Juventusnews24
·22 May 2026
Juve, senza Champions a rischio anche il Mondiale per Club. Ecco perché sarebbe un danno enorme

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Dietro la probabile esclusione della Juventus dalla prossima edizione della Champions League si nasconde molto di più di un semplice declassamento sportivo. Scivolare in Europa League comporterebbe una perdita diretta di circa 30 milioni di euro rispetto agli introiti delle ultime stagioni, un danno che la società potrebbe ammortizzare. Tuttavia, il vero incubo per la Continassa è la drammatica reazione a catena che ne scaturirebbe.
Il contraccolpo finanziario andrebbe a colpire duramente l’intero ecosistema della Vecchia Signora:
L’effetto collaterale più devastante, però, riguarda il ranking per l’accesso al ricchissimo Mondiale per Club 2029 (la cui sede è ancora in bilico tra Brasile e Spagna). Senza i punti accumulabili in Champions, le probabilità di qualificazione si azzererebbero. La FIFA concede solo 11 slot rimanenti per l’Europa, con un limite di due squadre per nazione (il PSG è già certo di un posto, così come Flamengo, Al-Ahli, Pyramids e Cruz Azul negli altri continenti).
La speciale classifica di qualificazione — slegata dal tradizionale coefficiente UEFA — assegna tre punti per vittoria, uno per il pareggio e tre per il superamento del turno.
Alle spalle dei bianconeri inseguono minacciosamente le altre italiane: Atalanta (14ª), Milan (28ª) e Napoli (39ª). Un anno senza Champions permetterebbe alle rivali connazionali di colmare il gap ed estromettere la Juve dal torneo.
Partecipare al Mondiale per Club è un traguardo di vitale importanza. Basti pensare che la scorsa edizione ha distribuito un montepremi totale di un miliardo di euro. Le quattro semifinaliste hanno incassato cifre faraoniche (Chelsea 115 milioni, PSG 107, Real Madrid 83 e Fluminense 61), nettamente superiori ai circa 30 milioni intascati dalla Juve nell’ultima Champions (uscendo agli ottavi).
Per le casse bianconere, i ricavi mondiali rappresenterebbero circa il 10-15% del fatturato totale. Oltre all’ossigeno finanziario, il torneo preserverebbe l’appeal internazionale del marchio, un asset cruciale per attirare investitori e stakeholder stranieri in questa fase di complessa transizione al ribasso.







































