Inter News 24
·21 June 2026
Disastro Turchia, Calhanoglu floppa in Nordamerica. Il bilancio del turco ai Mondiali

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Il Mondiale della Turchia si trasforma in un vero e proprio incubo. La selezione guidata da Vincenzo Montella, dopo il KO rimediato contro il Paraguay, è ufficialmente eliminata dalla competizione dopo appena due giornate della fase a gironi, figlie di due sconfitte consecutive. A finire sul banco degli imputati è soprattutto la stella e capitano della squadra, Hakan Calhanoglu. Il regista dell’Inter non è riuscito a prendere in mano i compagni, disputando due partite ben lontane dagli standard a cui ha abituato il pubblico di San Siro.
L’analisi dei dati statistici evidenzia le enormi difficoltà fisiche e dinamiche del nerazzurro nel torneo. Calhanoglu è rimasto in campo per tutti i 180 minuti complessivi delle prime due sfide, ma la sua prestazione atletica è apparsa sotto ritmo: appena 5.6 km di distanza coperta a partita e una media di soli 2 sprint ogni 90 minuti, con una velocità massima che non ha superato i 30.5 km/h.
Nonostante l’altissimo numero di tocchi (ben 114 di media a incontro) e l’ottima pulizia nel palleggio — testimoniata dall’88% di passaggi precisi totali e dall’89% nella metà campo avversaria —, la sua manovra è risultata prevedibile e incapace di accendere la luce negli ultimi trenta metri.
Il bottino offensivo del numero 10 turco è impietoso e parla di 0 gol e 0 assist. Calhanoglu ci ha provato con insistenza, soprattutto dalla distanza, collezionando ben 5.5 tiri totali a partita, ma la mira è stata imprecisa: appena 1.0 conclusione nello specchio di media e ben 9 tentativi da fuori area totalmente fuori bersaglio nelle due gare. Sul bilancio pesa anche una grande occasione da rete mancata all’interno dell’area di rigore (su un xG complessivo di 0.41) e una scarsa precisione nei cross, fermi al 20% di successo.
In fase di non possesso il centrocampista dell’Inter ha cercato di dare equilibrio recuperando 6.5 palloni a partita e vincendo 2 contrasti di media. Tuttavia, la pressione avversaria ne ha evidenziato i limiti in fase di transizione difensiva, con ben 2.0 dribbling subiti a match e una fragilità nei duelli complessivi (solo il 44% vinti). Il dato che più fotografa la serata storta della Turchia riguarda le 16.0 palle perse a partita, troppe per un giocatore del suo spessore. Per Calhanoglu il Mondiale finisce qui nel peggiore dei modi, con una valigia piena di rimpianti da riportare a Milano.


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