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·30 July 2026
Fedele al Calcio - Zanon al Pisa è una sconfitta (ma non per i toscani): ennesima dimostrazione di mediocrità da parte della Serie A

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·30 July 2026

Simone Zanon al Pisa è stata senza alcun dubbio la notizia più fragorosa della giornata di ieri. Il terzino/esterno destro diventerà un nuovo calciatore dei toscani, abili a battere la concorrenza e ad assicurarsi uno dei migliori interpreti del ruolo, e delle funzioni connesse, visto nelle ultime due annate in Serie B.

Twitter Carrarese
Da Carrara a Pisa. Un salto, per il ragazzo, minimo in termini logistici (circa quarantacinque minuti di auto), ma significativo per ciò che dovrà attraversare il ragazzo: uno status differente, un’operazione importante per le aspettative che saranno riposte nel suo talento, obiettivi di squadra certamente differenti.
L’elogio da riservare alla Carrarese per la valorizzazione del classe 2001, e da affiancare alla caparbietà dei nerazzurri nel portare la trattativa verso la fumata bianca, bilancia la nuova, ennesima, opportunità lasciata transitare dalla Serie A, che ha dato rinnovata prova della propria pigrizia nei confronti del prodotto Serie B.
Il discorso già accennato, quello dell’attenzione che la massima serie si ostina nel non riservare alla sorella minore, che ha trovato in Zanon l’ennesima prova. Dopo due simili annate, in cui Zanon ha distribuito sgroppate, personalità, qualità nelle scelte, una capacità atletica invidiabile e un piacevolissimo equilibrio nel saper gestire il momento, la naturale conseguenza avrebbe dovuto essere l’approdo in Serie A.
Così non è stato. Nessun club posto al vertice del nostro – superficiale - calcio ha ritenuto opportuno investire 1.8 milioni di euro, cosa che farà il Pisa. Non c’è stata alcuna compagine che ha realmente preso la portata dei quattro gol e dei sette assist (in aggiunta, a bene ribadirlo, al ventaglio di caratteristiche poco fa elencate) messi a referto nell’annata passata.
La considerazione conclusiva, dunque, è la seguente: in virtù dei noti, inflazionati e vacui discorsi circa la necessità di dover portare a nuova fioritura il prodotto interno del calcio italiano, com’è possibile credere nei proclami – e non nelle proposte, perché anche su questo siamo ancora allo stato gassoso – che popolano ogni mezzo di comunicazione? La verità – unica e inscalfibile – oggi è ancora questa: lo scopo non è la valorizzazione, ma fingere sonni profondi mentre, nel frattempo, i propositi si dirigono altrove, possibilmente su strade che puntano verso interessi di bottega. Complimenti al Pisa, unico attore che esce col sorriso da questa storia.







































