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·29 March 2026
Isaksen vuole tutto: il Mondiale può far lievitare il suo valore

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Come riportato da Il Messaggero, doppietta nello spazio di un minuto per chiudere i conti contro la Macedonia del Nord. Adesso manca l’ultimo passo in Repubblica Ceca. Di nuovo titolare per essere ancora decisivo, per cercare di trascinare la Danimarca al Mondiale. Gustav Isaksen si conferma un profilo internazionale: sta vivendo il suo periodo migliore. Un idolo in Patria, soprattutto dopo i due gol che hanno messo in cassaforte il risultato facendo respirare i compagni che già immaginavano un assalto macedone nel secondo tempo. Non c’è stato, merito dell’esterno biancoceleste (statuetta di migliore in campo) che non solo ha timbrato in due occasioni, ma è stato quello che ha calciato più volte verso la porta avversaria (cinque, nello specchio tre). Un demone sceso in terra. E dalle parti di Formello si gongola, perché avere un giocatore così in forma nel momento determinante della stagione potrebbe essere un fattore, soprattutto se tra due giorni i danesi dovessero completare l’opera staccando il pass per la manifestazione estiva che tutti sognano di giocare prima o poi nella vita. L’entusiasmo sarebbe alle stelle. Linfa vitale per gli ultimi due mesi al massimo che servono a Sarri per chiudere al meglio l’annata. E chissà, magari pure con un trofeo che cambierebbe il modo di vedere il futuro. Non solo la soddisfazione della Coppa Italia, ma pure la qualificazione all’Europa League. Dopo una stagione del genere sarebbe magia pura.
Isaksen è il capocannoniere della squadra con 4 gol in campionato. Alcuni pesantissimi. Rispettivamente contro Atalanta e Milan ha costretto Palladino a togliere dal campo Ahanor e ha bullizzato Estupinian riportando con i piedi sulla terra il terzino che volava dopo il centro decisivo nel derby milanese. Con la maglia della Danimarca i numeri sono impressionanti: nelle 15 da titolare con l’Under 21 ha messo a referto 6 gol e 3 assist; nelle 25 dal primo minuto con la nazionale maggiore ha collezionato 12 gol e 4 servizi decisivi: la media dice che colpisce una volta ogni due partite, statistiche lontane da quelle capitoline, purtroppo. In questo caso (113 apparizioni e 13 gol) esulta ogni 810 minuti. Il problema è sempre stato lo stesso, noto a tutti: la continuità. Anche se quest’anno pare essere meno evidente rispetto al passato. Sì, vero, ogni tanto durante la partita si perde, non si capisce se sia in campo o meno, si nasconde. Ma succede in occasioni più sporadiche rispetto all’abitudine che tutti ormai si erano fatti. La cura Sarri, che gli ha dato il giusto quantitativo di carota non disegnando il bastone, funziona.

Isaksen - Fraioli
Arrivato nell’estate del 2023 per poco meno di 14 milioni di euro, qualora Isaksen dovesse mettersi in mostra al Mondiale (a Formello sperano possa succedere) il prezzo del cartellino potrebbe lievitare. L’obiettivo sarebbe di cederlo - nel caso - per non meno di 40 milioni (se riesci a vendere Castellanos a quasi 30 tutto è possibile) e piazzare l’ennesima plusvalenza da capo- giro: davanti ai soldi, se sono tanti, di incedibili non ne esistono da nessuna parte, figuriamoci dentro la Lazio che ha messo sempre in primo piano la stabilità economica che tutto il resto. E se dovesse anche il prossimo anno rimanere a disposizione del Comandante o chi per lui? Zero problemi, Gustavo (il nome italianizzato usato dentro lo spogliatoio) ha ancora margini di miglioramento ed è uno sul quale si può fare sicuro affidamento. Ma come successo per il Taty e per Guendouzi, gli ultimi due pezzi pregiati da poco salutati, se arrivassero delle proposte verrebbero ascoltate. È la vita dei laziali.
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