Lazionews24
·4 April 2026
Lotito, intreccio FIGC: Malagò in pole e il nodo commissariamento. La mossa del presidente della Lazio

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Lotito torna al centro del dibattito che sta agitando il calcio italiano dopo le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza federale. La fase di transizione aperta in casa FIGC sta infatti delineando nuovi equilibri politici e sportivi, con Giovanni Malagò che, secondo quanto ricostruito da La Repubblica, avrebbe già raccolto un consenso molto ampio all’interno della Serie A, candidandosi di fatto come profilo forte per la successione. La nuova elezione per la guida federale è fissata per il 22 giugno, mentre il confronto tra i club resta aperto anche nelle prossime assemblee di Lega.
Nel quadro descritto dal quotidiano romano, l’unico vero ostacolo alla corsa di Malagò sarebbe rappresentato proprio dalla posizione di Claudio Lotito, presidente della Lazio e figura da sempre molto influente negli equilibri del pallone italiano.
L’ex numero uno del CONI viene indicato come il candidato principale in questa fase, anche perché avrebbe già avviato contatti con numerosi club del massimo campionato per sondare il terreno e consolidare il proprio sostegno.
Il tema più delicato, però, riguarda l’eventuale strada alternativa alle elezioni. Sempre secondo La Repubblica, Lotito starebbe sostenendo l’iniziativa del ministro per lo Sport Andrea Abodi per arrivare a un commissariamento della FIGC. In questo scenario, avrebbe affidato a Lorenzo Casini, ex presidente della Lega Serie A, il compito di lavorare a un disegno di legge capace di consentire un intervento politico diretto sulla federazione.
È proprio qui che si inserisce il passaggio più sensibile. L’ipotesi di un’ingerenza politica sulla federazione non comporterebbe automaticamente sanzioni immediate, ma potrebbe aprire un contenzioso serio con UEFA e con il sistema calcistico internazionale, che tutela l’indipendenza delle federazioni nazionali da pressioni esterne o governative.
Per questo il commissariamento viene letto come uno scenario estremo e potenzialmente pericoloso per l’Italia, sia sul piano della partecipazione alle competizioni europee sia su quello dell’organizzazione di Euro 2032, che il Paese dovrebbe ospitare insieme alla Turchia.
Il quadro, dunque, resta fluidissimo. Da una parte c’è la candidatura forte di Malagò, dall’altra una linea più dura che guarderebbe a una rottura istituzionale. In mezzo ci sono i club, la Lega Serie A e un calcio italiano che, dopo il terremoto seguito all’addio di Gravina, si gioca una fetta decisiva del proprio futuro.
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