Conferenza stampa Chivu pre Torino Inter: «Sucic era condizionato dal problema alla mano, Bastoni sta meglio. Stankovic? E’ come un figlio per me, penseremo sicuramente a lui» | OneFootball

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Inter News 24

·25 April 2026

Conferenza stampa Chivu pre Torino Inter: «Sucic era condizionato dal problema alla mano, Bastoni sta meglio. Stankovic? E’ come un figlio per me, penseremo sicuramente a lui»

Article image:Conferenza stampa Chivu pre Torino Inter: «Sucic era condizionato dal problema alla mano, Bastoni sta meglio. Stankovic? E’ come un figlio per me, penseremo sicuramente a lui»

Conferenza stampa Chivu pre Torino Inter: le parole del tecnico dei nerazzurri alla vigilia della sfida del 34° turno di Serie A 2025/26

La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Torino Inter, match valevole per la trentaquattresima giornata del campionato di Serie A 2025/26: queste le parole del tecnico nerazzurro. La conferenza avrà inizio alle ore 14:30, noi di InterNews24 la seguiremo live.

CHE ATTEGGIAMENTO CHIEDO – «L’atteggiamento giusto che serve per portare a casa la partita, abituarsi ai momenti della gara, cercare di essere dominanti e capire i momenti».


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ATMOSFERA NELLO SPOGLIATOIO E ATTESA PER LO SCUDETTO – «Sereni come sempre, consapevoli del lavoro svolto. Di quanto abbiamo lavorato per metterci in questa condizione e consapevoli del fatto che mancano ancora partite e punti per avvicinarci a quello che è sempre stato il nostro sogno».

IL RENDIMENTO DI ALCUNI SENATORI COME CALHANOGLU E BARELLA – «Voi parlate di dopo la sosta, ma io parlo di una stagione intera. Siamo arrivati alla sosta con un gran bel vantaggio. Magari arrivare alla sosta con due pareggi, e ci metto anche la sconfitta col Milan, ha creato un po’ di critica per quelle che erano le aspettative ma comunque avevamo 6-7 punti di vantaggio. Poi abbiamo avuto l’opportunità di fare delle belle prestazioni e di recuperare alcuni giocatori, la partita con la Roma è stata molto importante e l’abbiamo portata a casa. Poi di conseguenza siamo andati a Como e l’abbiamo portata a casa. Ci siamo messi da soli in una condizione che ci permette di sognare».

INTERISMO E PAZZA INTER: SE DOVESSERO ARRIVARE 1 O 2 TROFEI SI PUO’ PARLARE DI IMPRESA QUEST’ANNO? – «Questa squadra negli ultimi anni ha sempre cercato di fare imprese ed è stata molto competitiva sotto tutti i fronti. E’ come obbligo quando arrivi ad allenare l’Inter hai grandi obiettivi, perché la storia è questa, questi giocatori hanno fatto vedere quanto riescono ad esser competitivi».

UNA COSA CHE AVREI VOLUTO CHE MI CHIEDESSERO? – «Non mi viene in mente niente, siete talmente bravi a fare determinate domande che a volte anche io rimango sorpreso. Non ci ho mai pensato, forse l’anno prossimo, se sarò ancora qua, vi potrò dire più nel dettaglio quelle che erano le domande che mi aspettavo di ricevere».

COME STA BASTONI? QUESTA LA PARTITA GIUSTA PER SUCIC? – «Volevo fare una battuta ma è meglio che non la faccio… Si è allenato, è tornato, sta meglio. Ha ancora fastidio però stringe i denti, ha fatto un lavoro di condizionamento atletico in settimana, ha cercato di fare le cure che gli avrebbero permesso e gli permettono di essere più sciolto nel fare determinate cose. Oggi si è allenato con la squadra e vedremo domani. Per quanto riguarda Sucic, sta bene. Negli ultimi due mesi aveva avuto questo problema alla mano, una tripla frattura, e non l’abbiamo mai detto per paura che magari qualcuno gli facesse male. Quindi tanto di cappello per un giocatore e un ragazzo di 22-23 anni che si è messo a disposizione della squadra, che ha capito i momenti di difficoltà che attraversavamo e ha giocato tante partite condizionato da questo problema alla mano. Adesso che sta bene è tornato a pieno regime e non è più condizionato nei movimenti».

DIFFERENZA TRA PRIMO E SECONDO TEMPO NELLE ULTIME PARTITE – «Io vorrei parlare del fatto che abbiamo fatto più di 100 gol questa stagione, abbiamo fatto 78 gol solo in Serie A. Tutti parlano di quanto accaduto ultimamente, ma le ultime 4 partite non sono tutto! E’ una stagione intera, la crescita di questa squadra. Prima magari faceva buoni primi tempi e nel secondo tempo si calava un po’, almeno questa era la percezione che veniva da fuori, adesso siamo calati nei primi tempi… Io parlerei di una squadra che ha messo la faccia, ha cercato di essere competitiva, ha fatto 78 gol e la differenza reti non so nemmeno quant’è. Potevamo far meglio la prestazione abbiamo sempre cercato di farla. Poi si capiscono i momenti, si capiscono anche le nostre ambizioni e i nostri sogni, magari ultimamente abbiamo alzato un po’ il livello dal punto di vista dell’orgoglio, nel capire i momenti della partita per essere più concreti».

