Calcionews24
·28 April 2026
Inchiesta arbitri, il calcio italiano sul cornicione: il punto di Vaciago. Sospetti, tempistiche sospette e un sistema che rischia di crollare oltre le accuse

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Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, analizza sul suo giornale una situazione per la quale il pallone italiano danza pericolosamente sul cornicione. L’inchiesta della Procura di Milano ha generato un clima di totale sospensione: si fa un gran parlare di “arbitri graditi” o “sgraditi” all’Inter, ma al momento mancano le prove schiaccianti per giustificare l’allarme di una nuova Calciopoli.
Non a caso, nel Consiglio Federale di ieri, più di qualcuno ha liquidato l’indagine come una semplice “bolla di sapone”. Serpeggia infatti il velenoso sospetto che le tempistiche degli avvisi di garanzia siano un assist perfetto per giustificare il commissariamento governativo della FIGC in piena campagna elettorale. A raffreddare ulteriormente gli entusiasmi dei giustizialisti è arrivata la precisazione della Procura stessa: i dirigenti dell’Inter non sono indagati.
Destini incrociatiTutti gli occhi sono ora puntati su giovedì, giorno in cui il designatore Gianluca Rocchi (indagato per frode sportiva) è atteso dal pm Ascione, sebbene sia molto probabile che si avvalga della facoltà di non presentarsi. Nel frattempo, le ricostruzioni assumono contorni grotteschi: l’idea che i varisti comunicassero le decisioni tramite un linguaggio dei segni segreto trasforma l’ennesimo dramma sportivo in una classica farsa all’italiana. A complicare il quadro c’è il futuro dello stesso pm Ascione: il CSM lo ha appena designato all’unanimità come nuovo Procuratore europeo delegato a Roma. L’inchiesta andrà avanti in ogni caso, ma il passaggio di consegne potrebbe inevitabilmente mutarne i tempi e l’approccio.
Oltre l’inchiestaCome si sopravvive a questo limbo giudiziario? Evitando sentenze premature, ma soprattutto guardando in faccia la realtà. Tra mancate qualificazioni ai Mondiali, flop europei, crisi economiche e lotte politiche, il nostro calcio rischia di “retrocedere” per intero, indipendentemente dall’esito di questa inchiesta.
Tuttavia, le indagini di Milano indicano chiaramente due punti di partenza ineludibili per la rinascita del movimento:
• La bonifica del settore arbitrale: le gravi falle dell’AIA (dallo scandalo D’Onofrio fino al caso Zappi) sono state ignorate o sottovalutate per troppo tempo dai vertici e dai media.• La riforma della giustizia sportiva: il sistema attuale deve abbandonare la sua severità “alla carta”, smettendo di agire a velocità variabili a seconda di chi finisce sul banco degli imputati.
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