Di Marzio: «In Italia non abbiamo pazienza, i giovani bravi ci sono ma manca coraggio. Ci sarà una rivoluzione allenatori» – VIDEO | OneFootball

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·21 May 2026

Di Marzio: «In Italia non abbiamo pazienza, i giovani bravi ci sono ma manca coraggio. Ci sarà una rivoluzione allenatori» – VIDEO

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Di Marzio: «In Italia non abbiamo pazienza, i giovani bravi ci sono ma manca coraggio». Le parole del giornalista sul mercato e sulla crisi del calcio

(Inviato al Palazzo della Regione Piemonte)Gianluca Di Marzio, giornalista ed esperto di calciomercato di Sky, ha parlato a margine della presentazione della 25^ edizione della Torino International Cup 2026.


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SITUAZIONE TORINO – «Non ho notizie di cambi imminenti o svolte societarie. Penso che rimarrà al timore Cairo. Ha affidato un percorso a Petrachi, che conosceva bene perché era stato un suo fedele direttore sportivo prima di andare alla Roma, adesso bisognerà capire che tipo di allenatore verrà scelta e che tipo di strada vorrà fare. E’ stata una stagione difficile, con una rottura ambientale che è netta, il tifoso chiede qualcosa di più e qualcosa di chiaro».

IL GRANDE LIMITE DEL CALCIO ITALIANO, IL MOTIVO DEI POCHI GIOVANI – «Sicuramente il discorso della cultura calcistica è ai primi posti, non abbiamo pazienza. Se fai una squadra di soli giovani e perdi… In Italia si vuole vincere. C’è anche mancanza di coraggio, perché i giovani bravi ci sono e lo testimoniano i risultati delle nostre nazionali: arrivano lì e poi c’è quel tappo che non riusciamo a togliere. Però ci sono esempi positivi come il Cagliari, che è una società che ha lavorato bene sui giovani, tanti giovani italiani, ha preso un allenatore dalla Primavera e ha rischiato. Anche il Catanzaro in B, è arrivato in finale playoff prendendo tanti ragazzi giovani come Liberali dal Milan, che aveva sacrificato. Anche il Frosinone… Ci sono degli esempi positivi. Da noi i giovani sono i 2007, negli altri campionati i 2009, siamo indietro di 2-3 anni».

SITUAZIONE VLAHOVIC-JUVE – «Ci sono stati colloqui, da entrambe le parti è emersa la volontà di continuare, poi ci vogliono i numeri e bisogna trovare un accordo economico. La Champions può permettere alla Juve di fare un’offerta più alta e lui può decidere se rimanere o meno, a seconda dell’offerta economica e dal tipo di manifestazione che la Juve giocherà l’anno prossimo. Non penso sia ancora finita, anche perché non ha ancora firmato con nessun altro. Oggi i calciatori in scadenza, come lui, Dybala, Celik, non hanno firmato con nessun altro club e hanno giocato fino all’ultimo rischiando anche di farsi male, il loro futuro si deciderà all’ultimo, a giugno, come gli altri calciatori».

DIRETTORI SPORTIVI ESONERATI – «Non si erano mai visti tutti questi esoneri dei direttori sportivi. Vagnati dal Torino, Massara dalla Roma al Milan, Tare arriva al Milan… I direttori sportivi oggi vengono mandati via come fossero allenatori, magari a volte senza reali motivazioni tecniche. Magari perché ci sono proprietà americane che hanno un altro modo di vedere il calcio, vedono solo asset».

BERNARDO SILVA JUVE? – «Chiaro che se vai in Champions sei più forte nel poterlo convincere, sia per la manifestazione che vai a giocare e sia a livello economico, meno introiti e meno puoi avere costi per ingaggi così importanti».

CHI SARA’ LA PROTAGONISTA DEL MERCATO? – «Penso che la protagonista del mercato sarà l’Inter. Quest’anno l’Inter cambierà, cambierà tanto. Non so se prenderà Nico Paz, ma vuole fare diverse cose rispetto al passato. E’ la società che da anni mantiene la sua continuità dirigenziale, di identità e filosofia. Non è un caso che le società che hanno mantenuto continuità dirigenziale sono quelle che stanno ottenendo i risultati migliori, l’Inter ma anche il Como stesso. Mi colpì quando incontrati tanti anni fa il direttore sportivo Ludi, loro erano ancora in Serie C: gli chiesi cosa lo avesse colpito in questa proprietà e mi rispose dicendo che hanno fatto una programmazione decennale. In Italia la programmazione del calcio è di 6 mesi, loro avevano già fatto il programma per i prossimi 10 anni, e recentemente mi hanno detto di essere avanti di due anni rispetto a quanto pianificato. Penso che le protagoniste del mercato saranno l’Inter e anche il Como»

RIVOLUZIONE ALLENATORI IN SERIE A – «Si, per le panchine sarà un casino mai visto! Già il fatto che Conte lascia il Napoli, quindi adesso non si sa se viene Sarri o va all’Atalanta, poi Palladino, Grosso, questo e quello… Poi c’è anche la Nazionale che deve trovare il suo ct. Sono pochissimi quelli sicuri di rimanere: Fabregas, Chivu, De Rossi e pochi altri. Spalletti se va in Champions sì, Gasperini alla Roma».

QUESTO GENERE DI MANIFESTAZIONI UN TASSELLO SU CUI RIPARTIRE PER LA FORMAZIONE DEI NOSTRI RAGAZZI? – «Assolutamente sì. Intanto il confronto con culture diverse, realtà internazionali, sia per il modo di giocare ma anche per il modo di comportarsi. La gestione della vittoria, della sconfitta, il fair play. Capire anche il livello del nostro calcio rispetto al loro. Penso che sia un confronto utilissimo per capire a che livello siamo come giovani. Poi non saranno questi tornei ad aiutarci ad uscire dalla crisi, ma possono aiutare a capire che strada percorrere. Se parlate con chi vive in Spagna vi dirà che le seconde squadre sono un tassello fondamentale per la crescita dei giovani, da noi in Italia le seconde squadre le hanno solo in 4».

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