Juventusnews24
·2 May 2026
Conferenza stampa Spalletti pre Juve Verona: «Non contento dalla partita di Milano, giocare queste gare ti rimpicciolisce un po’. Yildiz è il campione che mi fa sentire fortunato ad allenarlo» – VIDEO

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(inviato all’Allianz Stadium) – La Juve archivia il pareggio contro il Milan e si rituffa nella corsa Champions League ospitando il Verona – già retrocesso – all’Allianz Stadium. I bianconeri sono avanti di 3 punti al momento rispetto alle inseguitrici Como e Romo.
Nel giorno di vigilia, sabato 2 maggio, Luciano Spalletti è intervenuto in conferenza stampa alle 16.00 per presentare il match davanti ai media. Juventusnews24 ha seguito LIVE le sue parole.
Prende la parola Spalletti – «Ci tenevo a salutare un uomo unico, per valori e nella vita, come Alex. Ho avuto la fortuna di conoscerlo, quello che ci ha trasmesso nelle sue battaglie è incredibile e unico. Quando ho saputo del fatto, io il minuto di silenzio l’ho fatto da solo perché una testa, una mentalità così forte, una resilienza, una disponibilità alla battaglia è stato qualcosa di incredibile. Lo saluto volentieri».
COME STA LA SQUADRA MENTALMENTE E FISICAMENTE PER LE ULTIME PARTITE – «Quando sento parlare di quarto posto sento dire i punti che ci servono, i calcoli…Sembra più un’etichetta aritmetica. Non lo ottieni arrivando a un numero ma mantenendo un livello. Noi, per quanto ci riguarda come attenzione, volontà di allenarsi, abbiamo mantenuto le stesse cose. Non dobbiamo stare attenti alla matematica ma al rendimento quotidiano che hai. Stiamo bene, sappiamo quello che abbiamo passato per essere in lotta per il quarto posto. Dobbiamo pensare alla Champions League e non al quarto posto. Se pensi al quarto posto ti comporti da squadra che vuol difendere qualcosa, se pensi alla Champions ti comporti da squadra che vuol dimostrare qualcosa».
YILDIZ – «È una cosa che viene valutata a 360 gradi, in maniera corretta, soprattutto per la salute del ragazzo. Sappiamo e lui sa quanto è importante per noi. Ci vuole essere e noi vogliamo che ci sia. Ha avuto questa piccola infiammazione che può peggiore, migliorare, è un po’ una gestione. Negli allenamenti di ieri e oggi è andato molto bene e non avverte nessun dolore e non ha e non abbiamo nessun dubbio su quella che sarà la sua presenza dentro la partita».
VICENDA ARBITRI – «Non so un profondo conoscitore di queste dinamiche. Con tutto quello che viene detto, se si ha un po’ di buon senso di lasciar scorrere le cose senza avventarsi a dire qualcosa di nuovo secondo me è meglio. Essendo abbastanza anziano come professionista ne ho conosciuti diversi di direttori di gara, molto bravi e molto capaci. Non so quello che sia successo, ho visto che siamo in un momento dove bisogna ricreare un po’ di ordine perché un po’ di disordine c’era e tutti stanno lavorando in quella direzione. Ma l’arbitro designato domani è uno dei più talentuosi e mi aspetto che faccia il suo dovere con il massimo della professionista punto e basta».
VLAHOVIC VUOLE RIMANERE – «Sì, perché si sta allenando con grande entusiasmo, è un professionista con grande carattere, ha le giocate che mancano alla squadra. Come per Yildiz, anche lui sa di poter essere utile per queste 4 partite a mettere del suo per il raggiungimento di questo obiettivo. Ci sarà da vedere con che tempistiche, abbiamo dovuto perfezionare il lavoro addosso a lui perché ha subito un infortunio di quelli belli. Ma ce l’abbiamo a disposizione e questa è la cosa fondamentale».
PSG BAYERN – «La Champions in generale non premia la sicurezza. Premia chi crea lo scompiglio non chi lo evita. Noi si tende ad avere controllo nelle situazioni del nostro calcio. In Champions League hanno questa attenzione nelle giocate che spaccano gli equilibrio, oltre i reparti, gli avversari. Ci sono calciatori forti dentro la Champions, che creano questa instabilità. La velocità del gioco, le giocate di quelle che danno vantaggio di quei calciatori lì, creano difficoltà. In questa velocità di gioco si crea una instabilità dove tu puoi prendere vantaggi ma reggere a quell’urto lì, a quelle corse lì, diventa più difficile. Il calcio moderno per me va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga soltanto mantenere un ordine e un ritmo basso. Poi nel ritmo basso tutto diventa prevedibile, leggibile. Bisogna un po’ adeguarsi a questo livello qui. Mantenere il proprio stile di gioco quando il battito cardiaco sembra toglierti il fiato è un’ulteriore qualità. Rimanere lucidi in quelle partite diventa difficilissimo ma se mantiene equilibrio ci sta tu vada a prendere vantaggio da ciò che genera la partita. La direzione è comunque quella. Io non sono rimasto contento dalla partita di Milano, giocare queste partite ti rimpicciolisce un po’. Ti tiene in ordine, porti il risultato a casa ma non prendere posizione non mi piace. Non voglio vederlo dalla mia squadra, ti fa stare a metà con ciò che vogliamo diventare. Se non mantieni un livello di frequenza tutto diventa prevedibile, ci siamo adattati alle regole del Milan e questo a me non piace. Avevo un buco nello stomaco perché son fatto così e lo vivo così, l’ho fatto presente alla squadra il giorno dopo. In Champions League c’è un livello differente».
