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Inter News 24

·7 July 2026

Inchiesta Procura di Milano, sentiti Rocchi, Zappi e Trentalange: si valuta tra archiviazione e processo

Article image:Inchiesta Procura di Milano, sentiti Rocchi, Zappi e Trentalange: si valuta tra archiviazione e processo

Proseguono gli accertamenti dei magistrati: l’indagine è nella fase conclusiva: sentiti Rocchi, Zappi e Trentalange. Le ultime

L’inchiesta della Procura di Milano è entrata nella sua fase decisiva. Secondo quanto riferito dall’AGI, nei giorni scorsi sono stati ascoltati l’ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi e gli ex presidenti dell’AIA Antonio Zappi e Alfredo Trentalange, nell’ambito degli ultimi approfondimenti disposti dai magistrati.


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Le audizioni sarebbero avvenute nel massimo riserbo, dopo le numerose testimonianze raccolte nelle scorse settimane presso il Palazzo di Giustizia di Milano. Gli inquirenti stanno ora valutando i prossimi passi dell’indagine, decidendo se procedere con una richiesta di archiviazione oppure concludere gli accertamenti in vista di un eventuale processo.

Per Rocchi si è trattato del primo interrogatorio dopo aver scelto, lo scorso 30 aprile, di non presentarsi all’invito a comparire firmato dal pubblico ministero Maurizio Ascione.

Antonio Zappi, nel frattempo decaduto dalla presidenza dell’Associazione Italiana Arbitri dopo la sanzione di 13 mesi di inibizione inflitta dalla giustizia sportiva, è stato ascoltato per la seconda volta in qualità di testimone, dopo una prima audizione avvenuta all’inizio di maggio.

Anche Alfredo Trentalange, ex arbitro ed ex presidente dell’AIA, ha reso dichiarazioni come testimone nel corso degli ultimi accertamenti.

Nelle ultime settimane il procuratore Maurizio Ascione è stato affiancato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, su disposizione del procuratore capo Marcello Viola, a conferma della rilevanza dell’indagine.

Secondo quanto emerge da fonti qualificate citate dall’AGI, l’ipotesi dell’archiviazione appare al momento quella più probabile, anche se all’interno della Procura sarebbero ancora in corso valutazioni e confronti. Non sarebbe infatti stata raggiunta una posizione univoca tra i magistrati, motivo per cui la decisione definitiva non è ancora stata presa.

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