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·29 November 2025

Lazio, parla Sarri: “A Napoli l’esordio più bello, peccato non aver vinto”

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In una lunga intervista rilasciata ai microfoni di “Radio SerieA”, l’ex tecnico del Napoli, Maurizio Sarri, ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo la sua avventura all’ombra del Vesuvio.

Lazio, parla Sarri: “A Napoli l’esordio più bello, peccato non aver vinto”

Queste le dichiarazioni dell’attuale tecnico biancoceleste: “La pazienza? Penso che fino a qualche anno non ne avevo molta. Una delle cose buone dell’invecchiare è che coltivi qualità che prima non ne avevi. Ora cerco di capire di più le persone che ho davanti, prima avevo la mia idea preconcetta. Cosa ho fatto l’anno scorso? Vedi partite, il mondo del calcio è quello e ci rimane dentro, poi la storia familiare quest’anno non è stata bellissima e quindi sono stato preso anche da storie non simpatiche. Fa parte della vita. Il coraggio di cambiare vita? Una serie di contingenze che ti capitano, non c’è bisogno nemmeno di grande coraggio. Inizi a scalare delle categorie, fino ad arrivare ad una categoria in cui o fai un passo avanti o un passo indietro. Una storia di passione, perché da quando ho iniziato ad allenare la sensazione di andare a lavorare non ce l’ho mai avuta. All’inizio è stato per divertimento, poi l’obiettivo è stato quello di farne una professione, senza ambizioni cosi alte. Allenare in Serie C, fare il professionista e dal punto di vista della passione sei contento lo stesso. Le circostanze e la fortuna di essere nel momento giusto al posto giusto mi hanno portato più in alto di quello che mi aspettavo”.


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“L’esordio più emozionante? Sicuramente l’esordio a Napoli, perché ci sono nato li, è stato tanta roba e pieno di emozioni. Presi una squadra senza cambiare nemmeno troppi calciatori, riuscimmo ad esprimere un calcio bello, che faceva divertire la gente, e abbiamo fatto grandi cose pur non vincendo nulla. È quella che ha dato più gusto ed è chiaro che qualunque squadra che ho avuto in seguito non poteva giocare lo stesso calcio di quel Napoli. Gli incroci con Allegri? Aglianese vs Sangiovannese, 0-0 e zero tiri in porta: uno spettacolo pietoso. Lì ho conosciuto Max con cui ho sempre avuto un buon rapporto, è un toscano, come sono le mie origini. È chiaro che la visione del calcio può essere diversa, ma significa poco. Il rapporto personale è di stima reciproca. Il Sarrismo? Il gioco di un allenatore è un’ipotesi e poi ci si deve confrontare con quelle che sono le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Non sarà mai lo stesso. Certe caratteristiche bisogna esaltarle e non portarle verso quello che dà più gusto a te. Nessuna squadra che ho avuto in seguito poteva giocare il calcio di quel Napoli. Vorrei che la mia carriera finisse così: che la Lazio riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita al Flaminio ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli”.

Vincenzo Schiavo

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