🤩 Frosinone, Palmisani: "Non pensavo di fare il titolare, ora sono pronto per la Serie A" | OneFootball

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·22 May 2026

🤩 Frosinone, Palmisani: "Non pensavo di fare il titolare, ora sono pronto per la Serie A"

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Il portiere del Frosinone Lorenzo Palmisani si è raccontato in un'intervista rilasciata per il programma I Fatti Vostri in onda su Rai 2. Ecco le sue parole, riprese da TMW.

Genesi della favola

Che significato ha avuto per te la promozione con il Frosinone?“Un’emozione indescrivibile. Per me che sono nato lì, cresciuto lì e ho tutti i miei amici lì, è qualcosa di bellissimo. Io andavo sempre allo stadio e ho sempre assistito dagli spalti”.


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Com’è nato il tuo legame con il Frosinone?“A casa tifavano la Juventus. Ho iniziato a tifare Frosinone perché vedevo che tutti i miei amici lo tifavano, poi mi sono fatto condizionare e in quell’anno lì la squadra stava facendo bene. Ho sempre chiesto a mio padre di portarmi allo stadio, così mi fece subito l’abbonamento. Sono sempre andato ed è stato bellissimo vivere quell’atmosfera”.

Da bambino ti immaginavi già in porta?“No, assolutamente. Facevo nuoto, suonavo anche la chitarra nel tempo libero e giocavo a calcio in una squadra vicino casa, ma da centrocampista. Fare il portiere non mi piaceva proprio. Poi un giorno, durante un’amichevole proprio contro il Frosinone, il nostro portiere si fece male e serviva qualcuno che andasse in porta. Io non volevo, poi alla fine dissi: ‘Ok, vado io’. Feci bene, sinceramente senza sapere neanche come. Da lì il Frosinone chiamò i miei genitori e chiese di farmi provare come portiere. Non avevo nemmeno i guanti”.

Una stagione da urlo

Cosa hai provato al debutto in prima squadra?“Un’emozione bellissima, che non mi aspettavo. Quando ho indossato quella maglia ho avuto i brividi. Poi il momento più bello è stato tornare a casa con la maglia addosso e vedere i miei genitori emozionati: ricordo ancora mia madre in lacrime. È stato speciale per tutta la famiglia”.

Ti aspettavi di avere così tanto spazio in questa stagione?“No, ero partito per fare il secondo e il mio obiettivo era restare qui e aiutare la squadra. Poi in Coppa Italia il portiere arrivato per fare il titolare si fece male e io mi sono fatto trovare pronto. Il mister mi ha dato fiducia. All’inizio avevo tanta ansia perché era il mio primo campionato e non sapevo bene come gestire le pressioni. In più sentivo il peso di essere ciociaro, nato lì, e quindi la responsabilità era ancora maggiore”.

Quanto ti ha condizionato questa pressione?“All’inizio tanto, senza dubbio. Però i tifosi mi hanno aiutato a crescere, mi hanno fatto diventare quello che magari prima non ero, soprattutto come uomo, spingendomi a dare sempre il massimo”.

Che effetto ti fa sentire i tifosi cantare il tuo nome?“È bellissimo. Ogni volta chiedo ai miei genitori di farmi dei video dagli spalti, perché noi da sotto il tunnel non sentiamo bene. Quando poi li riguardo mi emoziono, perché penso che fino a poco tempo fa ero io lì sopra, in tribuna, a urlare”.

Quanto è stato complicato il periodo lontano da casa?“Abbastanza duro. Le mie prime esperienze sono state in Serie C, a Olbia, quindi completamente lontano da casa, su un’isola. Io ero sempre stato abituato a vivere con la mia famiglia e all’improvviso mi sono ritrovato da solo, in un posto nuovo, per di più senza giocare. Non è stato semplice, ma la mia famiglia, anche a distanza, mi è sempre stata vicina e mi ha aiutato tantissimo. Grazie a loro sono riuscito a superare quel momento e poi a togliermi delle soddisfazioni”.

Con quale spirito guardi alla prossima stagione?“Sono carico e mi sento pronto. Se a inizio anno magari non avevo quella consapevolezza, oggi conosco meglio le mie qualità e voglio metterle in mostra”.

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