È tornato lo squadron! Olimpico ancora dolce, il Bologna batte 4-3 la Roma ai supplementari e si prende i quarti di Europa League | OneFootball

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·20 March 2026

È tornato lo squadron! Olimpico ancora dolce, il Bologna batte 4-3 la Roma ai supplementari e si prende i quarti di Europa League

Article image:È tornato lo squadron! Olimpico ancora dolce, il Bologna batte 4-3 la Roma ai supplementari e si prende i quarti di Europa League

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In un notte e in un’atmosfera che sa di Champions, più che di Europa League, Roma e Bologna si giocano l’accesso ai quarti di finale della seconda competizione continentale e non solo, visto che la strada verso i rispettivi obiettivi in campionato si è messa più o meno in salita. In un Olimpico tutto esaurito si riparte dall’1-1 dell’andata e Gasperini, sempre orfano di Dovbyk, Dybala, Ferguson e Soulé, prosegue nel solco del 3-4-1-2 con Cristante sulla trequarti alle spalle di un tandem offensivo composto da El Shaarawy e Malen, mentre in mezzo al campo ci sono Koné e Pisilli, sulle fasce Celik e Wesley e in difesa, davanti a Svilar, Ndicka centrale con Mancini ed Hermoso ai suoi lati. Sul versante opposto Italiano, privo dell’infortunato Skorupski e dello squalificato Miranda, non deroga dall’ormai abituale 4-3-3: tra i pali c’è Ravaglia, la retroguardia è formata da Zortea, Lucumí, Vitik (preferito a Heggem e Casale) e Joao Mario, in mediana agiscono Ferguson, Freuler e Pobega, mentre Castro guida un tridente completato sulle ali da Bernardeschi e Rowe.


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Il match si accende subito grazie ad un’incursione in area di Rowe, arginato in extremis da un’ottima chiusura di Mancini, e col passare dei minuti il copione diventa chiaro: padroni di casa a tenere in mano le redini del gioco, ospiti compatti, ordinati e pronti a colpire in ripartenza. Cosa che accade al 14′, quando Castro viene lanciato da Rowe e vede il suo diagonale in corsa sporcato sul fondo da Celik, ma soprattutto al 22′: Castro gestisce bene un pallone al limite dell’area e ricambia il favore servendo Rowe, che lo controlla e senza pensarci troppo lo scarica quasi nel sette alle spalle di Svilar. Mancini protesta sostenendo di essere stato strattonato in precedenza proprio dall’inglese, ma per arbitro e sala VAR il gol è regolare. La Roma, che in precedenza aveva perso Koné per un problema muscolare (dentro al suo posto Pellegrini), rischia anche al 29′ su un tiro-cross di Bernardeschi smanacciato non senza affanni da Svilar, ma al 32′ pareggia: splendida punizione dalla lunga distanza di Pellegrini che Ravaglia devia sul palo, sul corner conseguente lo stesso numero 7 pennella nel mezzo e Ndicka, di testa, fa 1-1.

Lo stadio spinge forte e gli uomini di Gasperini rispondono creando un’altra occasione: al 37′ Cristante prolunga di tempia un traversone teso di Celik ma Malen non riesce ad avventarsi sulla sfera da sottomisura. Il BFC, sempre sul pezzo e con gli errori ridotti al minimo, risponde al 40′ tramite una rasoiata di Castro bloccata da Svilar, poi al 42′ una velenosa sortita di Zortea su assist di Bernardeschi viene murata sul più bello dalla difesa. Ma non è finita perché, dopo una staffilata di Joao Mario respinta da Svilar sugli sviluppi di un angolo, al 45′ ancora Bernardeschi imbecca in area Zortea, che viene sgambettato da El Shaarawy: Kovacs concede il rigore senza alcuna esitazione e dal dischetto si presenta proprio ‘Berna’, che spiazza il portiere e certifica che si va al riposo sull’1-2.

