Donati sui Mondiali: «Certe partite sembravano scontate, ma non lo sono state. Messi e Ronaldo determinanti, ma lo è anche il collettivo» – ESCLUSIVA E VIDEO | OneFootball

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·24 June 2026

Donati sui Mondiali: «Certe partite sembravano scontate, ma non lo sono state. Messi e Ronaldo determinanti, ma lo è anche il collettivo» – ESCLUSIVA E VIDEO

Article image:Donati sui Mondiali: «Certe partite sembravano scontate, ma non lo sono state. Messi e Ronaldo determinanti, ma lo è anche il collettivo» – ESCLUSIVA E VIDEO

Donati si è espresso a Calcionews24 in merito ai Mondiali. Le parole dell’ex centrocampista, ora allenatore, su queste prime uscite in Nord America

Intervistato da CalcioNews24 in occasione dei Mondiali 2026, Massimo Donati ha commentato l’impatto di stelle come Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, le squadre favorite e le novità introdotte dal nuovo format allargato voluto da Infantino. L’ex centrocampista sottolinea come il talento individuale sia determinante ma insufficiente senza il supporto del collettivo e della preparazione tattica.

MESSI E RONALDO POSSONO TRASCINARE LE SQUADRE? – «Iniziamo dicendo che Messi e Ronaldo sono ormai da parecchi anni al top, sono i numeri uno, anche se sono in due, sono i giocatori più rappresentativi, più forti, più determinanti sia per la nazionale che per le squadre di club per cui hanno giocato. Parliamo dei migliori giocatori di questa epoca ed è normale che si parli di loro, sia in positivo che in negativo… Quindi possono arrivare in fondo, sì, sicuramente, senza dubbio, però poi sono i collettivi quelli che fanno la differenza e che ti permettono poi di arrivare fino in fondo. Da soli non ce la possono fare ma appunto devono essere accompagnati».


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NAZIONALI FAVORITE E SORPRESE – «C’è stato qualche risultato anche un po’ sorprendente perché ci sono state nazionali chiamate minore, chiamiamole così, che si sono presentate molto organizzate e quindi certe partite sembravano scontate così scontate non lo sono state. Le squadre che possono vincere alla fine sono sempre le stesse, Francia, Argentina, Germania, poi ce ne sono altre che magari sono sulla carta un po’ sotto però più avanti arriveranno partite determinate da episodi o giocate particolari. Il livello di organizzazione visto finora è molto importante, molto bello da vedere ed è bello anche vedere partite che non sono così scontate».

CRESCITA DEL CALCIO INTERNAZIONALE – «Non credo che le grandi nazionali stiano attraversando un ricambio generazionale. Tutte le altre squadre si stanno preparando, hanno allenatori molto bravi, organizzati e preparati che portano le varie nazionali a crescere a livello organizzativo, difensivo e di proposta di gioco. E un altro dato importante, soprattutto per le squadre minori, è la fame, la determinazione, la voglia di farsi vedere in una competizione… anche contro giocatori forti e famosi, dando tutto in campo».

NUOVO FORMAT ALLARGATO – «Sì, più nazionali si vedono meglio. Sono squadre che nella mia vita ho sentito nominare poco, ma invece ci sono e sono bravi. Dare l’opportunità a più squadre di partecipare a un Mondiale, la competizione per eccellenza, secondo me è positivo. Dal punto di vista europeo, l’assenza dell’Italia è stata limitante, ma il torneo permette di far emergere nazionali nuove e talentuose».

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