Lazionews24
·12 March 2026
Le Bihan si racconta: «Questo è il mio mestiere, Lazio scelta giustissima, che emozione il gol nel derby!»

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·12 March 2026

Clarisse Le Bihan, calciatrice francese che ha conquistato il cuore dei tifosi della Lazio Women, si racconta in un’intervista intima ai microfoni del club, parlando della sua carriera, delle sue esperienze internazionali e dei sogni per il futuro. Dalla Francia agli Stati Uniti, passando per la Lazio, la giocatrice condivide i momenti più significativi della sua carriera, dalla passione per il calcio alla vita in Italia.
IDOLO – «Il calciatore preferito? Zidane in Francia senza dubbio, non sono originale in questo. La prima calciatrice invece, Camille Abily che è francese. Lei era molto tecnica ed era una ragazza simpatica che viene dal mio stesso paese, volevo ispirarmi a lei da sempre perché faceva la differenza ma con umiltà.»
ESORDIO – «Non mi sono mai chiesta se il calcio fosse il mio lavoro, sono sempre stata sulla mia strada sin da piccola e ricordo che dicevo a mia mamma “Quando sarò grande compro la casa dei vicini così tu ti prendi cura dei miei bambini quando andrò a giocare”. È sempre stata una cosa che da piccola volevo fare.»
USA – «2022, la chiamata dagli USA? Era una voglia mia anche di trasferirmi dopo 13 anni ad alto livello in Francia. Avevo voglia di scoprire un altro paese e cultura, un’altra maniera di giocare a calcio. È stata una grande opportunità per me, non era facile perché sono andata da sola molto lontano ma sono arrivate molte cose positive. La difficoltà più grande? La distanza con la famiglia e gli amici, sul campionato direi la fisicità perché c’è una forza e fisicità diversa. Poi, anche le trasferte perché le distanze sono lunghissime. Io ero a Los Angeles e ogni volta spostarsi in trasferta in posti dove il clima era diverso. Oggi mi mancano i tifosi, lo stadio era quasi sempre pieno. 22 mila persone a vedere le partite. L’entusiasmo e le persone che ho incontrato lì.»
LAZIO – «La Lazio è stata la scelta giusta? Si, era la scelta giustissima perché avevo voglia di ritornare in Europa e scoprire ancora un altro paese e ho avuto questa opportunità. Se mi guardo indietro sono felice di questa scelta. L’esordio? Nel derby il gol più bello che ho fino a ora, ho avuto un’emozione incredibile. È stata una serata in cui mi sono detta “Sono nel posto giusto”. Cambiare quel gol con uno nel prossimo? No mai, il primo è storia. Ma prendo anche il gol nel prossimo derby. Per me è stato bellissimo iniziare nel derby, importante per la mia storia alla Lazio. Il più bello dello scorso anno? Il primo contro la Roma, quello col Como di sinistro da molto lontano.»
ITALIANO – «La prima parola che ho imparato in italiano? L’ho studiato due anni all’università, avevo già una base. Era importante per me quando sono arrivata riuscire a esprimermi con le persone con cui lavoravo e con la squadra perché avevo grande responsabilità quando ho firmato. Abbiamo fatto anche dei corsi grazie alla società e mi ha aiutato a sentirmi sempre più parte della squadra e della società.»
ROMA – «Cosa mi piace della città? La cosa che mi piace di più è la bellezza della città, la cosa più terribile è il traffico. È tosta. Come trascorrerei il tempo libero? Quello che mi piace di più, se avessimo avuto più riposo, viaggiare per scoprire nuovi posti, città e paesi. Al momento non è possibile ma va bene, ci sarà tempo dopo. Se mi riguarda dopo la partita? Si, tanto. Guardo tutto anche quando è brutta perché è molto importante essere lucida, ci sono tante emozioni quando giochiamo quindi è importante per me riguardare le partite e vedere cosa non è andato bene. Se guardo anche altre partite? Io sono veramente appassionata di calcia, guardo il campionato maschile e femminile in Francia e anche in Italia. Guardo un po’ ovunque, anche gli USA. La mia più grande passione? Direi cucinare, so fare tutto. Le cose italiane no. Sono brava a fare i dolci.»
CALCIO – «La cosa che mi piace di più di questo lavoro è giocare, sono ossessionata che sia in partita o in allenamento. La palestra non è il mio momento preferito, lo faccio ma non mi piace. La seduta video mi piace e qui lo facciamo tanto, al mister piace tanto. Mi piace capire il perché delle cose, lui lo trasmette e questo mi rende felice di lavorare con lui. Come si fa a rimanere lucidi durante la partita? A forza di allenarsi, diventa un’abitudine anche con la stanchezza sei capace di fare tutto. Direi allenamento e ripetizione. Le palle inattive? Questa è tosta.»
GRASSADONIA – «La mia miglior stagione in carriera alla Lazio. Quando ho incontrato Grassadonia non sapevo cosa aspettarmi da questa esperienza, ho scoperto la sua maniera di lavorare e l’uomo che c’è dietro. È stato il più bell’incontro nel calcio per me. È sempre un piacere venire ad allenarmi, resterà speciale per me. Mi fa vedere il calcio in un modo diverso da quello che avevo in testa, mi piace molto e mi piace capire cosa lui pensa e vuole. Magari non sono d’accordo, però mi piace capire.»
Il futuro nel calcio e nella vita privataRUOLO – «Mi sento molto bene in questo momento, non mi sento alla fine della mia carriera. Ho sempre avuto una certa versatilità e ho sempre giocato in diverse posizioni da centrocampo a attacco. Sono completa e provo sempre a aiutare la squadra, quest’anno ho fatto un po’ a centrocampo ma è sempre un’opzione. Mi piace molto stare più vicina alla porta avversaria. La partita perfetta? Contro il Como lì, lo scorso anno. Avevamo questa partita che era un po’ una finale e abbiamo vinto 4-0 e ho fatto 3 gol e un assist. Non so perché ma questo campo mi ispira. Quale gara vorrei rigiocare? Quella con Fiorentina, una delusione enorme per come abbiamo perso alla fine, ma il quarto ritorno di Coppa Italia con la Juventus. Non ho iniziato la partita, sono entrata 3-1 e alla fine hanno fischiato un rigore su un mio fallo, che non era fallo secondo me, e hanno segnato e poi siamo andate fuori dalla Coppa. Me lo sogno ancora. È la partita che vorrei rigiocare.»
CAMPIONATO – «Cosa chiedo a Le Bihan da qui a fine campionato? A me, di essere pronta e efficiente, in forma. Alle mie compagne vorrei dire che dobbiamo essere le prime a crederci perché tutto è ancora possibile. Abbiamo le qualità per farlo.»
Famiglia e futuro nella gestione sportivaFAMIGLIA – «Famiglia, se tra qualche anno mi vedo mamma? Si certo, devo incontrare la persona giusta ma mi piacerebbe. Il mio sogno per il futuro? Sono felice se divento una direttrice sportiva di una società femminile.»









































