PianetaBari
·10 March 2026
L’ultimo ritiro? A ottobre a Castel di Sangro: l’illusione di una svolta. Ora il Bari ci riprova

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·10 March 2026

Il Bari torna in ritiro dopo il ko di Pescara e la scelta della società riporta inevitabilmente alla mente l’ultimo raduno stagionale: Castel di Sangro, ottobre, quando la squadra si isolò in Abruzzo fino al 25 del mese per preparare la sfida contro il Mantova. In panchina c’era Fabio Caserta, confermato nonostante la fiducia fosse già allora sottilissima e il clima attorno alla squadra fosse tutt’altro che sereno. Quel ritiro, nelle intenzioni, doveva rappresentare il punto di ripartenza, il momento in cui ricompattarsi, ritrovare identità e solidità dopo settimane di incertezze.

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Per qualche giorno sembrò davvero funzionare. Il Bari tornò in campo con un atteggiamento diverso, più corto, più attento, più cattivo. Arrivarono due vittorie consecutive, entrambe per 1-0, contro Mantova e Cesena: due successi sporchi, pesanti, che diedero l’impressione di una squadra finalmente viva, capace di soffrire e di portare a casa punti fondamentali. Castel di Sangro, per un attimo, sembrò aver rimesso insieme i pezzi.
Ma quella scintilla durò pochissimo. Appena spenti i riflettori su quei due risultati, il Bari ripiombò nel suo limbo abituale: prestazioni inconsistenti, punti persi contro avversari diretti, fragilità difensive mai risolte. La squadra non ha mai trovato continuità, alternando momenti di apparente crescita a crolli improvvisi che hanno riportato tutto al punto di partenza. Il pareggio contro lo Spezia e il ko interno col Frosinone, successivamente hanno rappresentato il punto di rottura definitivo, l’ennesima conferma che la scossa di Castel di Sangro era stata solo un’illusione.
Da lì la decisione della società: esonerare Caserta e affidare la squadra a Vivarini per la gara di Empoli. Un cambio inevitabile, figlio di una stagione che non ha mai preso una direzione chiara e che ha visto il Bari oscillare continuamente tra tentativi di rilancio e ricadute dolorose. Il ritiro di ottobre, che avrebbe dovuto segnare la svolta, è rimasto solo un episodio isolato, una parentesi positiva in un percorso pieno di contraddizioni.
Oggi il Bari ci riprova, ancora una volta. Si torna in ritiro, questa volta nella vicina Matera, nella speranza di ritrovare compattezza, concentrazione, identità. Già successe nel 2024 con Polito al timone, che scelse proprio la Basilicata (con allenamenti allora a Altamura) per ripartire dopo un clamoroso crollo a Cosenza. Ma la storia recente insegna che il ritiro, da solo, non basta. Castel di Sangro lo ha dimostrato: una fiammata breve, subito soffocata da limiti profondi. Per cambiare davvero rotta serviranno risposte sul campo, personalità, continuità. Non un’altra illusione.
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