Juventusnews24
·17 May 2026
Conferenza stampa Spalletti post Juve Fiorentina: «Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più di quanto fatto oggi»

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·17 May 2026

(inviato all’Allianz Stadium) – Luciano Spalletti ha parlato così in conferenza stampa dopo Juve Fiorentina, sfida valida per la 37ª giornata di Serie A 2025/26.
PERSO CONTRO LA PRESSIONE – «Ha perso contro diverse cose. Sono state più di una, anche se questo fatto di non saper gestire, di non essere rimasti lucidi e dare continuità in un momento determinante come questo è la cosa che viene messa in risalto. Poca valutazione, poca testa che ragiona, che sa considerare, che sa rimanere lucida dentro gli episodi di scorrimento della partita. Poca roba per quello che è l’importanza del risultato. Mi nasce facile andare a dover cercare su me stesso la ricerca della squadra, il comportamento di squadra in questa partita qui. Diventa difficile spiegarselo. Abbiamo condotto un campionato, è qualche mese che si lavora e ci eravamo preparati per questo momento. Non era figlia di un episodio, come quello di Roma. Figlia di un comportamento corretto, di lavorare in modo corretto, di essere professionisti. Dentro alla possibilità di prenderci i giusti meriti, che ci venissero riconosciuti, abbiamo fatto male e abbiamo non reagito a situazioni non di gioco normali. Abbiamo preso il gol quando non era ancora successo niente e si va sotto 1-0».
LA SQUADRA ANDRA’ IN RITIRO – «Ma perché ci vuole mandare in ritiro? Io vedo dei ragazzi che son distrutti. Il ritiro è quello della prigione mentale dopo questo risultato qui. Non si va a far niente. Si dice la partita della vita, della stagione, bisogna togliere questi sovraccarichi. Era Juventus Fiorentina, giocata in un teatro del calcio bellissimo, abbiamo la fortuna di essere la Juventus. Possiamo giocarci un risultato importantissimo. Non si può essere ridimensionati dal fatto che loro giochino liberi e noi diventiamo più piccoli di quelli che siamo. Ma il calcio racconta, racconta sempre delle cose. Poi dentro ognuno va a prendere delle cose che mi pare, trasferisce quello che vede. Sotto l’aspetto della lucidità, della personalità, del carattere, dell’essere un professionista di livello ho ancora da fare dei passi in avanti, devo tornare a scuola. Siamo tutti i giorni in ritiro, pensiamo sempre a dare soddisfazioni ai tifosi. Questa settimana parlerò con John Elkann ma sarà un’analisi di me stesso, io devo presentare qualcosa in più di quanto presentato oggi».
IL FINALE DI PARMA ROMA HA CONDIZIONATO? – «Ma che vuoi che abbia condizionato? Noi dobbiamo vincere questa partita qui. Tutto il rumore, le pressioni che vengono create…La prima qualità è di pulire tutto questo e ridurre il pensiero al gioco. Dalle altre parti non ci puoi mettere mano. È un’altra fatica ulteriore che vai a fare. Poi è il gioco, sono le scelte che fai, come pulisco la palla per il compagno, come faccio una scelta del livello che sto giocando del pallone, del livello di importanza, che vado a tentare di posizionarmi, perché poi mi posiziono in Champions League e gioco coi migliori al mondo. Devi scegliere la partita, tutto il resto va pulito e non ti puoi portare dietro altrimenti son troppe le cose che ti porti dietro. Però prima devo guardare quello che devo fare io. Innanzitutto li ho ringraziati ad essere a questo livello per giocarsi questa partita qui, significa che abbiamo lavorato bene. Ma come mai non riescono a ragionare così? Alcune cose non mi sono piaciute per gestione emotiva, ci sono momenti che li subisci e perdi i connotati del livello di persona che sei. Se ne è parlato tanto, per togliersi del peso addosso, che voi ci mettete…Ognuno può scrivere e dire quello che gli pare, ma sono io che scelgo cosa è importante e cosa non valutare per essere pronto e dare il massimo. Se il livello è così indietro rispetto a quanto ci siamo creati nell’anno, dovrò parlarne in maniera più approfondita. Questo racconta quello che siamo e io che porto a giocare la squadra così».
LITE CON GUDMUNDSSON A FINE PARTITA – «Lui ha preso da una palla fuori e l’ha ributtata in campo per interrompere il gioco in maniera anti-sportiva. Poi mi è venuto a salutare e gli ho detto non mi toccare. Ha fatto una cosa anti-sportiva e non l’ho voluto salutare. Ha sbagliato persona».
METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO? – «Vado ad analizzare me stesso in tutto, soprattutto il mio operato. Devo anche analizzare me stesso. Questa cosa delle pressioni subite o non subite fatto prima, poi vengo qui e si subiscono, significa che devo approfondire di più questo discorso. Il discorso dei giocatori da andare a prendere va pulito, non si dice chi deve andare via prima di una partita del genere. Dobbiamo assumerci le responsabilità».
COME E’ POSSIBILE FARE SEMPRE LO STESSO ERRORE E PERCHE’ NON SONO ENTRATI DAVID E OPENDA – «I numeri dicono quello ma dipende dal punto di vista in cui li guardi. È un brutto gol quello preso. David e Openda li ho fatti giocare l’altro giorno e non abbiamo realizzato moltissimo, questa volta ho deciso così di mettere Boga per avere 4 giocatori super offensivi. Alcune volte si fanno scelte buone, altre meno ma ci voleva l’uomo che salta l’avversario nello stretto. Magari visto il risultato finale potevo scegliere meglio».
HA SENTITO I DIRIGENTI E CHE GIUDIZIO DA’ ALLA STAGIONE – «I dirigenti erano tutti negli spogliatoi, eravamo con i giocatori. Li ho visti lì dentro. Io do un giudizio molto positivo alla stagione della Juventus: ha giocato una grande stagione, parlo del mio periodo, dove degli episodi ci hanno penalizzato per farla essere grandissima. Non siamo stati bravi a direzionare episodi che avevamo a portata di mano per farla diventare grandissima. Abbiamo giocato un grande calcio, fatto dei passi avanti notevoli. La mia idea rimane questa della Juventus e dei calciatori della Juventus».






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