LA DIFFERENZA RETI CON LE RIVALI E’ ANCHE UNA DICHIARAZIONE PROGRAMMATICA PER L’ANNO PROSSIMO? VOGLIO UNA SQUADRA CHE SEGNI TANTO AL COSTO DI SUBIRE, O DIPENDONO DA UNA FASE DIFENSIVA NON SEMPRE PERFETTA? – «Non guardo mai quello che sono i numeri dal punto di vista difensivo. I gol si fanno e si prendono, soprattutto quando hai un atteggiamento propositivo e ti prendi determinati rischi. La bravura è di tutta la squadra, di come si pressa e nell’intensità che si mette, nell’accettare determinati momenti. La cosa più importante è esser propositivi, per la qualità che questa squadra ha sarebbe un peccato non sfruttare la forza offensiva. Ormai sono finiti i tempi in cui le migliori difese vincono i campionati, o dove devi vincere gli scontri diretti per avere la possibilità di far qualcosa. E’ un calcio più moderno, dinamico, di intensità. Credo che noi, nonostante siamo in una buona posizione, possiamo ancora migliorare. L’altra sera abbiamo visto Bayern Monacon Real Madrid, è finita 4-3: il calcio sta prendendo una piega di transizioni, di come si attacca, è tutto più verticale e intenso e bisogna adattarsi a questo».

COME STA LAUTARO E QUANDO PUO’ TORNARE? TORNA IN PORTA SOMMER? – «E’ migliorato, sta migliorando. Sta facendo la parte di riatletizzazione fisica. Settimana prossima, se tutto va normalmente dovrebbe rientrare col gruppo. Sommer? Non lo so, vediamo domani».

TRA 10 ANNI COME RICORDEREI QUESTO GRUPPO DELLA MIA PRIMA STAGIONE COMPLETA IN SERIE A, QUALI SONO STATE LE 3 FOTOGRAFIE DELLA STAGIONE? IN COSA MI SENTO MIGLIORATO? – «Non so se arrivo a 10 anni (ride, ndr.). Io faccio la mia esperienza, ho la fortuna di allenare una squadra e un ambiente che conosco molto bene. Avevo anche la fortuna quando sono arrivato ad allenare la prima squadra di conoscere tutto e tutti, non mi ha sorpreso nulla da quella che era la mia percezione da fuori, per la parte prestazione, quello che mi ha stupito è la parte umana. Hanno cercato di fare qualcosa di straordinario in questi anni, a volte magari perché non sono arrivati a determinati obiettivi hanno subito ingiustizie che non si meritavano. Mi prendo questa volontà loro, l’identità di cosa cercano di fare, il senso di appartenenza. Ciò che mi ha colpito di più è l’unità di un gruppo che sta stare insieme nonostante le difficoltà quotidiane. Quando hanno capito che si ha la possibilità di rimanere competitivi, di andare controcorrente a quella che era la narrazione di inizio anno, quando si diceva che questo fosse un ciclo finito, sono rinati e hanno trovato la motivazione giusta per essere quello che sono sempre stati negli ultimi anni. Non è un caso che siamo primi in classifica e abbiamo un margine importante a 5 giornate dalla fine. Non è neanche un caso che siamo in finale di Coppa Italia. Probabilmente dovevamo far meglio in Champions League, ma lì mi prendo io la responsabilità sull’accaduto, per la gestione in quella partita specifica, che non ha nulla a che fare con cosa successo nel girone. Amo da morire questi ragazzi, me li tengo stretti. A volte mi viene in mente che la scelta di mettere un giovane allenatore, magari anche inesperto, ha creato qualche disagio per loro, perché tutto quello che è stato detto e fatto ha influenzato la serenità di questo gruppo».

SU ALEKSANDAR STANKOVIC: CURIOSO DI RIPORTARLO QUI E DARGLI UNA POSSIBILITA’? – «Stiamo andando già oltre questa giornata e stiamo parlando di mercato… Aleksandar è un giocatore che stiamo seguendo con molta attenzione, sappiamo quanto di buono ha fatto da quando ha lasciato la Primavera, quando c’ero ancora io. Lo conosciamo benissimo, io lo conosco benissimo da quando aveva 4-5 anni. E’ come un figlio per me. Sappiamo il suo valore e la sua crescita, se questa estate abbiamo scelto di fargli fare una esperienza importante in un campionato competitivo, per noi è stata fatta una scelta molto consapevole del suo percorso e della crescita. lo guardiamo con molta attenzione e un pensiero su di lui, quando si parlerà di mercato, lo faremo senza alcun problema».

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