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·24 July 2026
Elimoghale convocato per la prima volta da Spalletti: alla scoperta del talento italiano della Juve. La storia e l’identikit tecnico

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La storia di Destiny Elimoghale racchiude il fascino del grande talento scoperto quasi per caso nei campi di periferia. Nato a Torino il 23 aprile 2009 da famiglia di origini nigeriane, il bianconero muove i suoi primi passi calcistici nel Rebaudengo, piccola società di quartiere dove il suo potenziale appare fin da subito fuori dal comune. Gli osservatori bianconeri non impiegano molto a notarlo e il passaggio dalla Juventus si concretizza con una trattativa singolare basata sullo scambio di materiale tecnico, tra cui palloni e conetti.
Da lì in avanti, il giocatore brucia rapidamente le tappe nel vivaio della Juventus fino all’Under 20, diventando un giocatore importante per le Nazionali giovanili azzurre. Il suo momento d’oro in maglia azzurra culmina con il gol decisivo allo scadere contro la Croazia che regala all’Italia la qualificazione agli Europei Under 17. L’ulteriore salto di qualità arriva con la chiamata di Spalletti per l’amichevole della Juventus contro lo Standard Liegi, un premio al suo costante percorso di crescita che lo proietta tra le promesse più nitide del calcio italiano.
Sul piano tattico e atletico, Elimoghale incarna il prototipo dell’ala sinistra moderna e dirompente, pur potendo agire con disinvoltura a destra o da seconda punta. Con una struttura fisica imponente, il giocatore unisce una straordinaria potenza a un’agilità fuori dal comune. Non a caso viene spesso paragonato a Rafael Leão per la devastante progressione palla al piede e la capacità di strappare in velocità, lasciando sul posto gli avversari sia negli ampi spazi sia nello stretto grazie a un dribbling ubriacante. Destro naturale con una grandissima padronanza del piede sinistro, spicca per la qualità del primo controllo orientato che gli consente di accelerare immediatamente la giocata.
L’impatto di Elimoghale con la maglia della Juve Primavera è testimoniato da numeri di grande rilievo per un ragazzo della sua età. Nell’ultima stagione ha collezionato 23 presenze complessive scendendo in campo da titolare per 12 volte, con un impiego medio di 56 minuti a partita. Il suo contributo offensivo si traduce in 2 gol realizzati con una frequenza di una rete ogni 642 minuti e 2 assist forniti ai compagni. La sua presenza nella manovra d’attacco si nota anche dalle conclusioni e dalla rifinitura: fa registrare 1.4 tiri totali a gara con 0.5 tiri nello specchio della porta, accompagnati da 0.7 passaggi chiave a partita. Il calciatore bianconero garantisce continuità al possesso con 13.7 passaggi precisi a partita pari al 75% di accuratezza, confermando una maturità tecnica che va ben oltre i suoi dati anagrafici.







































