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·10 March 2026
ESCLUSIVA PSB - Pescara, Sebastiani: "Non meritiamo l'ultimo posto, quanti torti arbitrali! Insigne ha portato entusiasmo. Su Gorgone..."

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·10 March 2026

Schietto, rispettoso, disponibile e sinceramente desideroso di rispondere alle domande senza evitare qualsivoglia tema. Daniele Sebastiani, presidente del Pescara, alla stampa che ne sa accogliere i contenuti non ha mai chiuso la porta, e averlo in esclusiva ai nostri microfoni in un momento non facile (pur essendo il Delfino una delle compagini del campionato cadetto che, nell'ultimo mese, ha maggiormente impressionato) è l'ulteriore testimonianza della caratura del protagonista odierno. Tanti i temi toccati, così da far emergere - in maniera nitida - le tante emozioni, dalle più disparate tonalità, che stanno accompagnando il numero uno del sodalizio abruzzese.
Presidente, tre vittorie e un pareggio nelle ultime cinque partite. Di questi tre successi, quello contro il Bari, è stato probabilmente uno dei domini più netti di questo campionato. Dire ciò, e vedere il Pescara ultimo, genera un netto paradosso.
“Siamo ultimi in classifica, è vero, ma immeritatamente, sia per quanto fatto prima del mercato di gennaio che dopo. Quest’anno mi sono lamentato purtroppo molte volte, ma ribadisco con forza quanto segue: se ci avessero dato quanto ci spettava, ora saremmo insieme al gruppone e non all’ultimo posto. Il mio riferimento è ai tanti errori arbitrali capitati a nostro sfavore. Nelle ventinove partite finora giocate, non c’è stata una squadra che si è lamentata per un torto derivante da una decisione del direttore di gara. Nessuna. Tutto ciò la dice lunga su quanto dico dall’inizio. Questa squadra non merita la situazione attuale, ma non abbiamo mai mollato, siamo sempre stati convinti della bontà di questo gruppo, che abbiamo migliorato con il calciomercato. I ragazzi stanno facendo il massimo per raggiungere quello che, oggi, è un obiettivo disperato, ma che faremo di tutto per centrare”.
Analizzando i risultati, bisognerebbe chiederle cosa sia cambiato nelle ultime settimane. La realtà è, però, parzialmente differente: il Pescara, in diverse sconfitte (come contro Padova, Frosinone all’andata, Cesena e altre), ha portato in campo tanti spunti tattici interessanti, purtroppo offuscati dai KO. Secondo lei, dunque, questo periodo è una conseguenza del lavoro svolto oppure, a suo modo di vedere, qualche aggiornamento c’è effettivamente stato?
“C’è da fare una premessa: siamo partiti con un altro allenatore e, di conseguenza, con idee differenti. La squadra in estate è stata costruita seguendo un altro sistema di gioco, e gli innesti di gennaio ci hanno permesso di tornare alla difesa a quattro, colonna del 4-3-3 che qui abbiamo sempre amato, per quanto oggi giochino quasi tutti con il 3-5-2, che alle volte è in realtà un 5-3-2 mascherato. La nostra ricerca punta a un calcio un po’ più offensivo, che parte, come dicevo, da moduli come il 4-3-3 o il 4-2-3-1. Abbiamo sbagliato in misura netta poche partite: cito quella di ritorno contro il Catanzaro, dove l’errore è emerso sin dall’approccio, così come il secondo tempo dell’andata contro il Palermo, che è stato in un certo verso il motivo del cambio di allenatore. Aggiungo anche la ripesa della trasferta di Genova contro la Sampdoria, dove stavamo dominando per poi non rientrare in campo nel secondo tempo, per quanto lì – a mio avviso – si sia manifestato un deficit fisico più che mentale. Gli scivoloni ci sono stati, e con il nuovo allenatore abbiamo cercato di ritrovare la retta via e sistemare le cose che non andavano. Le ultime uscite, secondo me, sono il risultato del lavoro fatto da qualche mese a questa parte”.
Che allenatore e persona ha trovato in Giorgio Gorgone?
“Un giovane che, prima di tutto, ha voglia di fare. Il mondo è cambiato, i giovani di oggi sono molto più intelligenti di quelli di prima, ma vanno guidati quando si parla di cultura del lavoro. Bisogna fargli capire che il risultato arriva attraverso un percorso fatto di sacrifici e dedizione. Con Giorgio, da questo punto di visto, mi trovo in netta sintonia: sia lui che il suo staff lavorano moltissimo, i ragazzi hanno capito questa cosa e hanno rimesso il chip della scorsa stagione, dove c’era un altro tecnico (Silvio Baldini, ndr) che faceva del lavoro il proprio credo. A Pescara, in questi anni, abbiamo avuto tanti allenatori che conoscevano il significato della fatica nella sua essenza più pura, ed è questo che ho detto sia a Giorgio che a chi l’ha preceduto. Abbiamo cercato di mettere Gorgone nelle condizioni ideali per esprimere il proprio credo e, a tal proposito, ritengo che il mercato condotto dal Pescara sia stato tra i migliori, se non il migliore, della categoria: Brugman, che definisco il docente universitario del centrocampo, Insigne, che sarebbe ripetitivo elogiare, senza dimenticare Acampora, Cagnano e Bettella, che qui sembra aver ritrovato splendore. Sono stato il primo ad averlo una volta uscito dal settore giovanile, era un talento di caratura notevole, poi si è un po’ perso, ma qui è tornato a essere il grande calciatore che avevamo imparato ad apprezzare. C’è anche un altro tema”.
Prego.
“Gli infortuni. Quest’anno ne abbiamo avuti davvero tanti, non ultimo il portiere, ma anche qui abbiamo trovato un ragazzo pronto come Ivan Saio, che sta dimostrando il suo valore”.
Riprendendo il discorso sull’ottimo periodo che attraversate, è interessante, e forse inevitabile, menzionare Lorenzo Insigne, che si è subito calato nuovamente nella realtà, cosa non scontata e che aiuta a comprendere la bontà delle motivazioni del ragazzo.
“Lorenzo ha portato tanto entusiasmo. È un figlio di questa terra, non ha mai dimenticato Pescara: tanti giocatori sono passati di qui, ma lui, così come Marco Verratti, che è tra l’altro come in società, non ha mai realmente chiuso i rapporti con questa piazza. Ragazzi come Insigne, ma il discorso vale anche per Bettella e Brugman, con noi si sentono a proprio agio. Quando ho parlato con Lorenzo la prima volta, il discorso è emerso in maniera anche abbastanza scherzosa: fu lui a dirmi che, nel caso in cui non avesse trovato una soluzione ai piani superiori, avrebbe valutato il ritorno. Non appena mi ha fatto questo assist, non mi sono girato dall’altra parte e, assieme a Marco, ho cercato di fargli capire la bontà della cosa. Continuo a credere che per lui sia e sia stata la soluzione giusta: Lorenzo è un giocatore dal talento cristallino, ma era fermo da un po’ di tempo e, se fosse arrivato un mesetto prima, avremmo gioito ancora maggiormente grazie alle sue pennellate. Il suo spessore tecnico è noto a tutti, ma posso aggiungere che la sua presenza si percepisce anche a livello umano: è un trascinatore, tutti i compagni lo cercano e fanno riferimento a lui. Ha un bellissimo rapporto con la città e con questa società, vuole bene al sottoscritto e a Marco, dunque sono convinto che darà tutto per raggiungere l’obiettivo comune”.

