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·25 March 2026
ESCLUSIVA PSB - Lucioni: "A Frosinone gruppo con poca personalità. Palermo esigente, il CFG..."

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·25 March 2026

Tra i difensori più forti degli ultimi decenni in Serie B, vincente nato e personalità da vendere, Fabio Lucioni ha segnato la storia recente della cadetteria (e non solo) con la sua dote di vincere in Serie B con tre quadre diverse e per quattro volte.
Abbiamo raggiunto in esclusiva Lucioni. Di seguito l'intervista completa.
Lo scorso anno hai contributo alla salvezza di un Frosinone che poi, pur cambiando poco, è ora ai vertici. Tutto merito di Alvini o lo scorso anno è stato al di sotto del valore della rosa?
"Credo che quella squadra aveva poca mentalità del sacrificio e dell'amor proprio soprattutto nel primo periodo dell'anno. Posso dirti che poi da quando sono arrivato qualcosa è cambiato probabilmente perché si sono messe delle regole ferree e nessuno poteva esimersi dal rispettarle.
Quando si ha un gruppo giovane, con poco spessore calcistica ma soprattutto di personalità, servono sempre delle regole un po' più dure da far rispettare e credo che da quando sono arrivato le cose sono cambiare per quel motivo".
La tua storia vincente è chiara e ti chiedo senza filtri: cosa cambiava nell'ambiente in cui sbarcavi, da abituato a vincere, per ottenere risultati?
"La mia forza è sempre stata la dedizione e l'amore che ho sempre dato al calcio. Ho rinunciato, sin da quando ero piccolo con la gita scolastica, sino ad arrivare alla nascita del mio primogenito. L'ho sempre vissuta non come un lavoro ma come un professione che sapevo mi avrebbe restituito tanta gioia ed amore.
È normale che se in tutti i lavori del mondo timbri il cartellino e aspetti le 8 ore hai svolto un compito. Io non ho mai voluto timbrare il cartellino ma mi sono sempre riferito a una vecchia mentalità che i grandi mi hanno insegnato. Quando fai questo, dal lunedì alla domenica, sei anche scomodo e visto male stesso dagli altri. Se vuoi raggiungere i risultati, piccoli o grandi, non devi esimerti un attimo dal dare tutto te stesso. Si fa fatica, è ovvio, ma io di risultati senza far fatica non ne ho mai raggiunto. Fortunatamente, o sfortunatamente, non mi hanno mai regalato nulla e ho sempre dovuto contare sulla mia voglia per raggiungere gli obiettivi"..
Il Benevento, ancora con Vigorito, sta per tornare in Serie B. Tu hai scritto la storia nel Sannio: quanto conta avere nel nostro calcio fatto di proprietà straniere un Presidente così?
“Avere questi presidenti ‘locali’, come vigorito o anche Sticchi Damiani a Lecce coi suoi soci, hanno passione ed amore per città e territori locali e significa avere quel qualcosa in più che va oltre il risultato e la categoria. Il potenziale di Vigorito non lo scopro io e mi fa piacere che torni in B dopo 3 anni di Serie C. Sono alquanto orgoglioso di essere stato il primo capitano ad andare in B con quella maglia. Quel doppio salto resterà sempre sulle pagine dii quella città e di quella squadra”.
Qual è la tua idea di società ora che sei un Direttore Sportivo?
“Come sostenevo da giocatore, lo inizio a sostenere ora che ho fatto il corso da DS e ho l'abilitazione per esercitare: ci vuole equilibrio. Questo deve essere il credo di addetti ai lavori e società che spesso partono con obiettivi, li decantano e poi li cambiano in corso d'opera perché non hanno una programmazione. Bisogna dare più tempo a chi lavora notte e giorno”.
Hai conosciuto la nuova proprietà e al terzo anno di B, con questo ancora da finire, il Palermo non ha “spazzato” via il campionato. L'organizzazione del City Football Group è realmente notevole come la vediamo da fuori?
"Premetto col dire che in questo campionato per il Palermo ha ancora tutto per centrare la Serie A diretta. A livello d'organizzazione è tutto come si legge ed ascolta in giro. Quella mentalità che si vuole dare ad una piazza come Palermo, non è mai semplice perché ha un vissuto diverso rispetto a quella inglese e ha una storia diversa rispetto alla loro mentalità.
Ci si aspetta che una proprietà così forte faccia passi da gigante ma questa proprietà così forte, proprio dall'alto della sua dimensione, stia programmando un po' come fatto il Como sul lungo periodo. La programmazione credo sia un po' più lunga rispetto all'esigenza della piazza. Hanno scelto la quinta città d'Italia in Italia, una piazza calorosa ma hanno scelto ua piazza esigente. E l'esigenza sta togliendo invece di dare.
Ultimamente le prestazioni rispecchiano la forza della società".

Palermo FC









































