Inter News 24
·10 July 2026
Daniele Longo: «Chalobah resta la priorità. Lucumí è il piano B, Alaba solo occasione last minute» – ESCLUSIVA

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·10 July 2026

Il calciomercato entra sempre più nel vivo e le big di Serie A continuano a lavorare per rinforzare le rispettive rose. Per fare il punto sulle principali trattative e sugli scenari più caldi del mercato dell’Inter Daniele Longo ha parlato a Calcionews24:
Passando all’Inter il tema dopo l’arrivo di Khalaili che è sbarcato oggi è sempre quello difensivo. In questo senso sono rimbalzate da ieri voci abbastanza importanti, più come suggestione che come effettiva pista di mercato, che vedrebbero l’Inter aver riaperto la pista che porta allo svincolato Alaba in alternativa a Chalobah sul quale c’è anche il Como, quindi da questo punto di vista volevo sia un tuo parere e magari una conferma o una smentita su questo e se invece tra i due alla fine può spuntarla un profilo come Lucumì del Bologna
«Lucumì del Bologna è sicuramente una di quelle possibilità che l’Inter sta valutando internamente, è stato valutato anche dalla Juventus, è un giocatore che ha già espresso al Bologna la volontà di cambiare aria. In realtà già l’anno scorso voleva andare al Sunderland, non fu lasciato andare e quindi i rapporti si erano un po’ incrinati soprattuttto tra il suo agente e Giovanni Sartori. Lucumì è una possibilità qualora l’Inter non trovasse un accordo totale con il Chelsea perché Chalobah è stato bloccato, il giocatore vuole venire all’Inter, c’è un accordo di massima sui termini personali, quindi sul contratto. Ballano circa 5 milioni di euro tra Inter e Chelsea sulla valutazione del cartellino.
L’Inter ha avuto dei contatti anche col Como per capire se il Como arrivava a quella cifra lì, alla cifra che chiede il Chelsea, ma non c’è l’intenzione di fare delle aste, anche perché il Como ha messo nel mirino soprattutto Davidson Sanchez del Galatasaray e prepara un’offerta da circa 20 milioni di euro. Io credo che l’Inter abbia comunque in mano Chalobah e concluderà l’operazione Chalobah, in alternativa se dovesse saltare per 5 milioni di euro. potrebbe attivare la pista a Lucumì».
Quindi Alaba lo escludi?
«No, Alaba è un giocatore che ha un curriculum importante anche se viene da troppe stagioni caratterizzate da una discontinuità di utilizzo e non di rendimento perché è stato spesso infortunato, non è più giovanissimo. Vorrebbe giocare in Italia, il suo agente Pini Zhaavi lo sta proponendo. Ha giocato in Bundesliga con il Bayern Monaco, in Spagna con il Real Madrid, sarebbe molto galvanizzato dall’idea di provare un’esperienza in Italia, il problema è che, oltre ad avere dei costi comunque importanti tra commissioni e richiesta di ingaggio, persistono delle perplessità legate alle sue condizioni fisiche, al suo rendimento attuale. Non lo vedo come un’opportunità prioritaria per i club italiani, magari potrebbe diventare un’opportunità last minute soprattutto se non dovesse trovare l’accordo con altri club da fine luglio-agosto».
In questi giorni dovrà arrivare la decisione di Malagò in un senso o nell’altro per quanto riguarda il futuro della Nazionale. Tu credi che alla fine sarà Mancini il CT senza Maldini direttore tecnico?
«Su Maldini ho trovato non troppo simpatico questo continuo rimbalzarsi: prima che va, poi che non va, poi che va, che non va, perché poi si presta anche a difficili interpretazioni, nel senso che magari c’è chi dice che non lo fa per il Milan, c’è chi dice che non si vuole tra virgolette sporcare le mani in un progetto non vincente, c’è altri che dicono perché invece ci va, non è il suo. Io credo che Maldini sia la scelta migliore che potesse fare la federazione di volergli affidare il ruolo di direttore tecnico. Vedremo, è tutto in continua evoluzione anche se oggi mi sembra di capire che le possibilità sono un po’ più basse.
Ci sono due ipotesi a sorpresa: una porta a Giuseppe Bergomi che comunque ha già accumulato a livello di settore di giovanile esperienza anche nell’insegnare calcio, credo che questo sia fondamentale, un aspetto che molto spesso viene trascurato, ma l’Italia deve tornare anche a insegnare il calcio, insegnare quella che è stata la nostra scuola chee potrebbe anche essere la più bella del mondo dal punto di vista dello spettacolo, ma che portava a risultati e identità.
Un’altra pista invece porta a una figura più politica, molto politica, perché ovviamente se tu pensi a un politico del calcio pensi proprio a lui: Demetrio Albertini. Potrebbe assumere lui il ruolo di direttore tecnico. Per quanto riguarda la conduzione tecnica invece credo che Roberto Mancini in questi due mesi stia facendo di tutto per farsi scegliere, per tornare, credo che comunque alla fine è un matrimonio che s’ha da fare».







































