Del Corona (FiorentinaNews): "Fiorentina? Servono punti. Lazio? In un limbo. La protesta..." | OneFootball

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LazioPress.it

·9 April 2026

Del Corona (FiorentinaNews): "Fiorentina? Servono punti. Lazio? In un limbo. La protesta..."

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Dopo l'amaro pareggio contro il Parma di Cuesta, la rosa biancoceleste si prepara ad affrontare una nuova sfida, infatti, lunedì 13 aprile alle ore 20:45 la Lazio scenderà in campo allo stadio Artemio Franchi per vedersela con la Fiorentina del mister Vanoli. Se da un lato i Viola hanno disperatamente bisogno dei 3 punti per potersi allontanare dalla zona retrocessione, dall'altro le aquile, nonostante stiano conducendo un Campionato abbastanza anonimo, cercheranno in ogni modo di portarsi a casa la vittoria per poter rialzare il morale della squadra in vista della semifinale di Coppa Italia, unico vero obiettivo per poter salvare la stagione. Per commentare la gara, affidata al fischietto Michael Fabbri,  è intervenuto ai nostri microfoni Stefano Del Corona, direttore di FiorentinaNews.com. Un professionista che non molla mai, capace di trasformare ogni notizia in un gol vittoria per i suoi lettori e un fuoriclasse dell'informazione che gioca sempre con il cuore.

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Stefano Del Corona - Riutilizzabile

L'intervista a Stefano Del Corona

Guardando indietro, si ha la sensazione che il calcio del passato fosse più umano e legato al talento individuale puro. Secondo lei, qual è la principale dote del calcio moderno e quali caratteristiche gli piacerebbe ripristinare?

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Sicuramente c'è molto da recuperare sotto il profilo della tecnica individuale, un fattore fondamentale che fino a qualche anno fa era pienamente presente nel nostro calcio. Potevamo contare su interpreti straordinari dal centrocampo in su; non serve nemmeno citare i grandi talenti come Baggio, Totti o Del Piero, nomi che hanno segnato la storia recente del calcio italiano. Oggi quella qualità manca, mentre è aumentata drasticamente la velocità: di gioco, di pensiero e la velocità pura in campo. Si gioca a un ritmo decisamente superiore rispetto a dieci o dodici anni fa e, da questo punto di vista, l'Italia non si è ancora adeguata. Se si confronta una partita del campionato inglese con una del nostro campionato, si nota come viaggino a velocità diverse. Purtroppo, in campo internazionale, il calcio italiano sconta pienamente questo divario.

Anche quest'anno la Nazionale Italiana non è riuscita a qualificarsi ai Mondiali e ciò ha portato alle dimissioni di Gravina, Buffon e Gattuso. Quale crede che sia stata la causa del fallimento Azzurro e chi vedrebbe bene al posto dei tre?

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Se Conte ha davvero voglia di riprendere in mano questa Nazionale, come ha dichiarato, è sicuramente l’uomo giusto per rilanciarla. Tuttavia, dobbiamo dire basta all'alternanza Gravina-Abete: non se ne può più. Serve gente nuova alla presidenza della Federazione, persone che portino idee diverse. Da questo punto di vista siamo rimasti al Medioevo. ​Per ripartire serve coraggio a tutti i livelli. Siamo un Paese che parla di giocatori di 21 o 22 anni come se fossero ancora 'giovani' o 'giovanissimi', mentre nelle altre federazioni e negli altri campionati, a quell'età, i calciatori hanno già tre, quattro o cinque stagioni ad altissimo livello alle spalle. All'estero ci sono fior di squadre che non hanno esitazioni a lanciare sedicenni o diciassettenni sui grandi palcoscenici, perché li preparano bene e sanno valorizzarne il talento. ​Questa è la vera mancanza del nostro calcio: serve più coraggio e meno ossessione per il risultato immediato. Bisogna pensare meno all'oggi e più al domani. Abbiamo quattro anni per programmare le prossime qualificazioni mondiali; in questo quadriennio deve esserci un cambio generazionale e di mentalità che sia incisivo e definitivo, non solo di facciata.