Zerocinquantuno
·24 January 2026
Le big ci sono, il Como vola, l’Atalanta cresce: a Marassi il Bologna può solo vincere se vuole ancora parlare d’Europa. Sarebbe grave buttare un campionato a gennaio

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·24 January 2026

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Siamo solo al 24 gennaio, vero, ma purtroppo o per fortuna la matematica non è un’opinione. Il Como di ‘Thiago’ Fabregas (sì, le similitudini con la straordinaria cavalcata rossoblù del 2023-2024 sono tante) oggi pomeriggio ha asfaltato 6-0 il malcapitato Torino ed è volato addirittura a +10 sul Bologna, con la Juventus temporaneamente a +9 e un’Atalanta sì a +2 ma già corsara al Dall’Ara e in ottima forma.
La forte sensazione, osservando la classifica di Serie A, le rose e soprattutto le prestazioni sul campo, è che le squadre che oggi occupano le prime 6 posizioni saranno le stesse anche a maggio, vedremo poi in quale ordine. La già citata Atalanta ha senza dubbio un organico importante, ma ha perso parecchio terreno sotto la gestione Juric e potrebbe pagare più avanti l’estenuante rimonta targata Palladino: forse, quindi, l’unico posto davvero attaccabile è il settimo, quello che teoricamente (dipenderà dalla vincitrice della Coppa Italia) potrebbe valere la Conference League o, se il ranking UEFA sorriderà al nostro Paese, pure qualcosa di più.
Certo, il BFC ha ancora in ballo la stessa Coppa Italia, dove sfiderà la Lazio nei quarti l’11 febbraio, e l’Europa League, con almeno i playoff già messi in cassaforte, ma in campionato le chiacchiere stanno ormai a zero: bisogna subito ricominciare a vincere con continuità per tornare ad essere una candidata credibile ad un piazzamento autorevole, non esiste altra strada. Se ciò non accadrà, già a partire da domani sulla mai comoda sponda genoana di Marassi, il rischio concreto è di buttare nel rusco, per dirla alla petroniana, un intero campionato senza nemmeno essere entrati in primavera, tornando ad essere (col massimo rispetto) un’Udinese o un Torino qualsiasi.
L’abbiamo già scritto a più riprese: non si può pretendere che ogni stagione si concluda con una festa di piazza, e sarebbe da stupidi non essere grati e riconoscenti per le meravigliose emozioni provate negli ultimi due anni. Non si può nemmeno, però, passare dalle stelle alle stalle a causa di due mesi vissuti col freno a mano tirato. La palla è sempre in mano al Bologna: squadra, che può e deve fare di più, allenatore, chiamato a correggere le lacune palesate da dicembre in poi, e magari anche società, qualora da qui al 1° febbraio nascessero interessanti opportunità di mercato. Non deludeteci.

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