HA MAI AVUTO UN RAPPORTO SPECIALE CON ALTRI GIOCATORI COME CON YILDIZ – «Sì mi è capitato. Il mio lavoro da un punto di vista professionale passa da queste connessioni qui. Da un punto di vista professionale è soltanto queste connessioni qui. Mi piace instaurare un rapporto, avere connessione di idee, prendere il meglio da ciò che ci vuole, da ciò che necessita. Per il bene del club, della squadra, dei nostri tifosi, di tutti quelli che amano questo sport. Ci sono persone con cui diventa più facile perché hanno qualità umane, senso di squadra, senso dell’amicizia, dell’amore e del voler condividere tutto il percorso professionale che si fa. Lui è uno di questi. Ha il sole stampato in faccia da un punto di vista di reazioni. Anche quando non ha avuto un momento favorevole, ha sempre questa faccia propositiva e volenterosa di trasferirsi quello che è un essere felice, positivo. Per il momento è così ma ora è proiettato al futuro già. Con il suo essere modifica il momento che sta attraversando. Ha una famiglia splendida e attraverso la composizione di questo nucleo familiare si hanno caratteristiche più o meno positive. Lui ha tutto, anche i compagni gli vogliono un bene incredibile per la sua maniera di rapportarsi. Quando esce dal cancello è quello che si ferma più spesso di tutti, è contento di fare foto e firma con i tifosi. Non ha un atteggiamento di noia, è felicissimo. È il campione che mi fa sentire fortunato ad allenarlo».
RENDERE LA SERIE A UN CAMPIONATO PER GIOVANI – «L’ho già detto, sarebbe la soluzione per tutti, per la FIFA e la UEFA. Deve diventare un regola fatta da queste potenzialità che controllano un po’ il calcio. Non possiamo farla soltanto noi. Tutte le nazioni devono avere un Under, non si parla solo per noi ma si generalizza anche per le altre. Lì sei obbligato. Nella partita dell’altra sera (della Juve Primavera ndr) in cui ho visto un paio di calciatori importanti nella nostra squadra e anche nell’Atalanta, mi viene difficile pensare che non perda un po’ forza la Prima squadra nel far giocare quei giocatori lì. Bisogna acchiappare qualcosa di meglio e la Seconda squadra te lo permette. Quella è una realtà corretta. Ma va imposto in campo uno di 18/19 anni. La fucilata nella notte è lavorare coi ragazzini per gli anni futuri, ce ne vogliono minimo 4 perché con 3 non sei tranquillo. Per mantenere il livello ce ne vogliono 3/4. Non solo abbattere i confini ma anche un tentativo di far crescere il calcio in generale, l’attenzione in generale verso i propri calciatori. Si può parlare di sistemi di allenamento, di attenzione verso i giovani, non giovani. Ma quella ti impone delle regole su tante cose, l’obbligo su tante cose. È quello lì, quello che ho già detto».
LIVELLO DELLA JUVE E DOVE PUO’ MIGLIORARE – «Il futuro continuerà ad avere cura con il valore che dai al presente. Tutto questo ruota nell’essere poi così applicati, attenti, determinati quando arrivi al campo, non avendo atteggiamenti che ti fan sentire stanchezza, il dubbio di aver lavorato tanto e di essere un po’ in difficoltà. Abbiamo un luogo dove ci alleniamo perfetto, splendido. Abbiamo una squadra che è uscita l’altra sera a cena e mi emoziona…Questa ricerca di voler essere insieme, sorridere tutti assieme e prendersi per mano quelli che son rimasti un po’ dietro. State con noi, venite con noi, questa è la soluzione a tutto. Ci vogliono giocatori che vogliono creare l’imprevisto, vogliono provare a giocare per qualità che ancora non han fatto vedere. Ci vuole un po’ di sana follia che ti porta dentro il livello superiore che hai esibito fino a questo momento. L’avevo già detto, noi siamo stati vicini un paio di volte a fare cose importanti e ce lo saremmo anche meritato. Poi gli episodi ti costringono a dover parlare di statistiche, numeri che piacciono a voi. Ma parlando proprio di Champions, per fare quei risultati che abbiamo fatto, con le squadre contro cui abbiamo giocato, abbiamo dimostrato di essere una squadra fortissima. Per molti è stata una delusione uscire, ma per passare il turno abbiamo fatto dei risultati che qualcuno avrebbe fatto meglio a riscrivere l’articolo. ‘Ora non si ha mica paura del Bodo Glimt?’. Si può essere presuntuosi davanti alla schermo, se si ha a che fare con le persone è un lavoro diverso».
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