo solo uno, se poi ti serve a 20 minuti dalla fine e te lo giochi prima?».
LEAO NEL 3-5-2 IN FUTURO COME LO VEDE? «Pensiamo a finire bene questa stagione. Leao può fare tranquillamente anche il centravanti basta vedere i movimenti che fa domenica. Nello stesso tempo però quando si apre se la palla non gli arriva va fuori dalla partita. Ha le qualià sia per fare la seconda che la prima punta».
OPEN VAR E REF CAM DA TOGLIERE? «Decideranno loro e faranno la scelta migliore, meno cose si fa e meglio è. Io credo c’è l’arbitro, sono anche bravi, facciamoli arbitrare. L’equilibrio deve regnare».
PRANZO CON FURLANI E TARE? «Con Igli ci vediamo tutti i giorni e pranziamo tutti i giorni insieme. Parliamo delle dinamiche della squadra, Furlani è venuto a trovarci dopo il derby e siamo stati insieme. Non abbiamo ancora parlato di programmazione futura, quando lo faremo lo faremo tutti insieme».
POCHI GOL DEL MILAN «Non è questione di colpe, va solo migliorata l’intesa dei giocatori. Per dirti Pulisic e Leao hanno giocato poco insieme».
PROBLEMA DEL CALCIO ITALIANO? «In Europa le partite sono più veloci perché vinci o perdi. Il campionato inglese è diverso, non è migliore o peggiore è diverso. In Italia il gioco risparmia perché ci sono molti meno spazi, un aspetto tattico che prevale. Noi siamo cresciuti così, ci siamo evoluti, ma non dobbiamo andare a scimmiottare paesi che hanno una cultura diversa».
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