Gastaldello, dichiarazioni fortissime: «La mia Samp arrivò in Serie A. Futuro in società? Ci fosse l’opportunità non potrei che esserne felice…» | OneFootball

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·20 February 2026

Gastaldello, dichiarazioni fortissime: «La mia Samp arrivò in Serie A. Futuro in società? Ci fosse l’opportunità non potrei che esserne felice…»

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Gastaldello, ex difensore centrale e capitano della Sampdoria, ha svelato il proprio punto di vista sull’attualità blucerchiata: le parole

In un’intervista rilasciata a Telenord, Daniele Gastaldello, ex capitano della Sampdoria, ha ripercorso la sua esperienza con la squadra blucerchiata e ha analizzato l’attuale stagione dei blucerchiati dapprima guidati da Donati e poi da Gregucci, tra alti e bassi. L’ex difensore ha parlato anche del percorso che portò la squadra alla promozione in Serie A, dopo un avvio difficile.


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CAMBIO DI MARCIA – «Questo cambio di marcia non è avvenuto in maniera immotivata. Nel corso del mercato, infatti, sono stati acquistati tanti buoni giocatori che hanno migliorato l’organico sia a livello tecnico che caratteriale. La Serie B, però, è un campionato difficile, in cui si fa presto a salire, ma anche a scendere. Bisogna restare sul pezzo, mantenere alta la concentrazione, e proseguire secondo quei presupposti che hanno consentito di togliersi da quella scomoda posizione di classifica.»

FUTURO E OBIETTIVI – «Dal mio punto di vista è più giusto guardarsi alle spalle, ma bisogna ragionare partita per partita, consapevoli che la squadra possiede le potenzialità per giocarsela con tutti. Non è il momento di fare calcoli, ma solo di lavorare duro per cercare di ottenere il maggior numero di vittorie possibile. Una volta arrivati ad aprile, si guarderà la classifica per capire quale potrà essere l’obiettivo più perseguibile.»

ANALOGIE TRA IL PASSATO E IL PRESENTE – «Beh, le analogie ci sono, ma non amo fare paragoni. Di sicuro, prima di gennaio, anche in quella stagione il margine sulla zona retrocessione era esiguo, e come questa volta, anche allora l’organico venne rafforzato in maniera massiccia nel mercato di riparazione. L’analogia è costituita soprattutto dal profilo del campionato di Serie B, ovvero una categoria che ti concede sempre una seconda possibilità e che ti può rimettere in pista anche quando tutto sembra finito, così come far sprofondare se ti senti troppo presto al sicuro da brutte sorprese. In quell’annata fummo bravi a cavalcare l’onda, per la Samp attuale, invece, mi limito a dire che da ora in poi ha il destino nelle sue mani.»

INIZIO DELLA STAGIONE DIFFICILE – «Sì, e fu proprio quell’anno di Serie B con la Sampdoria. Un organico che, con tutto il rispetto, ritengo fosse più forte di quello che possiedono ora i blucerchiati. Ma facemmo molta fatica, attraversammo momenti difficili, per poi venirne fuori anche grazie a quella piccola rivoluzione che ci portò tanta qualità. Io non so il motivo per cui la Samp sia partita così male, lo sa solo chi è all’interno, e anche se ognuno è lecito si faccia le proprie opinioni, preferisco tenermele per me perché potrebbero non corrispondere alla realtà. Una cosa, però, mi sento di dirla, è sempre sbagliato esprimere un giudizio relativo a un singolo momento, positivo o negativo che sia: per avere un’idea più globale è necessario valutare e analizzare la situazione nel suo complesso.»

RAPPORTO CON I COMPAGNI – «Pozzi, Gregucci, Lombardo e Foti, per motivi diversi, hanno tutti la Samp nel cuore. La scelta, a livello tecnico, è stata proprio quella di affidarsi a persone che conoscono e amano l’ambiente, e ritengo sia stata azzeccata. Dimostrano l’attaccamento ai colori e ci stanno mettendo l’anima per ottenere il massimo, e questo è quello che ci voleva in questo momento.»

INCONTRO CON I GIOVANI – «Ho mandato un messaggio di in bocca al lupo quando sono stati ingaggiati, promettendogli che non appena la Samp fosse stata fuori dalla lotta salvezza sarei andato a trovarli. È una promessa che manterrò. Al momento mi sono limitato ad andare ad assistere a Sampdoria – Padova da semplice spettatore.»

FUTURO NELLO STAFF – «Mai dire mai, se ci fosse l’opportunità non potrei che esserne felice, anche se al momento sono più proiettato a lavorare con i giovani. Ho creato una società dilettantistica e mi occupo di stage sia invernali che estivi. Ma alla Sampdoria non si potrebbe proprio dire di no.»

L’intervista si conclude con un Gastaldello aperto a un futuro con la Sampdoria, ma più concentrato attualmente sul suo lavoro con i giovani, sempre pronto a tornare nel cuore della squadra che gli ha dato tanto.

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