Inter News 24
·17 April 2026
Filippo Serantoni e la rinascita nerazzurra: la straordinaria storia del bomber che ha sconfitto il destino dopo l’incidente

In partnership with
Yahoo sportsInter News 24
·17 April 2026

“Se uno scoglio non può arginare il mare, figuriamoci i sogni di un ragazzo di 15 anni, pieno di passione e talento.” Con queste esatte parole, Luigi Garlando introduce sulle pagine de La Gazzetta dello Sport la straordinaria parabola di Filippo Serantoni, giovane promessa del vivaio dell’Inter. Una storia di terrore, speranza e rinascita.
Tutto ha inizio in una cornice estiva che si trasforma improvvisamente in incubo. È il 23 luglio 2025 e Filippo si trova a Cala Moresca, ad Arbatax, in Sardegna. Un tuffo, una scalata sugli scogli e poi la tragica caduta. La diagnosi medica, arrivata dopo il trasporto d’urgenza in elicottero all’ospedale di Nuoro, gela il sangue dei genitori: “Frattura infossata con emorragia cerebrale”. In quelle ore drammatiche, il ritorno al calcio giocato è l’ultimo dei pensieri.
Eppure, Filippo non è un ragazzo qualsiasi. Classe 2010, bergamasco, è il centravanti dell’Inter Under 15. Un talento cristallino reduce da due scudetti consecutivi dominati a suon di gol (35 in totale, di cui 3 in finale), descritto magistralmente da Garlando come “Alto, secco, tecnico, rapace: un giovane Spillo col fiuto di Pippo Inzaghi”. Un predestinato puro.
La vera forza di Filippo, però, si manifesta fuori dal campo. Dopo 17 giorni di degenza, il ragazzo inizia a rimontare la china. Dapprima ottiene una “idoneità non agonistica” che gli permette di tornare a respirare l’erba con i compagni dell’Under 16. Poi, il 17 marzo, il via libera definitivo del neurochirurgo: può tornare a giocare, a patto di indossare un caschetto protettivo.
L’Inter lo riabbraccia ad Appiano Gentile, dove incontra il totem dell’attacco, Lautaro Martinez, e soprattutto Cristian Chivu. L’ex difensore, che conosce bene il peso e il significato di quel caschetto, gli regala un consiglio indimenticabile: «Non guardarti più indietro. Sorridi e vivi il sogno. E tagliati il caschetto sulle orecchie, così ascolti meglio…».
L’epilogo di questa favola si materializza di domenica, alla prima convocazione contro il Südtirol. Filippo si alza dalla panchina e lascia subito il segno: prima un palo, poi il gol. Il trionfo finale de “La vita, 263 giorni dopo lo scoglio. Che non può arginare i sogni”.
Live









