Photo by Marco Zac/ZUMA Press Wire/Shutterstock - Via IPA Sport
Presidente, mi conceda di chiederle un parere su due singoli che il Pescara sta mettendo in mostra: Meazzi, che sta probabilmente facendo meglio in B che in C, e Berardi, ragazzo di cui si parla poco ma che certifica, ancora una volta, la bontà del vostro lavoro con il settore giovanile.
“Ritengo che tu abbia centrato in pieno quella che è la nostra mission, ovvero la ricerca e la valorizzazione del talento. Meazzi è un calciatore che è arrivato due anni fa dalla Virtus Entella e, a mio avviso, ha tantissima qualità tecnica e valore umano. In Serie B, come sottolineavi, si sta trovando meglio che in C, e secondo me il motivo risiede nella possibilità, in cadetteria, di giocare un po’ di più, dunque caratteristiche come le sue emergono in maniera più nitida. Berardi è l’ennesimo figlio di questo settore giovanile: ha un motore fuori dal normale, come pochi nell’intera categoria. È un ragazzo di grandissima prospettiva e lo sta ripetutamente dimostrando. Chi segue il calcio attentamente si è accorto di lui, non a caso stanno arrivando richieste dalla categoria superiore”.
Il momento in cui è il Pescara non consente discorsi che vadano oltre il breve termine, dunque le chiedo, in conclusione, di consegnarci le sue sensazioni in vista di questo finale di stagione.
“Le mie sensazioni sono positive da mesi. Questa squadra ha sempre provato a giocare, non abbiamo mai mollato, nemmeno quando la situazione era peggiore di quella attuale. A parlare, come sempre, sarà il campo, ma spero che il rendimento possa continuare a sorriderci come fatto ultimamente. Tra poco recupereremo quasi tutti gli effettivi. Abbiamo ai box un calciatore come Merola, che purtroppo quest’anno è stato quasi sempre fuori; Olzer sta recuperando, Oliveri è rientrato in gruppo, e spero che tra qualche giorno lo faccia anche Graziani, un altro talento; dovremmo finalmente riabbracciare anche Tsadjout, una delle defezioni più pesanti della prima parte di stagione”.
Pur avendo, in questo caso, beneficiato di un grande Di Nardo.
“Assolutamente, Antonio è un giocatore importante. Lui e Frank, se non fosse stato per il KO di quest’ultimo, avrebbero potuto regalare tanti sorrisi. Non dimenticherei, per restare in tema di infortuni, Pellacani, messo KO dal crociato: anche lui, per noi, sarebbe senza alcun dubbio stato estremamente importante”.









































