Calcio e Finanza
·31 March 2026
L'Italia ha negato agli Stati Uniti l’utilizzo della base di Sigonella

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L’Italia ha negato agli Stati Uniti l’autorizzazione a utilizzare la base di Sigonella per una missione aerea diretta verso il Medio Oriente. La notizia, rivelata dal Corriere della Sera, riguarda un episodio avvenuto nei giorni scorsi e inizialmente mantenuto riservato per la sua delicatezza diplomatica.
Secondo quanto ricostruito, alcuni asset aerei statunitensi avevano inserito nel proprio piano di volo uno scalo presso la base siciliana, senza tuttavia richiedere alcuna autorizzazione preventiva alle autorità italiane. Il dettaglio più rilevante è che la comunicazione sarebbe arrivata quando i velivoli erano già in volo, escludendo di fatto ogni possibilità di valutazione preventiva da parte dei vertici militari italiani.
A informare il governo è stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, che ha contattato il ministro della Difesa Guido Crosetto per sottoporgli la questione. Dalle verifiche effettuate dallo Stato maggiore dell’Aeronautica è emerso che i voli in questione non rientravano nelle attività ordinarie o logistiche previste dagli accordi bilaterali tra Italia e Stati Uniti, e quindi necessitavano di un’autorizzazione specifica.
Proprio su questo punto si è basata la decisione del governo italiano. In assenza di una richiesta formale e di una consultazione preventiva, il ministro ha dato mandato di negare l’atterraggio a Sigonella. A rafforzare la scelta, anche il fatto che gli aerei indicati nel piano di volo fossero soggetti a particolari limitazioni operative — i cosiddetti “caveat” — che ne impediscono l’utilizzo senza specifiche condizioni o autorizzazioni.
È stato quindi lo stesso Portolano, su indicazione diretta del ministro, a comunicare al comando statunitense il diniego italiano. Una decisione che, pur nel rispetto delle regole e degli accordi vigenti, comporta inevitabilmente un potenziale impatto nei rapporti tra Roma e Washington.
Un episodio che richiama la crisi proprio a Sigonella nel 1985 durante il governo di Bettino Craxi e la presidenza di Ronald Reagan, quando una controversia sull’uso della base siciliana generò forti tensioni diplomatiche. Anche in questo caso, la gestione della vicenda si muove lungo il delicato equilibrio tra alleanza strategica e sovranità nazionale.









































