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·11 January 2026

Gasp da Champions: Koné più Soulé, Sassuolo steso

Article image:Gasp da Champions: Koné più Soulé, Sassuolo steso

LA GAZZETTA DELLO SPORT (Elisabetta Esposito) – L’immagine che rende meglio quello che è successo ieri all’Olimpico è il bacio che Gian Piero Gasperini rifila a Wesley dopo il gol dell’1-0 di Koné. La Roma vince anche contro il Sassuolo, interrompendo quella curiosa serie di una vinta e una persa che andava avanti da sei giornate. I giallorossi vanno così a dormire al secondo posto col Milan, che però ha due partite in meno. Un successo arrivato tra mille difficoltà, che esalta Matias Soulé – gol e assist – e che mostra che questa squadra ha anche carattere. Anche i neroverdi hanno fatto bene, soprattutto prima che prevalesse la stanchezza e iniziassero a piovere errori. Grosso ha davvero poco da recriminare.

Entrambe le squadre avevano una lista di indisponibili lunga come le letterine dei bambini a Babbo Natale e infatti in panchina era pieno di ragazzini della Primavera. Gasp preferisce Ghilardi Ziolkowski, una scelta che ha forse rimpianto a più riprese, visto che da un errore dell’ex Verona arriva la prima bella occasione del Sassuolo con Laurienté. Senza la prontezza di Svilar e la mira decisamente rivedibile ancora di Laurienté probabilmente avremmo commentato un’altra partita. Tuttavia, i possibili rimpianti si cancellano quando una sua azione sulla destra innesca, complice il tocco di El Shaarawy, la rete del 2-0 di Koné.


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Alla fine le scelte del tecnico giallorosso si sono dimostrate giuste. Compresa quella di inserire Wesley nella ripresa per Tsimikas. È lui, infatti, a recuperare il pallone da cui parte l’1-0, quello con cross di Soulé e testa di Koné che segna per la seconda partita consecutiva all’Olimpico. Scelte ridotte ma azzeccate anche per Fabio Grosso, con un KonéIsmael, gigantesco, un Laurienté che contro la Roma fa sempre il suo e un Matic che probabilmente qualche tifoso giallorosso ha rimpianto anche ieri. Il Sassuolo è solido, per 70 minuti ha tenuto bene il campo senza mai sfigurare di fronte a una squadra che oggi ha 16 punti in più.

Nel primo tempo la Roma fa molto meno del previsto, troppe imprecisioni, poca struttura e la squalifica di Cristante che pesa come un piombo. Le soluzioni arrivano, le occasioni pure, ma la gara ha tutta l’aria di essere la classica partitaccia, quella difficile da sbloccare, quella che magari non si sblocca e che finisce con quel pareggio che la Roma non registra da 26 incontri. L’immagine di Ferguson indolenzito stride in particolare con quella di Paulo Dybala, anni 32, che nonostante un pestone all’inizio del secondo tempo non molla mai. La voglia di giocare e aiutare è evidente, regala anche colpi da circoletto rosso, e al 91′ è ancora in area a cercare di trovare spazi per tirare. Al netto di qualche errore resta un esempio. Gli aspetti positivi della potenziale partitaccia sono tanti. E Gasperini lo sa.

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