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·30 July 2026

Dai poteri degli investitori al cambio di format dei Mondiali: la FIFA spiega il suo piano commerciale

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Il nuovo piano commerciale della FIFA presieduta da Gianni Infantino sta attirando sempre più critiche dal mondo calcistico e non solo. E in queste ore – mentre la UEFA ha deciso di minacciare il boicottaggio della Coppa del Mondo – il massimo organo del calcio mondiale ha pubblicato sul proprio sito ufficiale una guida ufficiale, con una serie di risposte alle domande ritenute chiave, per spiegare nel dettaglio di cosa si tratta e di cosa si occuperebbe la FIFA Forward Enterprise (FFE), la società che nelle intenzioni accoglierà tutti i ricavi commerciali con una quota del 20% aperta a investitori privati. Percentuale confermata dalla stessa FIFA con i potenziali ricavi che servirebbero per finanziare specifici progetti di sviluppo, esclusivamente nelle federazioni affiliate che ne faranno richiesta. La FIFA conserverebbe quindi una quota di controllo pari all’80%.

Nel documento, la FIFA specifica inizialmente come la FFE debba essere approvata dalle Federazioni affiliate e dal Consiglio FIFA al termine del processo di consultazione avviato il 28 luglio 2026. Proprio per questo, la nuova struttura non è ancora stata costituita. La FFE sarà una società controllata e interamente posseduta dalla FIFA, incaricata di riunire i diritti commerciali e le operazioni relative agli eventi organizzati dalla federazione, oltre alle attività di sponsorizzazione, diritti televisivi, licensing e future iniziative commerciali con l’obiettivo di aumentare il valore di questi asset a beneficio delle 211 federazioni affiliate e dell’intero movimento calcistico. Inoltre, la FFE si aggiungerebbe alle diverse società controllate dalla FIFA già create nel corso degli anni, ciascuna con funzioni specifiche e distinte.


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L’apertura a investitori privati aveva fatto ipotizzare a un cambio di forma giuridica per la FIFA che sarebbe passata da ente no-profit a una vera e propria società per azioni. Una possibilità che l’organo del calcio mondiale esclude e respinge, ribadendo come rimarrà anche in futuro una organizzazione senza scopo di lucro, guidata dalle proprie federazioni affiliate e responsabile nei confronti delle 211 associazioni nazionali, continuando a reinvestire tutti i ricavi nello sviluppo del calcio a livello mondiale.

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