Calcio e Finanza
·9 April 2026
Il crollo di 777 Partners mette nei guai A-CAP, tra svendita di asset e nodi aperti nel calcio

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·9 April 2026

Il crollo di 777 Partners – fondo ex proprietario del Genoa – continua a produrre effetti a catena sul sistema finanziario e sportivo costruito negli ultimi anni dal gruppo americano. Le ripercussioni stanno coinvolgendo anche A-CAP, uno dei principali creditori della società, oggi alle prese con difficoltà economiche, problemi reputazionali e nuove questioni giudiziarie.
Una recente analisi pubblicata dal sito investigativo norvegese Josimar ha ricostruito il quadro attuale: una combinazione di indagini penali negli Stati Uniti, pressioni finanziarie sul gruppo assicurativo e una progressiva dismissione degli asset, inclusi diversi club calcistici che ricadevano in precedenza sotto l’ombrello di 777.
Le vicende giudiziarie che coinvolgono l’ex vertice di 777 Partners restano uno dei punti centrali della crisi. Il United States Department of Justice ha incriminato il fondatore della società Josh Wander e l’ex direttore finanziario Damien Alfalla per il loro ruolo in «uno schema volto a frodare finanziatori e investitori per oltre 500 milioni di dollari».
Il collasso finanziario del gruppo ha trascinato nella crisi anche A-CAP, che aveva rapporti finanziari molto stretti con 777 Partners.
A gennaio due compagnie di assicurazione sulla vita controllate da A-CAP sono state declassate dall’agenzia di rating AM Best e poste sotto osservazione con outlook negativo: Il downgrade — un raro triplo declassamento da Good a Fair — ha evidenziato:
AM Best ha inoltre segnalato l’«elevato profilo di rischio» legato ai rapporti di riassicurazione della società e alla presenza di asset i cui flussi di cassa non corrispondono alle passività assicurative. A pesare è anche il danno reputazionale derivante da decisioni regolatorie rese pubbliche. In particolare, un documento del Dipartimento assicurativo dello Utah ha sostenuto che alcune compagnie del gruppo A-CAP risultavano di fatto insolventi proprio a causa dei rapporti con 777 Partners.
Sotto pressione per rafforzare il capitale, A-CAP ha iniziato a dismettere diversi asset. Tra i principali c’è Atlantic Coast Life Insurance Company, una delle stesse compagnie assicurative declassate da AM Best. Il potenziale acquirente è il fondo di private equity Oaktree Capital Management, azionista di maggioranza dell’Inter.
Il 13 marzo Oaktree ha firmato un accordo per acquisire una quota di controllo di Atlantic Coast e fornire supporto patrimoniale a un’altra compagnia assicurativa del gruppo, Sentinel Security Life Insurance Company. L’operazione non potrà però essere completata senza l’approvazione delle autorità assicurative statali e senza che A-CAP realizzi una serie di operazioni di ristrutturazione.
Un’altra cessione riguarda Prodigy Health, società legata ad A-CAP. A gennaio la società di distribuzione farmaceutica Morris & Dickson ne ha completato l’acquisizione in un’operazione che, secondo quanto riportato da Josimar, non ha comportato alcun pagamento in contanti.
In cambio dell’assunzione del controllo della società in perdita, i debiti di Prodigy Health — circa 60 milioni di dollari — verranno cancellati. A-CAP era tra gli investitori della società e aveva nominato tre dirigenti nel suo consiglio di amministrazione.
La strategia di dismissione riguarda anche il portafoglio calcistico ereditato da 777 Partners. Il club australiano Melbourne Victory è stato ceduto oltre un anno fa senza alcun corrispettivo economico.
Situazione diversa per lo Standard Liegi, nominalmente acquistato da un consorzio di investitori locali introdotti da A-CAP con l’obiettivo di trovare un acquirente definitivo. Finora però nessun investitore si è fatto avanti, complice la difficile situazione finanziaria del club. Negli ultimi dodici mesi la situazione economica dello Standard è migliorata solo parzialmente: le perdite e i debiti ammontano ancora rispettivamente a circa 13 milioni e 27,8 milioni di euro.
In Brasile resta complessa anche la situazione del Vasco da Gama. A-CAP controlla il 31% del club, ma un ulteriore 39% — che 777 Partners aveva promesso di acquistare — è oggi al centro di una controversia legale. Un tribunale di Rio de Janeiro ha congelato quelle quote e le ha poste sotto il controllo del club stesso, che possiede già il restante 30%.
Tra i casi più delicati c’è chiaramente anche quello del Genoa, rilevante sul fronte italiano. Il 5 febbraio scorso il Tribunale di Genova ha confermato il sequestro conservativo delle quote riconducibili ad A-CAP, fino a un valore complessivo di 28,1 milioni di euro. Il provvedimento riguarda tutti i beni, diritti e partecipazioni appartenenti alla società 777 Genoa CFC Holdings.
In precedenza, il 22 dicembre 2025, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Genova aveva archiviato il procedimento per presunta truffa contrattuale e illecita influenza sull’assemblea dei soci nei confronti dell’amministratore delegato del Genoa Andrés Blázquez. Il giudice ha ritenuto che non vi fossero gli estremi dei reati ipotizzati e ha giudicato legittimo l’aumento di capitale del club – che ha portato all’ingresso come socio di maggioranza dell’imprenditore rumeno Dan Sucu –, definendolo una «lecita decisione» presa in un momento di grave crisi finanziaria della società.
Secondo il provvedimento, l’operazione ha consentito al club di rafforzare la propria struttura finanziaria e rispettare gli impegni assunti con l’Agenzia delle Entrate. Contestualmente, tuttavia, il giudice ha disposto la trasmissione degli atti alla Procura affinché valuti l’eventuale sussistenza del reato di falsa dichiarazione da parte di Jill Gettman, chief legal officer di A-CAP, e Paul Mann, managing director della banca d’affari Moelis & Company.
La posizione di Mann assume un peso particolare anche per il ruolo che ricopre nella gestione degli asset calcistici ereditati da 777 Partners. Moelis & Company è infatti la banca d’affari incaricata da A-Cap di seguire la vendita dei club del portafoglio 777, tra cui anche il Genoa. In altre parole, uno dei principali advisor finanziari scelti per gestire la dismissione degli asset calcistici del gruppo è ora sotto esame da parte della Procura italiana per le dichiarazioni rese durante il procedimento.









































