Juve e quella verità nascosta: Spalletti ha tirato fuori una qualità che sembra passare inosservata. Analisi tattica che fotografa le ultime partite | OneFootball

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·10 March 2026

Juve e quella verità nascosta: Spalletti ha tirato fuori una qualità che sembra passare inosservata. Analisi tattica che fotografa le ultime partite

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Juve, così Spalletti è riuscito a tirar fuori una qualità importantissima dalla squadra: l’analisi completa dei gol dei bianconeri

Il palo trema ancora per il gran tiro di Locatelli, ma il pallone non fa in tempo a tornare giocabile che Khephren Thuram ci si avventa sopra come un falco. Sinistro rasoterra a colpo sicuro, rete del 2-0 sul Pisa e via, in una corsa sfrenata verso la panchina per un abbraccio collettivo, quasi liberatorio, con Luciano Spalletti. Quell’immagine di gioia corale racconta l’anima del gruppo, ma la dinamica della rete ci svela un segreto tattico ben più profondo della Juventus di quest’anno.


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FEROCIA E OPPORTUNISMO: IL MARCHIO DI FABBRICA INATTESO

Istintivamente, pensando alla Juve di Spalletti, la mente corre alle trame palla a terra, alle verticalizzazioni e al fraseggio pulito. Eppure, grattando sotto la superficie estetica del “bel gioco”, emerge un dato che fotografa una cattiveria agonistica insospettabile: la Signora ha un istinto predatore spietato sulle palle vaganti. Il gol di Thuram è infatti il dodicesimo segnato in stagione nato da un rimpallo, una respinta corta o un tap-in. È il ritratto di una squadra che riempie l’area di rigore con ferocia e opportunismo. Doti sporche, ma maledettamente necessarie per chi vuole restare ai vertici, che in parte si erano già viste sotto la gestione Tudor.

LA COOPERATIVA IN AREA DI RIGORE

Scorrendo l’elenco delle reti “di rapina”, si scopre un vero e proprio manifesto della mentalità inculcata dal tecnico di Certaldo, perché a fiondarsi sulle respinte non ci sono solo i centravanti. Se Jonathan David e Openda (entrambi a segno di rapina nella trasferta contro il Bodø/Glimt) dovrebbero avere il tap-in nel sangue (il condizionale purtroppo è d’obbligo), a stupire è la quantità di centrocampisti e difensori pronti ad azzannare le incertezze avversarie:• I difensori: Cambiaso ha spiazzato Audero dopo una respinta di Terracciano (Cremonese); Kalulu ha risolto una mischia a Pisa; Federico Gatti, nel drammatico ritorno di Champions col Galatasaray, ha insaccato a porta vuota dopo il tocco del portiere Cakir.• I centrocampisti e trequartisti: Yildiz ha bruciato la difesa sul tempo per ben due volte (contro Cagliari e Pisa); McKennie ha punito il Lecce raccogliendo una deviazione; Koopmeiners ha colpito al volo all’andata contro il Galatasaray; Boga ha fulminato la Roma con una volée dopo una debole respinta di testa di Celik. E, infine, Thuram.

IL PESO TATTICO DI UN’AREA SEMPRE PIENA

Non è un caso. Non si tratta di “fortuna” che la palla capiti lì, ma di un’occupazione sistematica e aggressiva degli ultimi sedici metri. Quando un giocatore bianconero calcia in porta, ci sono almeno due o tre compagni che non restano a guardare l’esito del tiro, ma attaccano preventivamente la linea di porta avversaria. È un mix di tempismo e rabbia agonistica che non ti aspetti da una squadra così tecnica. Quell’abbraccio collettivo a Spalletti a bordo campo è la sintesi perfetta: tutti uniti, tutti cattivi, tutti pronti a ribadire in rete.

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