Zerocinquantuno
·15 January 2026
Il Bologna si fa due gol da solo ma ne segna tre splendidi e torna a vincere: timbrano Orsolini, Odgaard e Castro, Verona sbancata 3-2

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·15 January 2026

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L’Europa è lì, lontana 7 punti, in una casella occupata da quel Como che solo pochi giorni fa ha faticato tremendamente a ottenere un punto contro i rossoblù. La scalata non sarà facile, perché le avversarie sono attrezzate e corrono, ma nonostante i recenti passi falsi il Bologna è ancora in corsa e vuole accorciare le distanze da chi lo precede. Italiano ha appena saputo che dalle prossime gare avrà a disposizione un nuovo centrale, il norvegese Eivin Helland, appena acquistato dal Brann per 6 milioni di euro più 2 di bonus. Stasera al Bentegodi, però, la sua difesa è composta dal confermato Ravaglia (il redivivo Skorupski riparte dalla panchina) e da una linea che comprende Holm, Vitik, Heggem e Miranda; si torna al 4-2-3-1, e ai mediani Freuler e Pobega è assegnato il compito di legare il gioco, mentre agli attaccanti Dominguez, Odgaard, Orsolini e Castro spetta quello di far male alla retroguardia avversaria. Il Verona di Zanetti, desideroso di togliersi dai bassifondi della classifica, conferma invece il suo 3-5-2 che in fase di non possesso somiglia più ad un 4-4-2, e affida le sue speranze in particolare ai contropiedi orchestrati dal dinamico e fisico tandem offensivo Sarr-Orban.
I primi minuti sono interlocutori. I difensori del BFC sono gli unici giocatori non pressati e fraseggiano tra loro alla ricerca di spazi, Miranda arriva un paio di volte al cross ma nessuno concretizza. Al 13′ i felsinei battono una pericolosa punizione sul lato corto dell’area veronese, la spendono malissimo cercando uno schema mal riuscito anziché il traversone nel mezzo e consentono agli avversari di ribaltare il fronte: Heggem e compagni in vantaggio numerico, ma Holm si fa attrarre dal pallone e raddoppia su Bernede, lasciando completamente da solo Orban, che dal limite dell’area prende la mira e buca Ravaglia siglando l’1-0. A quel punto gli ospiti si scuotono, al 21′ ottengono un piazzato simile a quello precedente e cercando ancora di giocare la sfera, ma stavolta Orsolini riesce ad arrivare al tiro dalla sua zolla preferita e sfodera un meraviglioso mancino che si insacca all’incrocio per l’1-1. Ottenuto il pareggio, i ragazzi di Italiano continuano a spingere e Castro gira in porta un sinistro comodo per le mani di Montipò. Dall’altra parte l’Hellas sfonda sulla corsia di Bradaric, Orban stavolta viene cercato con un suggerimento alto ma il suo potente colpo di testa termina fuori.
Prima della mezzora il Bologna completa la rimonta. È il 29′ quando Miranda innesca alla grande un vivacissimo Dominguez ancora sul lato corto, l’argentino serve coi giri giusti Odgaard a rimorchio e il danese, dai venti metri, valorizza la scelta del fantasista con una stoccata in buca d’angolo che vale il suo quarto gol in campionato e soprattutto l’1-2. Il Bologna non è sazio e non lo è nemmeno Orsolini, che tenta ancora di ferire il Verona con un corner velenoso che attraversa tutto lo specchio della porta e poi con un altro dei suoi tiri a giro, che però si spegne sul fondo. Al 43′ Freuler cerca l’inserimento di Odgaard, il suo lancio viene respinto e Pobega è bravo a crederci, vincendo un duello aereo e riuscendo a direzionare la sponda verso Castro; l’argentino, appena dentro l’area, lascia rimbalzare la palla e poi scarica un controbalzo che sbatte sulla parte bassa della traversa ed entra in porta: 1-3 e vantaggio legittimato. Il Verona comunque ha carattere, si rituffa subito in avanti e Orban impegna Ravaglia con un coraggioso diagonale. Il primo tempo non ha altro da dire, le due squadre vanno a riposarsi e quando escono dagli spogliatoi c’è la novità del danese Slotsager, all’esordio in Serie A, al posto dell’ammonito Nuñez.
Passano pochi minuti della ripresa e Zanetti cambia ulteriormente volto alla sua formazione, affidandosi all’esperienza di Gagliardini e alla verve di Giovane. La frazione resta bruttina malgrado i volti nuovi, con gli scaligeri che si sforzano di fare gioco perché sono sotto nel punteggio e i rossoblù che tentano qualche sortita ma senza forzare. Dopo una rovesciata di Sarr, scenografica ma molto lontana dallo specchio, al 21′ anche per il BFC è il momento di cambiare qualcosa: Moro e Immobile entrano sul terreno di gioco e permettono a Pobega e Castro di risparmiare energie in vista della Fiorentina. Al 26′, però, una seconda lettura sbagliata su un contropiede costa ai felsinei il gol del 2-3: Orban è libero di correre sulla destra, nessuno accorcia su di lui e anche Freuler opta per andare a riempire un’area già ben sorvegliata; sfortuna vuole, per lo svizzero (tra i migliori) e l’intera squadra, che sia proprio lui a deviare alle spalle di Ravaglia il cross dello stesso Orban, riaprendo una partita che era già stata messa in modalità gestione. I padroni di casa ora ci credono, al 32′ conquistano un calcio d’angolo e il pallone vagante che rimane nell’area piccola costringe Ravaglia ad una superlativa uscita bassa su zampata di Sarr.
Al 35′ Zortea e Ferguson fanno sedere Holm (autore di una prova a dir poco rivedibile) e Odgaard, il match entra nella fase conclusiva e ogni possesso scotta. Gli ospiti rivedono i fantasmi di una gara sinistramente simile, per imprevedibilità ed episodi, a Bologna-Verona della scorsa stagione, terminata 2-3 a causa di una goffa autorete di Castro sul finale. Questa volta, però, per il gruppo di Italiano arriva il lieto fine. Tre punti pesantissimi su un campo difficile per chiunque, senza nemmeno il sostegno del proprio tifo: il BFC ritrova un successo che in campionato mancava addirittura dal 22 novembre contro l’Udinese (anche allora si giocava in trasferta e i gol segnati erano stati 3). Scalata una posizione in classifica ai danni della Lazio, il BFC si porta all’ottavo posto e deve ora aspettare Como-Milan per sapere se la distanza con le posizioni che valgono l’Europa si sarà accorciata. La vittoria di oggi, in ogni caso, è ossigeno puro. E sarebbe bellissimo se fosse la prima di una nuova striscia positiva ed esaltante.
HELLAS VERONA-BOLOGNA 2-3
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nuñez (1′ st Slotsager), Nelsson, Valentini; Niasse (31′ st Cham), Serdar (7′ st Giovane), Al-Musrati (8′ st Gagliardini), Bernede, Bradaric; Sarr (38′ st Mosquera), Orban. A disp.: Perilli, Toniolo, Ebosse, Oyegoke, Harroui, Tomich. All.: Zanetti
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm (35′ st Zortea), Vitik, Heggem, Miranda; Freuler, Pobega (21′ st Moro); Orsolini (45′ st Fabbian), Odgaard (35′ st Ferguson), Dominguez; Castro (21′ st Immobile). A disp.: Pessina, Skorupski, Casale, De Silvestri, Lykogiannis, Zortea, Sulemana, Dallinga, Rowe. All.: Italiano









































