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·21 May 2026
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ottiene 1.000 biglietti a 50 dollari per i Mondiali del 2026

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Il sindaco di New York, Zohran Mamdani, ha ottenuto una rara e significativa concessione dalla FIFA: 1.000 biglietti per le partite dei Mondiali del 2026 al prezzo agevolato di 50 dollari. Scrive il Ney York Times che i tagliandi saranno distribuiti tramite un sorteggio esclusivo riservato ai residenti della città
Questa iniziativa rappresenta l’unico programma di accesso cittadino finora annunciato per il torneo, che si svolgerà in Stati Uniti, Canada e Messico tra giugno e luglio. I biglietti copriranno sette incontri in programma al MetLife Stadium, nel vicino New Jersey (cinque partite della fase a gironi, un sedicesimo e un ottavo di finale), escludendo però la finalissima del 19 luglio. Oltre al costo irrisorio del biglietto, che rappresenta il prezzo più basso sul mercato primario ufficiale, i fortunati acquirenti beneficeranno anche di un viaggio in autobus andata e ritorno gratuito per lo stadio.
La mossa di Mamdani fa seguito a una precisa promessa elettorale. Durante la sua corsa a sindaco, aveva criticato duramente i prezzi proibitivi dei biglietti imposti dalla FIFA, sostenendo che rischiassero di escludere «le stesse persone che rendono questo sport così speciale».
L’accordo è frutto di mesi di negoziati iniziati lo scorso marzo con un incontro diretto tra Mamdani e il presidente della FIFA, Gianni Infantino, presso la City Hall di Manhattan. Nonostante le differenze — Mamdani concentrato sull’accessibilità economica, Infantino celebre per le sue proiezioni sugli 11 miliardi di dollari di ricavi attesi dal torneo —, i due hanno trovato un punto d’incontro parlando di calcio. In quell’occasione, Infantino ha persino videochiamato Arsène Wenger, ex manager dell’Arsenal (squadra di cui Mamdani è grande tifoso) e attuale responsabile dello sviluppo globale della FIFA.
I biglietti a 50 dollari rappresentano un enorme risparmio. A metà aprile, la FIFA aveva fissato i prezzi per i posti equivalenti (Categoria 3) al MetLife Stadium tra i 220 dollari di Norvegia-Senegal e i 355 dollari di Ecuador-Germania, con cifre a salire per le fasi a eliminazione diretta.
L’iniziativa non peserà direttamente sui ricavi della FIFA né sui contribuenti newyorkesi. I biglietti sono stati rilasciati dalla quota originariamente acquistata dal comitato organizzatore congiunto New York-New Jersey, un ente senza scopo di lucro che coprirà i costi tramite sponsorizzazioni e partnership locali. La FIFA, inizialmente scettica per il timore di creare un pericoloso precedente sui mercati di rivendita paralleli, ha infine dato il suo via libera.
Il sorteggio, aperto esclusivamente ai residenti di New York di età superiore ai 15 anni, eviterà il fenomeno del bagarinaggio: i biglietti saranno rigorosamente non trasferibili e verranno consegnati fisicamente ai vincitori solo il giorno della partita, direttamente presso i punti di partenza degli autobus navetta.
Nonostante Mamdani avesse richiesto in campagna elettorale l’abbandono del dynamic pricing e uno sconto del 15% per tutti i residenti (richieste non accolte dalla FIFA), ha scelto un approccio diplomatico. Ha persino contribuito a calmierare i costi dei trasporti verso il New Jersey (passati da ipotesi iniziali di 150 dollari a un round-trip da 20 dollari grazie a una flotta di autobus scolastici elettrici) e ha lanciato il programma Soccer Streets, che trasformerà 50 isolati pedonali vicino alle scuole in mini-campi da calcio e fan zone gratuite.
«Un ragazzino del Bronx, una guardia giurata del Queens o un lavoratore di Brooklyn andranno allo stadio quest’estate perché la loro città ha combattuto per loro», ha dichiarato Maya Handa, responsabile del progetto Mondiali per il sindaco.
L’annuncio ufficiale è previsto ad Harlem, nel cuore della comunità “Little Senegal”. Una scelta dal forte valore simbolico, considerando che la nazionale senegalese (impegnata al MetLife in due partite) dovrà affidarsi al supporto della sua diaspora locale, a causa delle recenti restrizioni sui visti d’ingresso negli Stati Uniti imposte dall’amministrazione Trump.
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