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·6 May 2026
Il fallimento del calcio italiano: I numeri flop in Champions League e la lezione dell’Europa – VIDEO

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Smettetela di mentire a voi stessi. Ho letto e sentito troppi “puristi” storcere il naso davanti al clamoroso 5-4 tra Bayern Monaco e PSG in semifinale di Champions League. “Quello non è calcio”, dicono. “Non sanno difendere”, ripetono. Sapete cosa vi dico io? Che forse avete ragione: quello non è il calcio a cui siamo abituati noi. Quello, molto semplicemente, è il calcio che vince, mentre in Italia siamo rimasti a guardare la TV dal divano.
Lo Spettacolo Europeo contro il Tatticismo della Serie AParliamo di numeri, perché le statistiche non hanno opinioni. Nell’ultima giornata di Serie A, nelle 8 partite giocate nel weekend, ci sono stati appena 10 gol totali. Una miseria. Ben tre pareggi per 0-0. Stiamo assistendo a un mortorio tattico dove la paura di farsi male è infinitamente più grande della voglia di attaccare l’avversario.In Europa si gioca a viso aperto, si corre il rischio, si cerca la rete costantemente. In Italia, al primo gol segnato, ci chiudiamo in una trincea di tatticismi che annoiano e, purtroppo, non pagano più.
I Numeri del Fallimento in Champions LeagueNon venite a parlarmi di “fase difensiva superiore”. I dati dell’ultima Champions League sono una sentenza senza appello. Le nostre squadre – Inter, Juve, Atalanta e Napoli – hanno messo insieme un bilancio clamorosamente negativo: 61 gol fatti e ben 67 subiti.L’Atalanta ne ha incassati 10 dal Bayern in due partite, il Napoli 15 nella prima fase. Sapete cosa significa? Che non è vero che all’estero “non sanno difendere”. La realtà è che quando il ritmo si alza, il nostro castello di carta tattico crolla. Non a caso, quest’anno non abbiamo portato nemmeno una squadra ai quarti di finale.
La Lezione di Spalletti e il Futuro del CalcioAnche Luciano Spalletti lo ha ammesso prima di Juve-Verona: “Il calcio moderno va verso questa decisione di prendersi qualche rischio, non paga mantenere un ordine e un ritmo basso”. Mentre noi celebriamo l’ennesimo 0-0 “tatticamente perfetto”, le big d’Europa ci segnano in faccia e alzano i trofei.
Possiamo continuare a vantarci della nostra storica “scuola difensiva”. Ma finché non capiremo che il coraggio è l’unica via per trionfare, resteremo la periferia del calcio mondiale. Vogliamo la perfezione tattica dello 0-0 o vogliamo tornare a vincere? Oggi le due cose si escludono a vicenda. Facciamocene una ragione.







































