Juventusnews24
·5 May 2026
Inchiesta arbitri, possibile nuova svolta: convocato in Procura Andrea Butti, responsabile calendari della Serie A

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·5 May 2026

L’universo del calcio italiano torna a tremare mentre l’inchiesta arbitri coordinata dalla Procura di Milano accelera bruscamente, spostando il focus investigativo dai campi di gioco agli uffici direzionali della Lega Serie A.
Il pubblico ministero Maurizio Ascione sta delineando una nuova strategia per fare luce sui rapporti tra i vertici arbitrali e le istituzioni calcistiche. Il nome di spicco in questa fase è quello di Andrea Butti, attuale responsabile dell’Ufficio Competizioni della Lega Serie A. Butti è stato ufficialmente convocato dagli inquirenti e il suo faccia a faccia con il PM dovrebbe avvenire a stretto giro. Al contrario, figure di rappresentanza come l’amministratore delegato Luigi De Siervo non risultano, al momento, coinvolte nell’agenda delle audizioni.
Perché la magistratura ha puntato i riflettori su Butti? La ragione risiede nell’operatività quotidiana del suo incarico. All’interno dell’inchiesta arbitri, è fondamentale capire come siano stati gestiti i flussi comunicativi tra Lega e designatori.
L’attenzione della Procura milanese non si ferma alla Lega. Il perimetro delle indagini si sta allargando agli addetti arbitrali dei club, figure chiave che fungono da ponte tra le società e la classe arbitrale. In questo contesto, l’inchiesta arbitri potrebbe presto toccare profili come quello di Giorgio Schenone, referee manager dell’Inter.
Il nome di Schenone emerge indirettamente da alcune intercettazioni telefoniche intercorse tra Rocchi e Andrea Gervasoni, nelle quali si faceva riferimento a un tale “Giorgio” in merito alla scelta dei fischietti per match delicati come il derby di Coppa Italia o la sfida contro il Bologna. L’obiettivo degli inquirenti è ora quello di ricostruire con precisione millimetrica l’intero quadro dei rapporti e delle comunicazioni, verificando se esistano state pressioni o se i contatti siano rimasti nell’alveo della normale collaborazione professionale. Le prossime settimane saranno determinanti per definire i contorni di una vicenda che minaccia di scuotere le fondamenta del sistema calcio.







































