Calcio e Finanza
·31 July 2026
EURO 2032: entro oggi le candidature degli stadi, a ottobre la scelta della UEFA

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·31 July 2026

Entro oggi, più precisamente prima della mezzanotte, i comuni che vorranno presentare la candidatura dei propri stadi per ospitare gli Europei 2032 dovranno presentare tutta la documentazione necessaria alla FIGC. Si va dal contratto di proprietà o di concessione, al progetto di eventuali lavori già approvato, passando per le garanzie economiche e il rispetto dei tanti requisiti richiesti dalla UEFA.
Come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, nella giornata di ieri sono già arrivate più di una dozzina di candidature e non si esclude che oggi ne arrivino delle altre. Da domani la FIGC avrà il compito di valutarle tutte singolarmente, per ognuna è prevista una media di un centinaio di pagine, per poi presentare a sua volta alla UEFA una lista ristretta, entro settembre. A ottobre arriverà poi la scelta sui cinque impianti che ospiteranno le partite di EURO 2032, torneo che sarà co-organizzato con la Turchia.
Il quadro generale al momento vede nel solo Allianz Stadium di Torino, di proprietà della Juventus, l’unico impianto che già soddisfa i molti requisiti richiesti dalla UEFA. Dei cinque slot disponibili per l’Italia, quindi, uno va sicuramente allo stadio bianconero. Poi c’è il capitolo Roma. Fare una rassegna continentale senza la Capitale di uno dei due paesi ospitanti è fuori discussione.
Anzi nei giorni scorsi Sport e Salute, proprietaria dello stadio Olimpico, ha presentato un progetto di ristrutturazione da 130 milioni con l’obiettivo di concorrere con Istanbul per ospitare la finalissima. Ma fra i candidati c’è anche il prossimo stadio della Roma a Pietralata, sempre più vicino a ottenere le ultime autorizzazioni per iniziare i lavori. È possibile però che solo uno dei due venga inserito dalla FIGC nella rosa da spedire alla UEFA, con l’altro che potrebbe essere presente come prima riserva.
Qui però finiscono le certezze, visto che gli altri impianti candidati sono alle prese con le ultime pratiche burocratiche o si trovano nel pieno dei lavori di ristrutturazione. In questa rosa c’è il Franchi di Firenze, che sembra aver superato gli ultimi ostacoli con i lavori di ristrutturazione che viaggiano secondo la tabella di marcia, anche grazie all’entrata in scena della famiglia Commisso per conto ovviamente della Fiorentina. Questo mette l’impianto del capoluogo toscano sicuramente in prima fila.
Poi c’è il capitolo Milano. I primi lavori relativi al progetto di Inter e Milan per un nuovo San Siro sono iniziati, anche se sono di preparazione e riguardano l’area dell’attuale Meazza. In questi giorni è poi arrivato il via libera all’accordo di collaborazione tra il Comune di Milano e la Regione Lombardia per coordinare l’iter autorizzativo dell’impianto.
L’obiettivo è avere una rappresentanza più completa possibile e quindi arrivare anche al Sud. Napoli, come annunciato dal Comune, è pronta a presentare dossier Maradona, se non lo ha già fatto nella giornata di ieri. Tutto questo però senza l’appoggio della società di Aurelio De Laurentiis, che si è subito tirato indietro di fronte al piano di ristrutturazione da 200 milioni voluta dal Comune e dalla Regione Campania.
Ma per il capoluogo campano potrebbe esserci anche il patron del Napoli con la sempre più insistente idea di costruire uno stadio ex novo. Qui però siamo molto indietro, manca ancora l’individuazione definitiva dell’area, e avere tutte le carte pronte per oggi, o comunque entro un mese (tempo destinato a ulteriori integrazioni) sembra al momento molto difficile, anche per il discorso riserve.
Infine, dopo il brusco stop di Palermo – con la società rosanero che si è tirata indietro nel progetto di ristrutturazione insieme al Comune del Renzo Barbera –, non va dimenticata Salerno con il sindaco Vincenzo De Luca (ex presidente della Regione Sicilia) che ha presentato il progetto pubblico da 150 milioni per lo stadio Arechi. Poi c’è la Sardegna con Cagliari. Ieri, il Consiglio comunale ha approvato la dichiarazione di pubblico interesse dell’opera e il riconoscimento del diritto di superficie alla società sarda.
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