Conferenza stampa Spalletti post Juve Lecce: «Tento di non essere devastato dal risultato. Non colpevolizzo la scelta sul rigore. David e Cambiaso? La pressione la subirebbe chiunque» | OneFootball

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·3 January 2026

Conferenza stampa Spalletti post Juve Lecce: «Tento di non essere devastato dal risultato. Non colpevolizzo la scelta sul rigore. David e Cambiaso? La pressione la subirebbe chiunque»

Article image:Conferenza stampa Spalletti post Juve Lecce: «Tento di non essere devastato dal risultato. Non colpevolizzo la scelta sul rigore. David e Cambiaso? La pressione la subirebbe chiunque»

Conferenza stampa Spalletti post Juve Lecce: le sue dichiarazioni dopo il match della 18ª giornata di Serie A 2025/26

(inviato all’Allianz Stadium) Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa dopo Juve Lecce della 18ª giornata di Serie A 2025/26. Le sue dichiarazioni.


FELICE? – «Felice mi rimane difficile, tento di non essere devastato dal risultato venuto fuori. Per quanto riguarda la felicità c’è un po’ di differenza. Durante il mio fare l’allenatore me ne sono capitate di tutti i colori, tento che i miei pensieri non vadano a battere lì. Cerco di analizzare la partita, quanto successo, poi vado a casa e nell’allenamento di domani si cerca di fare in modo che non risucceda. Se la Juve gioca tante di queste partite qui, alla fine in fondo avremo un risultato che ci meritiamo. Al di là dell’episodio che non ci va a favore e ci fa perdere punti per strada».


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POSIZIONE MCKENNIE – «Si è parlato spesso di 4-2-3-1 e stasera eravamo 4-2-3-1. Pensavo foste tutti contenti. McKennie ha fatto l’assaltatore, quello che va spesso a chiudere le azioni dentro l’area di rigore. È stato anche premiato, lui sa fare benissimo quel lavoro lì. Tra i suoi tanti ruoli questo è uno di quelli che gli riesce meglio».

RIGORE – «Quando uno sbaglia il rigore ‘Come l’ha battuto?’ ‘Che rigore è?’… Chi non l’ha battuto avrebbe potuto sbagliare. David è un rigorista, li sa battere come Yildiz, Locatelli. Poi c’è il momento, l’emozione, lo stato d’animo, che tipo di partita stai facendo, se ritieni giusto. Per me l’ha tirato anche bene. Se gli hanno concesso o non concesso, nel senso che non so quali discorsi si siano detti e verrò a capirlo domani, ma non entro in questa decisione e non colpevolizzo. David li sa battere. Se c’è uno nuovo che si prende la responsabilità e fa gol anche lui è meglio. Non ho mai visto nessuno battere 10 rigori in un campionato e non sbagliarne neanche uno. Non colpevolizzo la scelta dei giocatori. Noi bisogna far gol prima, nei primi 5 minuti siamo andati lì 4 volte. Il rigore è un episodio, il gol sotto porta è un altro. Abbiamo messo 10/15 palloni dietro l’area piccola… Doveva andare in questa maniera qui. Primi 5 minuti in panchina ci si guardava: David da un metro e mezzo ha preso la gamba del portiere… Son tutti dettagli. Kenan già due volte prende il palo interno e la palla attraversa lo specchio. È da dover accettare, andare avanti, sperando che non si ripercuota nella testa dei giocatori questa non vittoria qui. C’è dietro una grande pressione, una grande emotività, stasera c’era un’atmosfera bellissima. Si erano guadagnati di poter fare una partita così, se l’erano meritata. Io sto con loro, gli dico le stesse cose dette a fine partita e fine primo tempo, analizzando le scelte fatte e i comportamenti avuto. E qualche capriccio che qualche volta vogliamo averlo, facendo scelte che non passano dal visibile e poi si incasina la situazione. Abbiamo giocato una grande partita, non da mettere in prigione chi ha fatto battere il rigore o chi l’ha battuto».

ATTACCANTI – «Gli si sta vicini, per non perdere quell’entusiasmo che fa sempre la differenza. In campo si simulano situazioni reali. Domani facciamo un allenamento importante, saremo un po’ e chiameremo i ragazzi delle giovanili per dare sviluppo vero che si trova anche in partita. Si spezzetta la partita e si va a esercitare le stesse cose di sempre».

DAVID E CAMBIASO SUBISCONO PRESSIONE – «La subirebbe chiunque, quando gli stadi son pieni così, sentono il morso della pressione. Non siamo una squadra di campionissimi, può diventare una squadra forte dando continuità a questo tipo di prestazione. Dare relazioni corrette ci consente di salire di livello, avere questa personalità e forza mentale. Si impara un po’ per volta e si fa praticando e subendo situazioni. L’esperienza o il carattere è la somma delle cose che hai sbagliato. Io ho esperienza quando ho preso tante decisioni e so riconoscere quelle giuste e sbagliate. Si va in questa direzione, sperando dalla prossima di sbagliare meno».

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