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·30 March 2026

Diritto di superficie e costi lievitati: si accende lo scontro sullo stadio del Cagliari

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Il desiderio di costruire uno stadio nuovo a Cagliari, sulle macerie del Sant’Elia abbandonato dal 2017, si sta scontrando con la realtà dei numeri. E più precisamente sul lievitare dei costi relativi al progetto presentato dal club sardo al Comune che prevedeva un investimento di un centinaio di milioni, cresciuto ora a quota 220 milioni, iva inclusa. A riportarlo è l’edizione odierna de Il Corriere dello Sport.

Non certo un ottimo viatico in vista della visita della delegazione UEFA, guidata da Michele Uva, che ricopre la carica di Responsabile ufficiale presso il Comitato Organizzatore Italiano di EURO 2032, e che dovrà valutare lo stato dell’arte in vista proprio della rassegna iridata del 2032.


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Ma l’appuntamento da cerchiare in rosso per il futuro del nuovo stadio, che viene visto anche come la grande opportunità di sviluppo per il club sardo con un nuovo azionista di maggioranza (come anticipato da Calcio e Finanza e confermato dal presidente Tommaso Giulini nelle scorse settimane), è per mercoledì, quando si svolgerà il Consiglio comunale.

Se club e Comune sembrano ancora essere sulla stessa lunghezza d’onda, lo stesso non si può dire per l’opposizione cittadina, che nelle settimane scorse ha sollevato più di un dubbio sulla documentazione redatta per la costruzione dell’impianto. In primi il consigliere Giu­seppe Far­ris, di professione avvocato, ha evidenziato con forza l’assenza di un con­fronto sul Piano eco­no­mico finan­zia­rio dell’opera, che non prevede solamente lo stadio multifunzionale nuovo da 30mila posti, ma anche un albergo a cin­que stelle con un cen­ti­naio di camere, una spa da 2.000 metri qua­dri e un bar lounge da 800.

Secondo quanto definito a ora, nell’opera la Regione Sardegna garantisce un investimento di 50 milioni di euro, mentre il Comune 10 milioni, cifra che dovrebbe essere destinata principalmente alla demolizione del Sant’Elia. Inoltre, la finanziaria regionale, la SFIRS, ne garantirebbe altri 30Ciò signi­fica che capi­tale pub­blico e pri­vato si equi­val­gono. Tanto da essere in con­tra­sto con le norme euro­pee» ha sottolineato Far­ris.

Oltre alle nude cifre, un altro nodo da sciogliere riguarda il diritto di superficie. Dopo una serie di discussioni, il Comune sembra aver trovato una quadra, con un piano da sottoporre a tutte le parti in causa, opposizione compresa. L’assessore per lo Sport, Giuseppe Macciotta, sembra aver proposto il diritto d’uso, con cui il Comune si impegnerebbe nei confronti del club rossoblù, ma ovviamente l’ultima parola spetta al Consiglio comunale.

Non va dimenticato che sull’iter per il nuovo stadio grava un pro­ce­di­mento di infra­zione della Com­mis­sione Euro­pea e anche la recente pro­nun­cia della Corte di Giu­sti­zia dell’Unione Euro­pea non lascia sereni tifosi e cit­ta­dini. La Com­mis­sione ha con­te­stato la non con­for­mità alle diret­tive euro­pee in mate­ria di appalti e con­ces­sioni. E anche la poca comu­ni­ca­zione obbli­ga­to­ria per rea­liz­zare l’opera, è al centro del procedimento europeo.

In questo progetto a ostacoli, il Cagliari ha proposto un canone di affitto da 50mila euro annui, anche se dal club era filtrata l’opportunità di non riconoscere nulla al Comune. Ma qui è intervenuto ancora una volta il consigliere Farris, evidenziando mancati ricavi per le casse comunale di oltre 36 milioni in 50 anni di concessione se si calcola che le norme indicano un 5-10% di canone da riconoscere in base ai ricavi della struttura. Tutti vogliono uno stadio nuovo, possibilmente intitolato all’eroe dello scudetto Gigi Riva, ma la strada è ancora abbastanza lunga con diversi ostacoli da superare.

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