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·5 April 2025
Jeda: «Il Cagliari ha dimostrato una solidità fondamentale, Nicola andrebbe riconfermato. E sul mercato estivo…» – ESCLUSIVA

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Jedaias Capucho Neves, ex attaccante del Cagliari meglio noto come Jeda, ha avuto un trascorso in Sardegna dal 2008 al 2010. Con la maglia rossoblù all’epoca ha collezionato 91 presenze, messo a segno 22 gol e fornito 9 assist. In vista dello scontro delicato che attende la sua ex squadra ad Empoli, è intervenuto ai microfoni di CagliariNews24. Molteplici i temi trattati, dalla lotta salvezza alle riflessioni in merito alla corsa scudetto e molto altro! Vi proponiamo le sue dichiarazioni:
Il Cagliari sarà alle prese con la gara cruciale contro l’Empoli in programma domenica. E’ una partita di un certo spessore. Secondo lei quale compagine avrà la meglio? Pensa che i ragazzi di D’Aversa possano attuare la svolta proprio contro i sardi?
«Io mi auguro assolutamente di no, ma credo che possiamo definire la partita “crocevia” per il Cagliari, quella più importante in questo momento che possa definire un po’ quello che può essere il discorso salvezza. Una buona fetta di essa passa da questa partita perché il Cagliari oltre che a trovare una diretta concorrente, trova anche una squadra molto tosta, valida che non va, non dico sottovalutata, perché il Cagliari non lo farebbe mai a sottovalutare. E’ una partita che deve considerare veramente come una finale di campionato».
La lotta salvezza tendenzialmente si presenta sempre travagliata, ma al contempo è in grado di regalare dei colpi di scena. Quali sono secondo lei le squadre che riusciranno in tale impresa?
«Diciamo che in questo momento guardando la classifica credo che corrisponda molto ai valori di quelli che sono perché secondo me sotto, a parte il Monza, però tutte le altre se la giocano e si equivalgono. Chiaramente quella che sbaglia di meno avrà la meglio, soprattutto nelle partite importanti e fondamentali di scontri diretti sa giocarsela bene. Diciamo che il Cagliari fino a questo momento sia stato abbastanza lineare, convincente. Può fare di meglio sulle partite in casa, però nell’ultima veramente ha convinto alla grande nonostante giocasse contro l’ultima in classifica che non era una cosa scontata. Ha dimostrato una certa solidità, una maturazione abbastanza importante e questo mi piacerebbe vedere, ovvero quello spirito fino alla fine».
Davide Nicola ce la sta mettendo tutta al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati. E’ un allenatore alquanto determinato che difficilmente si arrende dinnanzi agli ostacoli. Cosa pensa di lui arrivati a questo punto della stagione? Vi è la possibilità che possa restare l’anno prossimo?
«Io penso che raggiungendo un obiettivo così importante come la salvezza che per il Cagliari è come la vittoria del campionato, non vedo perché non riconfermarlo. Io in lui vedo questo: ha un grande affiatamento con il gruppo e conosce molto bene quelli che sono gli interpreti, sa molto bene quando cambiare, quando utilizzare certi giocatori. Io lo vedo molto in lui questo affiatamento con la squadra, ha creato un bel gruppo e questo lo si vede quando i giocatori vanno in campo, quella sinergia che c’è tra il pubblico e loro è molto bella. Io conosco bene Cagliari e so che se i giocatori danno tutto avranno dal pubblico il massimo. Devono sapere approfittare di queste situazioni, questa è una cosa importante e fondamentale. Credo che Nicola sia un allenatore molto valido, per me se raggiunge l’obiettivo deve essere riconfermato, non vedo il perché di cambiare. L’allenatore è una delle cose importanti che deve essere consolidata, di cambiarlo sempre e troppo non credo sia positivo, non la vedo una cosa di questo genere. Mi aspetto che in questo finale di campionato lui possa incidere come mai nel Cagliari».
Il Cagliari in svariate partite poteva fare e dare di più. Cosa è che gli manca per essere una squadra migliore?
«E’ chiaro che non è semplice, non è facile. A volte quando mancano certe pedine, certi giocatori o probabilmente in quel momento non sono in forma è chiaro che incide molto sulla prestazione generale di squadra. Per dire due nomi, secondo me, Viola è un giocatore che sta bene, può incidere veramente tanto. Gaetano è un altro giocatore che prima che ritornasse a Cagliari io ho sempre detto in tutte le interviste che andava riportato proprio per la sua qualità e intraprendenza. E’ un giocatore giovane che può dare tanto, ha la maturità giusta. In certi momenti forse quello che manca al Cagliari è il coraggio, quello di osare un po’ di più, di rischiare in certe partite perché aveva la possibilità di farlo. Non è semplice perché quando noi siamo all’esterno è sempre facile fare dei ragionamenti e delle analisi, ma non si è in campo. Al contrario, i ragionamenti sono molto diversi e complessi. Io credo in questa squadra e sono convinto che in questo finale di campionato sia anche molto in forma, pimpante come ho visto contro il Monza. Ho visto anche Luvumbo, un bel grande rispolvero; quello che manca è avere tutti i giocatori a disposizione con lo spirito giusto».
