Calcio e Finanza
·7 May 2026
Diritti tv, l'Ad di Tim Labriola: «Causa Sky? L'accordo con DAZN non ha chiuso il mercato»

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·7 May 2026

Nella giornata di ieri è venuta alla luce la richiesta da parte di Sky di una richiesta danni di 1,9 miliardi di euro nei confronti di DAZN e Tim per i diritti del calcio dopo il pronunciamento dell’Antitrust dello scorso gennaio in cui ha confermato una «grave intesa restrittiva della concorrenza».
«Qualcuno pensa che all’epoca avessimo un problema di approccio anticoncorrenziale. Giusto per chiarire – ha ribadito Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim –. E ora passiamo ai dettagli. Primo: se eri un cliente di Wind, Vodafone Fastweb o Sky, potevi comunque acquistare l’offerta DAZN in digitale. Quindi non stavamo chiudendo il mercato. Secondo, sempre per quanto riguarda l’esclusiva del pacchetto, devo ricordare a tutti che nel 2021 questa azienda era verticalmente integrata e, a livello normativo, eravamo obbligati ad effettuare un’analisi ex ante del prezzo».
Il procedimento dell’Antitrust è stato molto lungo e fa riferimento al memorandum sottoscritto nel 2021 in vista della gara indetta dalla Lega Nazionale Professionisti Serie A di calcio per l’assegnazione dei diritti televisivi, si era chiuso con un primo pronunciamento nel 2023, a cui erano seguiti i ricorsi al TAR della Lombardia nel 2024 e poi al Consiglio di Stato nel 2025 fino ad arrivare a gennaio, dopo una nuova istruttoria dell’Antitrust alla rideterminazione delle sanzioni, 3,6 milioni per DAZN e 760.776 euro per Tim.
Il Consiglio di Stato, in particolare, aveva infatti confermato la legittimità dell’accertamento, da parte dell’Autorità, dell’intesa restrittiva della concorrenza e aveva confermato la sentenza del Tar in merito alla necessità che l’Autorità rideterminasse la durata dell’infrazione. Infine, aveva accolto il ricorso di DAZN Media, affermando l’assenza di elementi comprovanti l’imputabilità alla stessa dell’intesa ed escludendo, quindi, la responsabilità di DAZN Media nel compiere l’illecito.
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