Il secondo tempo, manco a dirlo, comincia coi giallorossi alla ricerca del gol che rimetterebbe tutto in equilibrio, e il trascinatore è Malen: pronti via botta dell’olandese su cui si oppone Ravaglia e altro tiro dai sedici metri che sfiora la traversa. I felsinei però, come direbbero gli anglofoni, sono on fire, e al 13′ calano il tris: il solito indemoniato Rowe vince di forza e astuzia un doppio duello con Cristante e Ndicka e fa pervenire la sfera a Castro, che fa secco Svilar con una sassata imparabile e corre a festeggiare sotto il settore ospiti. Per la Roma sembra notte fonda, ma al 24′ un episodio la riporta in vita: Freuler spinge il neo entrato Vaz a pochi passi da Ravaglia e regala un penalty assolutamente evitabile, dagli undici metri va Malen e si materializza il 2-3. L’Olimpico è una bolgia, il Bologna regge l’improvviso urto come può (Italiano inserisce Casale, Cambiaghi e Dallinga per Vitik, Rowe e Castro) e al 27′ serve una gran parata di Ravaglia per dire di no ancora ad un piazzato di Pellegrini. Al 32′ di nuovo Malen cerca lo specchio senza trovarlo ma all’80’, sull’ennesimo spunto di un incontenibile Vaz, Pobega cicca la chiusura (facendosi pure male a livello muscolare) e Pellegrini ne approfitta per disegnare col mancino la parabola del 3-3.

Scenario completamente ribaltato, felsinei a cui pare essere passato sopra un tir e capitolini che vanno addirittura alla ricerca del colpaccio. Pellegrini e compagni si prendono però diversi rischi, e a ridosso del triplice fischio Freuler, innescato da Joao Mario, si divora col sinistro la rete della vittoria calciando addosso a Svilar. Niente da fare, si va ai supplementari. Nel primo tempo prevalgono la stanchezza, la paura di perdere e un possesso prolungato da ambo le parti, e l’unico vero brivido lo provoca in avvio una stoccata di Celik che Ravaglia neutralizza in bello stile. Dopo la mini pausa è invece Orsolini (che aveva rilevato Bernardeschi al 35′ della ripresa) a seminare il panico nella difesa di casa, ma un onnipresente Pellegrini chiude l’ultimo varco e l’azione sfuma. I rossoblù, grazie alle forse fresche entrate dalla panchina, sembrano averne di più, ed effettivamente al 6′ si riaccende il fuoco: Dallinga scambia con Cambiaghi e gli restituisce palla nello spazio, l’esterno arriva in zona Svilar e da posizione non così agevole lo batte con un tocco chirurgico che ‘bacia’ il palo e termina al di là della linea. Tutto vero, tutto bellissimo: è 3-4!

Stavolta la Roma appare davvero al tappeto, al 9′ Orsolini spreca una buona chance in contropiede tirando debolmente e lo stesso fa Dallinga qualche istante più tardi, cincischiando troppo attorno ai sedici metri. Gli ultimi giri di lancette vedono i ragazzi di Italiano difendere al meglio il sofferto e prezioso vantaggio, tra falli guadagnati e ricerca delle bandierine per far passare i secondi: nel recupero si trema su un contatto in area Lucumí-Vaz (ma è il secondo a trattenere il primo), quindi Kovacs pone fine alle ostilità e fa scattare la festa rossoblù. Il Bologna espugna l’Olimpico, uno stadio che continua a regalare enormi gioie, e considerando quanto visto nel doppio confronto si prende con merito l’accesso ai quarti di Europa League, traguardo anch’esso che mancava dall’incredibile annata 1998/99 (a tal proposito, proprio oggi Carlo Mazzone avrebbe compiuto 89 anni). Quasi 4.000 fantastici tifosi festeggiano nella Capitale, un’intera piazza è in tripudio sotto le Due Torri: il prossimo banco di prova si chiama Aston Villa e sarà ancora più arduo, ma adesso conta solo godersi un’altra notte magica e rispolverare a ragion veduta un grido che ha accompagnato le ultime meravigliose stagioni del BFC: è tornato lo squadron!

ROMA (3-4-1-2): Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Koné (20′ pt Pellegrini), Pisilli (14′ st El Aynaoui), Wesley; Cristante; El Shaarawy (12′ st Vaz), Malen. A disp.: De Marzi, Gollini, Rensch, Tsimikas, Ziolkowski, Ghilardi, Zaragoza. All.: Gasperini

BOLOGNA (4-3-3): Ravaglia; Zortea, Vitik (28′ st Casale), Lucumí, J. Mario; Ferguson, Freuler (9′ sts Heggem), Pobega (1′ pts Moro); Bernardeschi (35′ st Orsolini), Castro (28′ st Dallinga), Rowe (28′ st Cambiaghi). A disp.: Pessina, Franceschelli, Odgaard, Lykogiannis, Sohm, Dominguez. All.: Italiano

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