In ottica mercato, invece, dove interverrebbe?
«E’ molto chiaro che il centrocampo è il fulcro del gioco, è la posizione cardine e magari interverrei lì facendo un’analisi veloce e anche in attacco, qualcosina magari non ancora di spessore. Sostanzialmente prenderei uno per reparto, cambiare non ne cambierei perché credo che il Cagliari abbia azzeccato alla grande la scelta di Caprile, è arrivato veramente un portiere molto forte. E’ stata una delle cose positive che sono state fatte».
Lei attualmente milita nella Zeta Milano, di cui è capitano, in terza categoria. Che emozione sta provando per lo splendido traguardo raggiunto? Ci farà un pensiero l’anno prossimo? Il suo futuro proseguirà lì?
«E’ stata un’avventura partita un po’ in sordina così così. Io dico sempre una cosa: le emozioni non cambiano mai, che sia in Serie A, che sia in terza categoria poi sono sempre le stesse. Io sia come persona che come calciatore quando affronto una sfida lo faccio in maniera totale, vado in maniera completa non a metà. Considero la terza categoria come se fosse la Serie A, non sottovaluto niente, non snobbo nulla perché è un qualcosa che dà un grande risalto sulla mia persona e su quello che posso anche insegnare a una categoria che sicuramente mi tratta con grande rispetto. Conta veramente tanto pure il rispetto per gli avversari, dal canto mio l’entusiasmo che ho ancora è come quello di un ragazzino che sta iniziando a giocare. Ci sono partite in cui te la giochi come se fosse la Serie A, poi avendo raggiunto un traguardo di una società che è stata creata così nuova, giovani, è anche bello farne parte. Dico sempre ai miei compagni che fare la storia è una cosa importante. Bisogna sempre avere nella propria mente, nei propri traguardi e obiettivi qualcosa di importante, di lasciare il segno come si suol dire».
Capitolo “lotta scudetto”. La concorrenza è altamente spietata, secondo lei chi tra le big di Serie A è la favorita al momento tra Napoli e Inter? In quanto all’Europa, pensa che il rendimento dei nerazzurri possa essere influenzato dal calendario così colmo di impegni?
«Non cambio la mia idea che l’Inter continui ad essere la favorita in questo momento non per scaramanzia, ma per il fatto che è una squadra con giocatori forti e molto affiatati. Anche qui è stata creata una sinergia perfetta dove stanno bene insieme, giocano per la maglia, per divertire il pubblico e per vincere. E’ una squadra che quando gioca si vede che ha creato un ciclo con giocatori grandi e giovani e secondo me fa tantissimo. Inoltre, ha una dirigenza che sa lavorare molto bene e ha un allenatore che è uno dei migliori poiché ha acquisito un’esperienza tale da essere considerato in questo modo in Europa. Sul calendario magari può essere un qualcosa che potrebbe intaccare, però quando hai entusiasmo, una rosa in grado di competere non devi temere nulla. L’Inter avendone la possibilità può puntare a tutti quelli che sono gli obiettivi possibili, se ci riesci bene, se non ci riesci intanto lo devi fare».
La Juve riuscirà a centrare il quarto posto?
«In quanto alla Juventus, col cambio di allenatore, per quello che ho visto nell’ultima partita ha grandi difficoltà. Vi è competitività e le altre squadre non lasceranno che raggiunga il quarto posto in nonchalance senza soffrire. E’ una società che deve dare una svolta, deve cambiare molte cose per far sì che torni ad essere la Juventus che noi abbiamo sempre conosciuto. Non sono così convinto e sicuro che possa raggiungere l’Europa perché, ripeto, la competizione è bella tosta, però magari con l’arrivo di Tudor vediamo come andranno le prossime partite, ne abbiamo visto solo una. La Juve è la Juve, l’orgoglio, la tradizione di una squadra così importante può avere una grande rilevanza».
Volgiamo uno sguardo alla Nazionale italiana. Come giudica l’operato del Ct Luciano Spalletti in Nations League? Secondo lei il suo profilo si sposa perfettamente con gli ideali azzurri?
«Io credo che la Nazionale abbia dei giocatori di qualità, di talento che possono fare molto meglio. Quando Spalletti è andato in Nazionale pensavo che fosse un allenatore perché questo discorso rispetto alle squadre normali è molto diverso poiché non vi è la possibilità di avere i giocatori tutti i giorni per vederli e allenarli. Li vedi ma non sono allenati da te, invece nelle squadre la cosa è differente. Credo che lui si sposi molto di più a una squadra di calcio in sé, alla Nazionale qualche fatica di troppo la sta facendo. Non credo che la colpa sia sua ovviamente perché, voglio dire, i giocatori sono sempre loro che vanno in campo. Bisogna un po’ cambiare mentalità, mi auguro che il Ct possa dare una svolta anche qui e che possa ottenere qualche risultato in più. Degli elementi validi e ottimi comunque ci sono, è da vedere, però se dovessi scegliere un allenatore adesso probabilmente non avrei scelto lui».
Si ringrazia Jeda per la gentilezza e disponibilità mostrate nel corso di questa intervista