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·27 April 2026

De Meo (ex arbitro) accusa i vertici AIA: «Gesti pianificati per condizionare le gare, lo sapevano tutti»

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De Meo, ex arbitro, ha svelato come tutti fossero a conoscenza di gesti pianificati per condizionare le gare: le dichiarazioni

L’Inter osserva da lontano le nuove, pesanti ombre che si addensano sul sistema arbitrale italiano. Mentre la proprietà Oaktree e i tifosi attendono di festeggiare il 21° scudetto sul campo, le rivelazioni dell’ex fischietto Pasquale De Meo all’agenzia AGI descrivono un panorama inquietante fatto di presunti codici segreti all’interno della sala VAR di Lissone.


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De Meo accusa i vertici AIA: le dichiarazioni

Secondo la ricostruzione di De Meo, esisterebbe un sistema di segnali gestuali, stabiliti a tavolino durante i raduni settimanali, utilizzato per influenzare le decisioni degli arbitri al monitor. L’ex arbitro punta il dito contro Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, parlando di una prassi nota a tutto l’ambiente: «Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri che venivano stabiliti ogni settimana. Per esempio, uno era quello del “sasso-carta-forbice». Questa condotta avrebbe violato sistematicamente l’autonomia della sala VAR, dove, per protocollo, nessuno dovrebbe intervenire dall’esterno: «Quella di fare dei gesti dalle vetrate era una consuetudine. Tutti sapevano e vivevano con malumore».

Il cuore della denuncia riguarda la regolarità della competizione. De Meo solleva un dubbio atroce sulla disparità di trattamento tra le varie sfide di campionato: «Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no? In questo modo si finiva per falsare il campionato». Tuttavia, lo scopo di tali manovre non sarebbe stato favorire specifici club, bensì tutelare le valutazioni e le carriere dei singoli arbitri, evitando errori che avrebbero compromesso le loro designazioni future. La giustizia ordinaria riprende così in mano fascicoli che la Procura Federale aveva archiviato nel 2023: «Sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria — ha concluso De Meo — ci sarà un giudizio imparziale da un organo davvero super partes».

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