Da Leão a Dybala e Vlahovic: Napoli, Juve, Milan e Roma al bivio Champions da 50 milioni | OneFootball

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·16 May 2026

Da Leão a Dybala e Vlahovic: Napoli, Juve, Milan e Roma al bivio Champions da 50 milioni

Article image:Da Leão a Dybala e Vlahovic: Napoli, Juve, Milan e Roma al bivio Champions da 50 milioni

Mancano appena 180 minuti al termine del campionato e la corsa per l’Europa che conta si preannuncia come un thriller assoluto.

Con l’Inter già Campione d’Italia, alle sue spalle c’è un gruppone racchiuso in pochissimi punti: il Napoli (70), la Juventus (68), il Milan (67) e la Roma (67), tallonate dal sorprendente Como a quota 65. Partecipare alla nuova Champions League garantisce un tesoretto immediato tra premi UEFA, botteghino e sponsorizzazioni di oltre 50 milioni di euro. Chi fallisce l’obiettivo non andrà incontro a un semplice restyling, ma a una vera e propria epurazione finanziaria dettata da scadenze contrattuali insostenibili e obblighi di plusvalenza. Le ultime due giornate di campionato non assegneranno solo una medaglia di partecipazione, ma decideranno l’assetto geopolitico del nostro calcio: chi entra in Champions blinda i suoi campioni, chi resta fuori sarà costretto a cedere i suoi pezzi pregiati sul mercato.


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Il piano di ridimensionamento del Napoli

In casa azzurra si difende con le unghie la seconda piazza, ma l’accesso all’Europa dei grandi è vitale per finanziare i piani di Aurelio De Laurentiis. Il primo indiziato a salutare in caso di passo falso è Frank Anguissa, che ha il contratto in scadenza nel 2027 e i dialoghi per il rinnovo completamente congelati; la mancata qualificazione costringerebbe il club a monetizzare subito il camerunese all’estero. Situazione caldissima anche sul fronte degli esterni offensivi, dove David Neres potrebbe trasformarsi in un bancomat di lusso per fare cassa immediata, rendendo impossibile la contemporanea permanenza di Noa Lang per questioni di sostenibilità economica. Attenzione infine a Lorenzo Lucca, il cui profilo fisico attira molte big e club di Premier League, diventando un altro petalo sacrificabile per ricostruire gli altri reparti della rosa.

La bomba a orologeria in casa Juventus

A Torino la questione legata ai contratti è una vera e propria bomba a orologeria che rischia di esplodere senza il polmone finanziario della Champions. Il destino di Dusan Vlahovic appare segnato, poiché senza i soldi europei un rinnovo alle cifre attuali è impossibile e la Juve dovrebbe cederlo forzatamente per non perderlo a zero in futuro, mentre Arkadiusz Milik è già pronto al passo d’addio. Anche i nuovi volti tremano, a partire da Jonathan David che diventerebbe subito uomo mercato per alleggerire il bilancio. Il caso più spinoso resta però quello di Loïs Openda, arrivato con un obbligo di riscatto condizionato da oltre 40 milioni di euro: senza i ricavi UEFA, la dirigenza bianconera sarebbe costretta a una clamorosa operazione di player trading lampo, rivendendolo subito all’estero. Per tappare i buchi rimasti a bilancio servirebbero comunque cessioni pesanti come quelle di Gleison Bremer o di Andrea Cambiaso, che garantirebbe una plusvalenza quasi totale.

La rigida linea RedBird e i sacrifici del Milan

I rossoneri seguono la rigida linea societaria di RedBird, la quale prevede che si spenda esclusivamente ciò che si incassa. Se salta il budget continentale, la mannaia delle cessioni colpirà inevitabilmente le stelle più luminose dell’organico a partire da Rafael Leão, l’asset dal valore più alto per cui il Milan non avrebbe la forza di rifiutare offerte vicine ai 90 o 100 milioni di euro da parte delle corazzate inglesi o spagnole. Anche la posizione di Mike Maignan diventerebbe un enorme punto di domanda, poiché trattenere un top nel suo ruolo senza la vetrina della Champions e con la necessità di adeguare l’ingaggio si rivelerebbe una missione quasi impossibile di fronte al pressing di Bayern e PSG. A completare il quadro dei possibili sacrificati c’è Christian Pulisic, appetito in Premier League e perfetto per generare una plusvalenza clamorosa in grado di risanare i conti.

La rivoluzione forzata e lo smantellamento della Roma

A Trigoria la corsa all’Europa che conta rappresenta un dentro o fuori totale che cambierà radicalmente la fisionomia della squadra. Senza il palcoscenico e i milioni della Champions League, la Roma non formulerà alcuna proposta di rinnovo a Paulo Dybala, liberando la Joya a parametro zero per alleggerire drasticamente il monte ingaggi complessivo. Il fallimento dell’obiettivo europeo darebbe inoltre il via allo smantellamento della spina dorsale della rosa, con Mile Svilar pronto a generare una plusvalenza pura grazie alle sirene inglesi, Evan Ndicka sacrificato sull’altare del bilancio visto il forte mercato in Francia e il dinamismo di Manu Koné utilizzato per fare cassa. L’ultimo grande sacrificato del reparto offensivo rimarrebbe Matias Soulé, con la dirigenza giallorossa che si vedrebbe costretta ad ascoltare le ricche offerte estere per finanziare il successivo mercato di ricostruzione.

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